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Pensioni ultime notizie novitÓ ufficiale Pil incolore attesta le quasi nulle novitÓ quota 100, quota 41, mini pensioni

I dati ufficiali dell'Istat su Prodotto interno lordo, valore aggiunto, consumi e investimenti non sono positivi in ottica novitÓ per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:07): Un Pil che è solo di un decimale meglio del previsto ed è lontano dall'1,3% previsto non sorprende di certo ed è solo l'insieme delle tante ultime notizie e ultimissime negative sull'attuale congiuntura. E', però, una ulteriore certificazione ufficiale che i margini per le novità per le pensioni e gli altri argomenti sono strettissimi e si dovranno rivedere per l'ennesima volta i conteggi.

Sono i nuovi dati sui conti economici trimestrali a firma dell'Istat a spegnere le migliori speranze sulle novità per le pensioni. Nel secondo trimestre del 2016 il Prodotto interno lordo è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,8% nei confronti del secondo trimestre del 2015. Troppo poco per chi sperava che la ripresa del Paese potesse finanziato le pensioni. Dal lato della domanda interna, i consumi nazionali sono stazionari in termini congiunturali, sintesi di un aumento dello 0,1% dei consumi delle famiglie e di un calo dello 0,3% della spesa della PA, mentre gli investimenti fissi lordi hanno registrato una flessione dello 0,3%. Le importazioni sono aumentate dell'1,5% e le esportazioni dell'1,9%.

Anche senza essere esperti di economia, appare evidente come i numeri non sono tali per consentire all'Italia di svoltare in vista della prossima legge di bilancio. E snon solo in relazione alle novità per le pensioni, ma all'intera strategia di Palazzo Chigi su crescita, occupazione e produzione. Sarà dunque decisivo per la ripresa economica del Paese la concessione di quell'extra budget così tanto desiderato dal governo italiano. Per rispettare gli impegni presi con la Commissione europea tre mesi fa, al governo per ora mancano fra 15 e 20 miliardi di euro e nel frattempo la ripresa italiana, come abbiamo visto, si sta dimostrando ancora debole.

L'obiettivo concordato sarebbe un calo del deficit all'1,8% del Prodotto interno lordo nel 2017. Ma se si confermassero gli equilibri finanziari e le politiche attuali, nel 2017 il deficit potrebbe arrivare al 2,6 o 2,7%. Il punto è che se ci sarà una concessione rispetto al fiscal compact ovvero il trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell'Unione economica, il budget aggiuntivo finanzierà verosimilmente la ricostruzione post sisma nel centro Italia e la prevenzione danni da futuri terremoti. Poco o nulla sarà dirottato sulle novità per le pensioni da infrangimenti della regola aurea per cui il bilancio dello Stato deve essere in pareggio o in attivo.

In questo contesto, vale la pena dimostrare come, secondo i dati ufficiali dell'Istat, nel secondo trimestre, il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% nel Regno Unito, dello 0,4% in Germania e dello 0,3% negli Stati Uniti, mentre è rimasto invariato in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,2% nel Regno Unito, dell'1,7% in Germania, dell'1,4% in Francia e dell'1,2% negli Stati Uniti. Il Pil dei paesi dell'area euro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,6% nel confronto con lo stesso trimestre del 2015.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il