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Wind-3 Italia insieme: offerte, prezzi, cosa cambia per consumatori e clienti con nuova società Iliad

Sono piuttosto da mettere in conto miglioramenti nei servizi proposti, soprattutto relativi alla qualità della rete.




È arrivato l'atteso via libera dell'Unione europea al matrimonio tra Wind e 3 Italia, sancendo la nascita di un nuovo operatore da quasi 34 milioni di clienti tra mobile e fisso e allo stesso tempo garantendo l'ingresso di un nuovo attore, Iliad, sul mercato italiano. Il via libera alla fusione arriva dopo la bocciatura a maggio di quella O2-3G in Gran Bretagna. Soddisfazione, quindi, da Hutchison e VimpelCom, che sono ora pronti a investire 7 miliardi di euro in infrastrutture, contribuendo così agli obiettivi dell'Agenda digitale dell'Italia. E anche Telecom è pronta al nuovo assetto, ritenendo anzi che migliorerà il mercato italiano.

Una mossa di questo tipo non può che rimettere in gioco gli equilibri in un mercato costantemente in ascesa. Ma cosa potrebbe effettivamente cambiare per i consumatori? Quali sono le possibili conseguenze in termini di prezzi e tariffe? Almeno nel breve periodo è difficile attendersi cambiamenti rilevanti: le tariffe proposte agli utenti potrebbero essere oggetto di qualche limatura, ma almeno per ora non ci saranno grandi stravolgimenti. Sono piuttosto da mettere in conto miglioramenti nei servizi proposti, soprattutto relativi alla qualità della rete garantita al pubblico, così da aumentare il tasso di competitività del nuovo operatori unico. Le prospettive di crescita sono molte e a beneficiarne sono i consumatori.

In ogni caso, cruciale per la riuscita dell'operazione il rimedio proposto dalle due società a Bruxelles, che era contraria alla riduzione della concorrenza sul mercato italiano da 4 a 3 operatori. "Possiamo approvare l’accordo perché Hutchison e VimpelCom hanno proposto misure correttive considerevoli, che consentono a un nuovo operatore di rete mobile, Iliad, di accedere al mercato italiano", ha sottolineato la commissaria europea alla concorrenza Margrethe Vestager. I suoi servizi, infatti, avevano individuato tre preoccupazioni molto serie: la fine della concorrenza tra Hutchison e VimpelCom, che finora hanno sempre smosso il panorama italiano; la creazione di tre operatori delle stesse dimensioni quindi più proni a coordinarsi; e infine la riduzione del numero di operatori disponibili a ospitare quelli virtuali.

"Non avremmo potuto consentire la transazione come ci era stata originariamente notificata", ha raccontato Vestager, ma a differenza del caso O2-3G in Gran Bretagna, "le parti hanno proposto un rimedio strutturale efficace", non solo proponendo di dismettere asset ma stringendo già un accordo con un acquirente, Iliad. A quest'ultimo vengono infatti trasferiti blocchi di frequenze e siti di stazioni base mobili.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il