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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 tutte le questioni aperte con l'esempio della scuola

La situazione della scuola, requisiti di uscita dal lavoro e nuova chiara evidenza di necessità di approvazione di novità pensioni per uscita prima




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 17:01): La scuola è l'esempio più eccletante di come vanno male le novità per le pensioni e nello stesso tempo dei problemi che nascono non risolvendo il problema stessa della rigidità delle pensioni di cui parliamo spesso nelle ultime notizie e ultimissime. Un primo esempio, è l'età media degli insegnanti la più vecchia in assoluta in Europa. Quale produttività si può avere dopo 40 anni di insegnamento? 

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Sta succedendo che con l'avvio della nuova stagione scolastica, i ritardi e gli errori che stanno segnando la gestione del personale del mondo della scuola vengono presi ad esempio delle difficoltà a portare avanti un vero percorso sulle novità per le pensioni. E le prospettive a breve termine non sono delle migliori come da ultime notizie e ultimissime.

Il caso scuola mette chiaramente in evidenza, ancora una volta, la necessità di revisione dell’attuale sistema pensionistico e l’urgenza di approvare novità per le pensioni di uscita prima che, come più volte spiegato e ribadito, servirebbero per sostenere l’occupazione giovanile, aprendo le porte del mondo del lavoro ai più giovani oggi decisamente bloccati, ma permettendo anche, allo stesso tempo, uno svecchiamento di settori chiave, dalla scuola alla pubblica amministrazione. La situazione da rivedere è sotto gli occhi di tutti: oggi, primo settembre, si apre un nuovo anno scolastico e ciò che emerge dalle ultime notizie è che il personale della scuola italiana è tra i più anziani d’Europa, soprattutto a causa delle norme entrate in vigore nel 2012 che ha allungato l’età pensionabile per tutti, costringendo il personale della scuola, tutto, da docenti a personale Ata, a raggiungere i 66 anni e 7 mesi per andare in pensione o i 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, che scendono a 41 e 10 mesi per le donne.

A questa condizione valida per tutti ma che per la scuola ha creato caos e diseguaglianze, si affianca proprio il caso di quei cosiddetti quota 96 che sembrano essere stati dimenticati ma che in parte ci sono ancora e si tratta di coloro che, sottoposti prima delle nuove norme previdenziali a particolari norme specifiche di pensionamento stabilite ad hoc per la scuola, si sono ritrovati a dover seguire le regole previdenziali di tutti che nella loro formulazione non hanno considerato la particolarità del settore scuola, il cui anno non inizia il primo gennaio ma il primo settembre. E il caos pensionamenti, insieme a quelli mancati, ha scatenato una vera e propria confusione, caso ancora irrisolto come la gand parte di quelli che hanno provocato squilibri dopo l'entrata in vigore delle nuove norme previdenziali. Stando alle ultime notizie, però, nei prossimi giorni si dovrebbe tornare a parlare della questione insieme alle novità per le pensioni per tutte le altre categorie di lavoratori che sono stati fortemente penalizzati dall’entrata in vigore delle attuali norme previdenziali.

Il personale della scuola, così come altre categorie di lavoratori, attendono ora novità in merito alle richieste di uscita prima a 62 anni di età con 35 anni di contributi e penalità minime; di modifiche del sistema basato sulla mini pensione, per cui ci sono ancora dubbi se i lavoratori della scuola possano usufruirne o meno; di novità pensioni di quota 41 senza alcuna penalizzazione; di aumenti delle pensioni più basse e revisione dei loro contratti bloccati ormai da sette anni, come del resto tutti quelli del pubblico impiego.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il