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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 ruolo referendum appare sempre più incerto

La sconfitta al referendum come possibilità di rilancio delle novità per le pensioni sembra allontanarsi: la situazione attuale




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:45): Il primo aspetto è che la maggioranza e il suo leader hanno ripetuto anche nelle ultime notizie e ultimissime che anche in caso di sconfitta non cambierà nulla, si andrà alla scadenza naturale. E quindi, chi pensava di poter andare alle urne prima anche tra chi lo avrebbe fatto, e sono in tanti, per le agognate novità sulle pensioni rimarebbe deluso. Ma sarebbe davvero così realmente?

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45)Il referendum come spinta importante per le novità per le pensioni e per dare una svolta a tutto il resto. E' quello che vogliono chi vota NO convinti che nonostante le ultime notizie e ultimissime che le hanno negate ufficialmente, con la loro vittoria si andrà alle urne subito l'unico modo per cambiare le cose. Ma tutto appare molto incerto su tanti aspetti.

Tutti coloro che sperano in una concreta approvazione di novità per le pensioni sperano in un risultato negativo del prossimo referendum costituzionale, esito che potrebbe portare ad anticipare le elezioni prima della naturale data fissata per il 2018 anche se stando alle ultime notizie si tratta di un percorso difficile da realizzare perché nonostante la contrarietà al voto emersa, sembra che il sì si prepari a vincere. Piuttosto confusa appare infatti la situazione: le ultimissime notizie riportano, infatti, un orientamento al sì da parte degli italiani, tendenza che emerge dal sondaggio sul referendum costituzionale realizzato dall’Istituto Ixè per conto di Anthilia Capital Partners e Cassa Lombarda. Secondo i numeri, il 42,3% degli intervistati avrebbe dichiarato di voler votare no contro il 40,2% dei sì ma si tratta di dati che potrebbero essere del tutto capovolti al momento stesso del referendum, quando il sì, secondo le previsioni, potrebbe vincere con il 40% dei voti contro il 33% dei no.

Gli analisti spiegano che tale cambiamento deriverebbe dal fatto che anche chi non approva totalmente la riforma, voterebbe comunque sì timoroso di ciò che un processo di cambiamento politico interno potrebbe provocare. Un sì, dunque, dettato dall’incertezza di un futuro tutto da riscrivere, anche perchè le ultime notizie hanno chiaramente confermato il passo indietro fatto dal premier sulle annunciate dimissioni tempo fa in caso di sconfitta al prossimo referendum, arrivando fino alle elezioni del 2018. E si tratta di una decisione che se da tanti è stata criticata, da altri, a partire dall’opposizione interna, è stata sostenuta. La situazione, dunque, è ancora piuttosto incerta.

Lì dove il risultato negativo del referendum avrebbe potuto rappresentare secondo alcuni una nuova occasione per rilanciare le novità per le pensioni, che sarebbe stato il campo di battaglia su cui giocarsi le elezioni visto che si tratta di uno dei temi che sta certamente più a cuore ai cittadini, sarà probabilmente scongiurato (visto che si pensa ad una vittoria del sì) e la scelta del premier di mantenere il suo ruolo è stata appoggiata perché, nonostante commenti e giudizi, il voto d’autunno è su una questione costituzionale e non su quanto fatto dalla maggioranza finora, questione che potrebbe essere nel frattempo affrontata mettendo a punto revisioni e miglioramenti delle nuove ipotesi al vaglio.

In ogni caso, però, l’opposizione interna continua a chiedere modifiche alla legge elettorale e impegno profondo sulle grandi questioni sociali che da mesi animano i dibattiti politici, dall’indigenza a novità per le pensioni, che la stessa opposizione interna rilancia da sempre, tra novità pensioni di quota 41, uscita prima fino ad un massimo di quattro anni e senza penalità per alcune categorie di persone come disoccupati, lavoratori impiegati in attività pesanti, chi è entrato prestissimo nel mondo occupazionale, cumulo gratis dei contributi previdenziali, continuando a dirsi contraria a quel sistema di uscita prima con la mini pensione che rispetto a novità pensioni come quota 41 e quota 100, pur essendo decisamente meno costosa, non produrrebbe gli stessi vantaggi, rimanendo limitata e rischiando, come denunciato da molti, di rappresentare un altro inutile spreco per l’attuazione di una misura decisamente poco efficace.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il