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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni decisioni da riunioni Confindustria-Sindacati

Sono le parti sociali a mostrare maggiore attivismo sul fronte del rilancio della produzione e delle novità per le pensioni.




Laddove la maggioranza non riesce a raggiungere una posizione comune, ci pensano le parti sociali ovvero i rappresentanti di lavoratori e imprese a trovare un punto di accordo sulle politiche delle occupazione e sulle novità per le pensioni. Anzi, tutti loro hanno perfino sottoscritto "un insieme coerente di proposte" da presentare alla maggioranza sulla gestione degli esuberi e delle crisi industriali, prevedendo anche correttivi alla disciplina degli ammortizzatori sociali. In buona sostanza viene proposto un piano per favorire formazione e ricollocazione dei lavoratori già durante il periodo di cassa integrazione.

Più sfumata, ma comunque basata su principi comuni è la posizione sulle novità per le pensioni che ruota attorno al concetto di ricambio generazionale, pensato da una parte per andare incontro a chi vuole congedarsi un po' prima rispetto a quanto è adesso possibile e dall'altra per introdurre nel processo produttivo forze fresche per rilanciare l'industria italiana sui piani della competitività e dell'innovazione. Non sarà ovviamente un percorso facile, anche e soprattutto perché non tutti nella maggioranza sono convinti di voler procedere su questa strada. Anzi, le ipotesi di cambiamento sul piano previdenziale sono per ora ancorati su mini pensioni con penalizzazioni e interessi, benefici fiscali per gli assegni più bassi e, forse, il cumulo gratis dei contributi versati in più casse previdenziali.

Una fetta degli investimenti, poi, sembrano destinati al taglio del costo del lavoro. La maggioranza sta valutando tre opzioni per prorogare la decontribuzione sulle nuove assunzioni stabili. La prima ipotesi è quella di una proroga in versione light con un prolungamento dell'incentivo al 20% per la durata di un anno (tutto il 2017). La seconda opzione sul tavolo dei tecnici passa dallo sgravio al 40%, ma limitato a 12 mesi. Nelle ultime ore è spuntata una novità sotto forma di terza opzione che prevede sgravi robusti ma concentrati sui giovani under 29 e sul Sud anche in questo caso per un periodo di tempo non superiore a un anno (2017).

Il problema è che nessuna di queste misure viene incardinata in un quadro complessivo che prevede anche le novità per le pensioni, rispetto a cui occupazione e rilancio dalla produzione sono strettamente legati. In ogni caso, la maggioranza avvierà un'operazione per ridurre strutturalmente dal 2018 il costo del lavoro stabile. Questo intervento sul cuneo potrebbe non essere annunciato con la decisioni strategiche da far passare entro la fine dell'anno, come invece accaduto per il taglio Ires un anno fa.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il