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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 tra cambi di tappe e programma confusione massima

Come cambiano le strategie della maggioranza su novità pensioni, ulteriore revisione mini pensione e ancora grande incertezza su appuntamenti in programma




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:45): Non ci sono certezze e per cercare di capire quali novità per le pensioni saranno davvero realizzate bisogna individuare e analizzare le ultime notizie e ultimissime più affidabili da parte dei veri decisori e dagli esponenti che hanno sempre detto o quasi la verità sulle novità per le pensioni per individuare quali potrebbero essere. E al momento, facendo riferimento anche ai numeri e alle cifre, si potrebbe arrivare alla conclusione che le uniche novità per le pensioni saranno legate a quelle più basse, con le stesse mini pensioni relegate o addirittura esclusea sorpresa e inserite in un secondo momento.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:15): Proprio quando si entra nel periodo decisivo per definire con certezza la strada delle novità per le pensioni, ecco che subentra una confusione mai vista prima. Ci cono le incertezze di margini naturalmente, ma stando alle ultime e ultimissime notizie, la maggioranza sembra sempre più intenzionato a destinare la maggior parte di quello possibile sulle novità per le pensioni legate a quelle più basse, salvo retromarce sempre possibili in questa, come detto, grande confusione.

Cambiano ancora le mini pensioni su cui la maggioranza sta lavorando: sono, infatti, decisamente ricche le ultime notizie che riguardano le prossime novità per le pensioni da approvare, a partire, appunto, da quella mini pensione che pur continuando a non piacere è l’unica novità per le pensioni su cui si continua effettivamente a lavorare, una volta messa da parte, per il momento la novità pensioni di quota 100, perché troppo costosa rispetto al budget disponibile; e vista la grande confusione sulla novità pensione di quota 41, su cui però continuano a rilanciare tutti, perché necessaria per risolvere la situazione di difficoltà in cui si sono ritrovate soprattutto determinate categorie di lavoratori all’indomani dell’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche. Cosa è cambiato ad oggi per la mini pensione? Le ultime notizie riportano ulteriori modifiche che dovrebbero interessare questo piano di uscita prima: se nella sua versione fino a qualche giorno fa prevedeva possibilità di uscita prima fino a tre anni prima, cioè a 63 anni rispetto ai 66 anni e sette mesi, con penalità elevate sulla pensione finale e detrazioni da definire per i lavoratori più svantaggiati, secondo le ultime notizie ora la mini pensione potrebbe essere richiesta in base alle esigenze del lavoratore stesso.

Ciò significa che chi volesse andare in pensione prima potrebbe richiedere non tutto l’anticipo della pensione finale ma una metà o solo una parte, con un conseguente piano di rimborso 20ennale che dovrebbe essere variabile proprio in base alla quota di anticipo richiesta e modulato sempre sulle esigenze del singolo lavoratore. La maggioranza, comunque, dovrebbe definire ugualmente detrazioni per le categorie di lavoratori più svantaggiati, recuperando, dunque, di più da chi decide di lasciare prima la propria occupazione ma guadagna anche di più. In questo caso, tuttavia, secondo le stime, la penalità non supererà il 5% della pensione lorda, circa il 7di quella netta. Ciò che ci si chiede è se così formulata questa novità per le pensioni si rivelerà effettivamente efficace o un fallimento esattamente come accaduto con il part time. Considerando, infatti, l’anticipo di uscita di soli tre anni, converrebbe a chi guadagna, per esempio, di più, andare in pensione prima e ottenere meno una volta in pensione dopo un’intera vita trascorsa intensamente a lavorare?

Per la mini pensione così modulata il costo da impiegare dovrebbe essere di nemmeno 500 milioni di euro, non troppo elevata, dunque, con possibilità di poter fare anche altro per le novità per le pensioni visto il tesoretto massimo di due miliardi di euro che la maggioranza intende stanziare per la realizzazione di novità per le pensioni concrete. La platea dei beneficiari, secondo le stime sempre, dovrebbe essere di 350mila persone per il primo anno, per poi diventare 150mila ogni anno. E mentre potrebbe cambiare l’impostazione della mini pensione da inserire nella prossima Manovra, cambiano anche i tempi degli appuntamenti e degli incontri già fissati e che potrebbero essere fondamentali per la definizione delle novità pensioni da approvare.

Secondo le ultime notizie, i confronti per la definizione del nuovo documento finanziario si terranno non più il 20 ma il 27 settembre, primo segnale, da una parte, della grande incertezza che regna all’interno della maggioranza sul da farsi e, dall’altra, dei dubbi sui reali margini di interventi che saranno concessi dalla Comunità. E’ stato poi rinviato al 20 settembre l'inizio del confronto a Montecitorio con la maggioranza e cambia anche il programma degli incontri con le forze sociali, dopo la riunione tecnica di domani, i nuovi appuntamenti con le forze sociali sono fissati per il prossimo 12 settembre, quello tecnico, mentre quello politico sarebbe in programma il 21. Parti sociali e maggioranza, secondo le ultimissime notizie, potrebbero raggiungere un nuovo compromesso sulle misure da attuare a breve termine per soddisfare le diverse richieste ed esigenze prioritarie, vale a dire sbloccare i contratti del pubblico impiego, fermi ormai da oltre 7 sette anni, e attuare qualche novità per le pensioni come mini pensioni o aumento dei trattamenti pensionistici mensili più bassi. Per la pensioni la cifra che la maggioranza intende stanziare sarebbe di due miliardi di euro, mentre per l’aumento degli stipendi degli statali, il budget stimato darebbe di sette miliardi.

Il rischio della mini pensione resta sempre, però, quello di un investimento di disponibilità economiche che potrebbe rivelarsi un flop, perché si tratta di una novità pensione che anche se rimodulata sulle esigenze dei singoli lavoratori per garantire loro tranquillità e giustizia sociale, comunque sarebbe limitata e non estesa a tutti e comunque prevederebbe elevate penalità per chi guadagna di più che potrebbe così preferire restare a lavoro ulteriori tre anni arrivando, però,a percepire l’intera pensione che sarebbe l’intero guadagno accumulato dal lavoratore nel corso della sua vita professionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il