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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 Pil ufficiale più alto ma non cambia nulla

I nuovi dati dell'Istituto nazionale di statistica rivelano un leggero miglioramento dei conti pubblici italiani.




L'atteso dato definitivo dell'Italia sui conti italiani nel secondo trimestre è arrivato e fa segnare un +0,8% nei confronti del secondo trimestre del 2015, ma è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Cosa segnica anche e soprattutto in relazione alle novità per le pensioni? Poco o nulla perché non è lo zero virgola che fa la differenza anche se mantenere un percorso di crescita, seppure lenta, è di certo di aiuto per mettere a punto le decisioni strategiche per la fine dell'anno. La stima preliminare diffusa il 12 agosto 2016 scorso aveva misurato la stessa variazione congiunturale e una variazione tendenziale dello 0,7% con una variazione acquisita per il 2016 è pari a +0,7%.

Significa che, a oggi, lo stanziamento per le novità per le pensioni non può che essere lo stesso. Come fatto notare dall'Istituto nazionale di statistica, dal lato della domanda interna, i consumi nazionali sono stazionari in termini congiunturali, sintesi di un aumento dello 0,1% dei consumi delle famiglie e di un calo dello 0,3% della spesa della pubblica amministrazione mentre gli investimenti fissi lordi hanno registrato una flessione dello 0,3%. Le importazioni sono aumentate dell'1,5% e le esportazioni dell'1,9%. Sono numeri che non consentono di svoltare e che rendono ancora più urgente la necessità di aggrapparsi all'extra budget per intervenire sulle novità per le pensioni.

Ma come è emerso nel corso del recente bilaterale tra Italia e Germania, le possibilità di allargare le maglie dei conti pubblici comunitari sono concrete, ma gli investimenti maggiori saranno dirottati per la ricostruzione post sisma in Italia e per la prevenzione di ulteriori terremoti. Poco o nulla sarà speso per le novità per le pensioni. Il rapporto dell'Istituto nazionale di statistica rivela anche che la domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,1 punti percentuali alla variazione del Prodotto interno lordo: si registrano contributi nulli per i consumi delle famiglie e delle Istituzioni sociali private e per gli investimenti fissi lordi e un contributo negativo (-0,1 punti percentuali) per la spesa della pubblica amministrazione.

La variazione delle scorte ha contribuito negativamente per 0,1 punti percentuali, mentre l'apporto della domanda estera netta è stato positivo per 0,2 punti percentuali. Il valore aggiunto registra incrementi congiunturali nell'agricoltura e nei servizi mentre diminuisce nell'industria. All'interno dei servizi si rilevano settori in flessione e settori in espansione: incrementi significativi riguardano le attività professionali e di supporto e quelle del comparto del commercio, trasporto e alloggio; all'opposto, il calo più marcato riguarda le attività finanziarie e assicurative.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il