Riforma pensioni, contratto unico, modificare legge 35 ore del lavoro: le proposte da Sarkozy

Superare la legge sulle 35 ore di lavoro; riformare le pensioni; introdurre il contratto unico di lavoro. Sono alcune delle riforme proposte dal Presidente francese per il prossimo autunno



Sul finire dello scorso mese d'agosto, al passaggio dei suoi primi 100 giorni di mandato, la popolarità di Nicolas Sarkozy, assurgeva a vette attorno al 65%. Oggi, a un mese di distanza, la debole performance dell'economia nazionale e la minacciata opposizione sindacale alle riforme annunciate, rischiano di minare l'immagine del Presidente della Repubblica francese, facendo vacillare la fiducia che la maggioranza dei francesi sembrava avergli tributato.

La riforma fiscale approvata la scorsa estate, lungi dall'aver prodotto gli effetti positivi tanto auspicati, non è riuscita a dare nuovo impulso alla crescita del PIL, che si presenta anche quest'anno fiacca, come nel recente passato. Il Governo continua a considerare realizzabile, per il 2008, un incremento del PIL pari al 2,25%, anche se le previsioni degli organismi internazionali si attestano tutte su valori decisamente inferiori al 2%. L'alto tasso di deficit pubblico e il livello del debito sul PIL, che non sembrerebbero corrispondere al rispetto degli impegni assunti con la Unione Europea, starebbero fortemente irritando le cancellerie di Bruxelles, da cui è attesa una probabile imminente reprimenda sulle politiche di bilancio proposte dal Governo di François Fillon.

Sarkozy, d'altro canto, preoccupato di non trasmettere un messaggio di allarme ai francesi per lo stato dei conti pubblici, è andato in Parlamento per proporre un nuovo contratto sociale, fondato sulla responsabilizzazione degli individui. Così, lo scorso 18 settembre, il Presidente francese ha illustrato la nuova stagione di riforme per il prossimo autunno. Le principali misure riguarderebbero il superamento della legge sulle 35 ore e la conseguente defiscalizzazione delle ore di straordinario; l'armonizzazione pensionistica dei regimi speciali (riguardanti circa un milione e mezzo di persone tra marittimi, minatori, ferrovieri, elettrici, artisti, parlamentari) a quello generale e, successivamente, la riforma delle pensioni, con l'aumento dell'età pensionabile; la riforma del contratto di lavoro, con l'adozione del contratto unico e l'allungamento del periodo di prova per i nuovi assunti; l'introduzione di ticket generalizzati sulle prestazioni sanitarie; la riduzione del numero dei funzionari della pubblica amministrazione in pianta organica, per poco meno di 23.000 unità, a cominciare dai posti disponibili nella Scuola Nazionale dell'Amministrazione (ENA). Le critiche dei sindacati e dell'opposizione non si sono fatte attendere, preludendo ad una prossima iniziativa di mobilitazione e di lotte.

Neppure nel periodo estivo, comunque, Sarkozy era venuto meno al suo attivismo "riformista". Alla fine di agosto, di ritorno dalle vacanze estive negli Stati Uniti, il Presidente francese interveniva pesantemente contro i delitti di pederastia. Si apprendeva infatti in quei giorni, in Francia, del sequestro e violazione di un bimbo di cinque anni, ad opera di un uomo appena uscito di prigione, dove aveva scontato la condanna per una analogo delitto. Sarkozy annunciò, allora, l'assunzione di nuove misure contro la delinquenza sessuale, fino alla previsione della castrazione chimica. Secondo tale piano, infatti, gli accusati di crimini sessuali, considerati pericolosi per la società, non verrebbero messi in libertà al compimento della pena, dovendo prima scontare un internamento in un ospedale ad hoc, dal quale potrebbero uscire solo con l'accettazione della castrazione chimica. Una proposta contestata da più parti e non solo dall'opposizione, considerata, oltre che inaccettabile da un punto di vista del rispetto dell'integrità fisica della persona, inapplicabile ed inefficace dagli stessi operatori del settore psichiatrico e della giustizia.

Ma quest'estate, si è anche visto come il disagio dei giovani delle periferie cittadine possa considerarsi tutt'altro che esaurito. A poco meno di due anni dal movimento delle banlieues, Parigi è tornata a guardare con preoccupazione il riemergere di fenomeni di violenza di strada, ad opera di bande giovanili. Secondo i servizi informativi della polizia francese, questo genere di reati sarebbe cresciuto, nell'ultimo anno, di quasi il 30%.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il