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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 l'esempio contro Apple dell'imposta digitale

Il caso della tassazione Apple dimostra ancora una volta come quando c’è la volontà si lavora profondamente: l’esempio e le differenze per novità pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:15): Quello che manca realmente, come nella nostra domande retorica sotto, è proprio, sicuramente, la volontà di riuscire a combattere gli sprechi e sistemare gli errori in modo rapido ed incisivo. Si tende ad utilizzare tante scuse, ma gli sprechi sono ancora lì come gli errori sia collegati strettamente alle pensioni e alle mancate novità per le pensioni stesse che a tutto il resto. Si dice che i margini non ci sono nelle ultime notizie e ultimissime ma quanti ne sono stati utilizzati in modo sbagliato e quanto tempo si è perso e si perdendo per cercare di recuperarne senza successo?

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:01): E se parte dei 13 miliardi di euro richiesti dalla Comunità ad Apple come imposte non pagate, venissero effettivamente riscosse e dirottate a livello comunitario sulle novità per le pensioni? Siamo naturalmente nel campo delle ipotesi, ma non c'è dubbio che uno scenario di questo tipo, che sta occupando le pagine delle ultime e ultimissime notizie, rappresenterà ancora uno spunto di discussione sulle novità per le pensioni. Ma quello che vogliamo sottolineare, è più un esempio di quanti sprechi e denaro derivate da errori potrebbero arivare per i tanti argomenti importanti e sospesi come le novità per le pensioni.
Il punto davvero centrale? La volontà, forse?

Ancora una volta un caso che dimostra come quando una misura si rende necessaria viene appplicata e come il budget necessario per l’attuazione di importanti provvedimenti, come le novità per le pensioni, potrebbe essere recuperato se solo ci fosse la reale volontà di farlo: le ultime notizie riguardano il colosso hi tech Apple. Secondo quanto stabilito, dalla Commissione Europea, la società di Cupertino sarebbe stata fortemente favorita sui versamenti di tasse decisamente molto favorevoli, che le hanno permesso di risparmiare fino a 13 miliardi di euro, che ora però dovranno essere versati. L'Unione Europea discute dal 2014 la questione dell'aliquota agevolata dell'Irlanda che rende l’imposta troppo bassa per le aziende, ma la stessa Europa ha spiegato che i Paesi membri non possono riservare benefici fiscali alle aziende perché questa decisione rappresenterebbe un aiuto di stato illecito. Apple pertanto dovrà restituire tutti i miliardi risparmiati dall’imposta digitale, 13 come detto, somma che una volta ottenuta potrebbe essere divisa tra gli Stati membri dove sussiste un legame tra i profitti generati dalla Casa della Mela morsicata e i proprio mercato interno.

La tassazione dei redditi di impresa, che coinvolgerebbe imprese internazionali e colossi della rete, secondo alcuni esponenti politici italiani rappresenterebbe una grande fonte di risparmio da cui potrebbero derivare, secondo alcune stime, circa 3 miliardi di euro, che secondo altre stime, salirebbero anche a sei. Si tratta, dunque, di una misura che sarebbe decisamente importante nell’ottica di un recupero delle risorse necessarie in mancanza di adeguate disponibilità economiche per la realizzazione di tutti i provvedimenti necessari per avviare una crescita economica concreta, reale e costante nel nostro Paese. Il problema, come ricordato dalle ultime notizie, è che l'idea di introdurre una web tax era stata allontana tempo fa proprio dal premier che però aveva anche spiegato come se l'Europa non si fosse messa a lavoro per una soluzione comune in tal senso, una tassa del genere in Italia ci sarebbe stata a partire dal 2017 ma ad oggi, stando alle ultime notizie, c'è ancora molta incertezza se tale provvedimento ci sarà o meno nella prossima Manovra.

Se così fosse sarebbe l'ennesima misura che servirebbe per recuperare ulteriore budget, ennesima dimostrazione di come effettivamente la maggioranza lavori, concretamente e in tempi brevi, quando vuole davvero qualcosa, ed ennesimo segnale che le novità per le pensioni continuano a n on rappresentare una priorità altrimenti si lavorerebbe in tal senso esattamente come sulle altre misure realizzate in poco tempo perchè considerate importanti o si investirebbe il nuovo budget nella loro realizzazione. Cosa che finora non è mai accaduta, dimostrando l’immobilismo di una maggioranza, dimostrato diverse volte.

Tutto è fermo, infatti, sulle novità per le pensioni di cui ormai da oltre due anni si parla, che potrebbero rappresentare un volano per il rilancio dell’occupazione e dell’economia; attesi ancora, infatti, tra gli altri provvedimenti in discussione da tempo Ddl Concorrenza, decreti attuativi della riforma della P.A., testo unico sul pubblico impiego, senza considerare gli errori compiuti che hanno rappresentato un vero e proprio spreco di budget, a partire dall’introduzione delle nuove misure occupazionali, costate ben 24 miliardi di euro, tra decontribuzione per le assunzioni stabili e agevolazioni fiscali ai lavoratori statali, ma che non hanno portato i risultati auspicati, tanto da portare a pensare che sarebbe stato certamente più conveniente investire quel budget in novità per le pensioni, con la possibilità di fare in tal senso ciò che si voleva, considerando che per la novità per le pensioni di quota 41 servirebbero al massimo 5 miliardi e dieci per la quota 100. E dei 24 miliardi di euro spesi per l’occupazione ne sarebbero avanzati ancora circa 9 che avrebbero potuto essere impiegati in ulteriori novità per le pensioni, come immediato via libera al cumulo gratis dei propri contributi, o aiuti sociali.

Le scelte sbagliate di investimento e i provvedimenti ancora fermi sono risultato, probabilmente, di errate valutazioni da parte della maggioranza e mancata volontà di andare fino in fondo su determinati interventi. E’ stato infatti dimostrato che quando se ne ha davvero l’intenzione, le misure proposte vengono messe in atto anche se comportano la necessità di reperire nuove risorse economiche, come accaduto, per esempio, con la cancellazione della Tasi sulle prime case per tutti. In realtà, ulteriori budget si potrebbero facilmente reperire se la maggioranza andasse avanti con tagli e riduzioni specifiche, a partire da quelle sugli elevatissimi stipendi Rai, che le ultime notizie hanno effettivamente dimostrato essere scandalosi; per arrivare alle elevate pensioni percepite dagli alti esponenti istituzionali, alla lotta alla corruzione, all’evasione fiscale e al ripristino della legalità, sempre più intesa e capillare, da cui, stando alle ultime notizie, complessivamente si potrebbe ricavare la cifra record oltre 700 miliardi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il