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Pensioni ultime notizie quota 100, quota 41, mini pensioni compromesso Governo Renzi-Sindacati dannoso e inutile

Nuovo possibile compromesso tra governo e sindacati per sblocco statali e novitÓ pensioni, ma si rischia ennesimo spreco di risorse




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 9:44)Sono proprio i numeri che certificano che un rinnovo dei contratti e dello sblocco degli stipendi oltre che le novità per le pensioni come quello previsto non servirebbe a nulla. Sono numeri troppi bassi che se si decide di fare delle novità per le pensioni basate su un aumento non servirebbero nulla, in quanto sarebbero poche decine di euro al massimo che non darebbero un rilancio reale ai consumi e alla domanda. Stessa cosa per un rinnovo dei contratti di cui si parla di 12-20 euro a testa e addirittura non per tutti. Cosa potrebbe cambiare?

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:45)Sarebbe un inutile e dannoso compromesso che non servirebbe a nulla per nessuno nè per chi vuole le novità per le pensioni, nè per i dipendenti pubblici. E lo si capisce anche dalle cifre in ballo, assolutamente troppo basse come da ultime notizie e ultimissime per poter fare qualcosa che abbia realmente effetto da una parte o dall'altra. Anche perchè le cifre in ballo sono molto lontane da quelle non solo richieste, ma anche disponibili.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45):
C'è aria di un gran compromesso tra Governo Renzi e sindacati come dalle ultime notizie e ultimissime nelle quali i sindacati, seppur non tutti, sembrano propensi al voto al referendum positivo e nello stesso tempo ad accettare le novità per le pensioni presentate finora seppur praticamente nessuna o quasi era così stato concepita dalla piattaforma comune orginaria. In cambio si parla almeno di un rinnovo e sblocco degli stipendi pubblici fermi da sette anni. Ma come per le novità per le pensioni, in maniera molto limitata.

Voto costituzionale, novità per le pensioni e loro priorità, sciopero nazionale sono le principali questioni che secondo le ultimissime notizie sembrano dividere i sindacati, fermi su posizioni decisamente diverse. Dalle ultime notizie emerge infatti una parte delle forze sociali pronte a votare no al referendum, per un’esigenza di cambiamento soprattutto, e un’altra pronta a votare sì, nell’assoluta convinzione che una sconfitta per la maggioranza, in questo particolare momento dell’Italia, non sarebbe l’ideale per sistemare le tantissime questioni ancora aperte. Una vittoria del no al prossimo voto costituzionale preannuncerebbe, infatti, uno scenario di necessario cambiamento che dovrebbe essere gestito in concomitanza con diverse soluzioni di questioni fondamentali al vaglio dell’esecutivo, cosa che, come facilmente immaginabile, non ci si può permettere al momento. Ma la vittoria dei no è auspicata da tutti coloro che mirano a rilanciare concretamente le novità per le pensioni, nella certezza che siano il primo passo reale e concreto verso un effettivo percorso di ripresa economica.

Anche sulla questione pensioni, però, le forze sociali, ad oggi, sono molto divise, sia sulla loro priorità rispetto ad ulteriori misure per lo sviluppo, sia sulle specifiche modifiche da attuare. E se fino a qualche tempo fa si mostravano totalmente contrarie a quella mini pensione che la maggioranza continua a portare avanti, nonostante critiche, polemiche, limiti e pochi vantaggi previsti, ora sembrano aver aperto a questo sistema purchè vi siano applicate modifiche e revisioni sia in merito alle penalità, troppo elevate, fino al 15%, sia in merito al tempo di uscita prima, con gli anni di prepensionamento previsti da aumentare, portandoli da tre a quattro. Si tratta di due richieste che le forze sociali avevano presentato già prima della pausa estiva, cui non è ancora stata data risposta, alla luce anche delle ultime notizie sulle intenzioni di cambiamento della mini pensione.

Ma ad aprire alla revisione della mini pensione sono quelle stesse forze sociali che fino a qualche tempo fa rilanciavano su novità per le pensioni di quota 100, novità per le pensioni di quota 41, e anche aumento delle pensioni più basse, che resta ancora fondamentale però, e cumulo gratuito dei contributi previdenziali versati. Ma oltre alle novità per le pensioni sono diversi gli altri provvedimenti al vaglio della maggioranza e di fondamentale importanza, dalla revisione dei contratti del pubblico impiego, al piano di riduzione delle imposte. E le ultime notizie sembrano concentrarsi su un grande compromesso che governo e sindacati potrebbero raggiungere proprio in virtù della necessità di queste misure prioritarie appena riportate, quello, cioè, tra sblocco dei contratti per gli statali e qualche novità per le pensioni come mini pensioni o aumento dei trattamenti pensionistici mensili più bassi. Entrambi, tuttavia, sarebbero poco convenienti, perchè sarebbero pochi i soldi (si parla di circa due miliardi di euro) a fronte di una cifra di 7 miliardi di euro stimata per lo sblocco della contrattazione pubblica anche se la maggioranza ne metterebbe sul piatto 2,5 tanto che le forze sociali hanno parlato più volte di budget insufficiente, un aumento che sarebbe di appena qualche decina di euro per le pensioni più basse e si tratta di una somma che non potrebbe certamente contribuire ad un particolare miglioramento della vita degli interessati né tanto meno a rilanciare i consumi.

Il rischio, dunque, sarebbe ben chiaro: ancora una volta, pur di voler dimostrare di fare qualcosa di concreto per le novità per le pensioni e di andare incontro alle richieste delle forze sociali, si potrebbe rischiare di investire quel poco budget disponibile in provvedimenti che non sarebbero per nulla efficaci e convenienti, piuttosto che mettere magari da parte i soldi disponibili, varare ulteriori provvedimento di recupero di altro budget e quindi approvare una delle novità per le pensioni più importanti, considerando che per fare di serio per cambiare le attuali norme pensionistiche servirebbero almeno quei 4 o 5 miliardi di euro per l’introduzione della quota 41 che servirebbe per risolvere finalmente la situazione di difficoltà che stanno vivendo ormai da anni coloro che hanno iniziato a lavorare giovanissimi e chi è impiegato in attività faticose.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il