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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 Forze Sociali sempre più sgretolate

Come cambia la posizione delle forze sociali per le novità per le pensioni: le proposte sempre rilanciate e nuovi compromessi su mini pensione




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:30): Si era partiti con una serie di novità per le pensioni condivise in una cosidetta piattaforma comune che sarebbe stata la base dei confronti. Ora dopo una prima serie di confronti, quando ci si addentra in una fase che dovrebbe essere molto importante almeno teoricamente, le forze sociali arrivano divise su tutto sia su cosa chiedere, con quali mezzi cercare di ottenerlo e in che modo come rilsulta chiaro dalle ultime notizie e ultimissime ufficiali.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:01): Sembra ormai chiaro in procinto di una serie di confronti che la posizione delle forze sociali sulle novità per le pensioni è sempre più divisa, come dal'altra parte quella del voto costituzionale e di diversi altri argomenti. E' così la forza che dovrebbero avere le forze sociali dinanzi alla maggioranza appare parecchio attenuta come da ultime notizie e ultimissime.

Mentre le proposte dell’esecutivo sulle novità per le pensioni continuano ad andare avanti, quelle parlamentari e quelle avanzate dalle forze sociali sembrano essere state dimenticate e sembra sgretolarsi anche la posizione delle forze sociali, sempre meno ferme e decise rispetto a qualche tempo fa sulle pensioni, tanto che, secondo le ultime notizie, sarebbe a rischio anche lo sciopero generale che qualche settimana fa era stato annunciato in caso di mancata approvazione delle novità richieste dalle forze sociali all’esecutivo stesso. Ciò significa arrestarsi su proposte come novità pensioni di quota 100, uscita a 62 anni di età con 35 anni di contributi, novità pensioni di quota 41, revisione del sistema basato sulla mini pensione che, secondo alcuni esponenti delle stesse forze sociali, potrebbe rivelarsi un fallimento e una inutile novità per le pensioni che certo non rappresenterebbe la soluzione previdenziale tanto cercata in questi anni.

Ma il problema è che se fino ad oggi, proprio perché convinte della necessità e dell’urgenza di novità per le pensioni per ‘ammorbidire’ i requisiti di uscita, le forze sociali si sono sempre battute, ora le cose sembra cambiare.  E in vista dei prossimi incontri con l’esecutivo sembrerebbe ci si stia preparando a raggiungere una sorta di compromesso sul meccanismo di uscita prima con mini pensione: nessuna novità per quanto riguarda le penalità, che le forze sociali avevano chiesto di ridurre dal 15 all’8%, né sul tempo di anticipo di uscita, che invece le stesse forze sociali avevano chiesto di aumentare da tre a quattro, richieste cui non si è fatto più riferimento, ma solo un accordo sulle detrazioni di cui dovrebbero godere coloro che risultano particolarmente in difficoltà e percepiscono trattamenti più bassi.

E se qualche tempo fa dimostravano contrarietà a questa novità per le pensioni, ultimamente hanno spiegato che potrebbe funzionare ma solo, come detto, se verranno definite detrazioni per sostenere chi si ritrova in difficoltà e non ha la possibilità di pagare la restituzione dell’anticipo percepito, il che, potremmo dire, indica una sorta di approvazione del piano che l’esecutivo sta portando avanti, pur se, si sa ormai chiaramente, non servirà per risolvere i problemi causati dalle attuali norme pensionistiche ma rappresenta un’ennesima soluzione tampone. Con queste ultime posizioni espresse, le forze sociali sembrano aver fatto un passo indietro rispetto alle chiare posizioni di richieste di cambiamento pensionistico per cui da sempre discutono con l’esecutivo, pronte a rilanciare sulla quota 41, più volte detta necessaria per risolvere le situazioni di quelle categorie di lavoratori, come chi svolge attività faticose o ha iniziato a lavorare giovanissimo, che sono stati fortemente penalizzati; sulla necessità di cancellazione degli onerosi costi a carico di chi decide di riunire tutti i propri contributi previdenziali versati in diverse gestioni; sull’aumento delle pensioni più basse, per consentire a tutti di poter vivere dignitosamente e non una vita di stenti con quei miseri trattamenti mensili che milioni di pensioni percepiscono; e su sistemi di uscita prima urgenti perché collegati alla questione lavoro e al rilancio dell’occupazione, soprattutto giovanile che deve essere sostenuta viste le ultime notizie ancora negative.

Tra le proposte presentate negli ultimi tempi dalle forze sociali, ma anch’essa caduta nel dimenticatoio, anche quella di una differenzazione di pensionamento rispetto all’aspettativa di vita in base alla tipologia di occupazione che si svolge, proposta che in realtà avrebbe dovuto essere realizzata considerando che effettivamente non tutti i lavori sono uguali ed equiparare le uscite per tutti è stata, probabilmente, la più grande ingiustizia sociale commessa dalle attuali norme. La strada per un reale cambiamento, definitivo e universale, delle pensioni sembra ancora però piuttosto lungo: mancano le convinzioni, a questo punto, per andare oltre e per riuscire a definire una soluzione che sia davvero condivisa da tutti ma che sappia soddisfare anche richieste ed esigenze degli stessi lavoratori.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il