BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie interessanti novità da studi, analisi e ricerche su novità quota 100, mini pensioni, quota 41

Anche tra gli studiosi non c'è uniformità di vedute sulle misure più opportune per le novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:03): Cercando di fare una sintesi sugli studi e analisi dedicati alle novità per le pensioni ripresi nelle ultime notizie e ultimissime si può dire che:

- pensioni novità non si possono raggiungere o non è il metodo migliore per farlo quello delle mini pensioni e in molti ormai lo pensano tra gli esperti, almeno la maggioranza
- pensioni novità devono correggere gli errori o le mancanze fatte per quota 41 e per le occupazioni faticose cercando anche di non creare i soliti privilegi, ma anzi di eliminarli
- pensioni novità devono passare da un aumento dell'occupazione dei giovani e dallo loro produttività e un grimaldello può essere rendere più facile e libera la pensione senza il tappo dell'attuale norma.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:15): Continuano a far discutere gli ultimi rapporti sullo stato delle pensioni e dei sostegni nel nostro Paese e sulla conseguente necessità di prevedere novità per le pensioni in tempo breve. La questione principale raccontata dalle ultime e ultimissime notizie degli studi e ricerche è molto semplice: la precarietà attuale per i giovani non potrà che trasformarsi in indigenza del futuro, quando si apriranno o si dovrebbero aprire le porte della pensione senza contare i problemi e gli errori attuale, spesso anche drammi, legati all'assenza delle tante dibattutate novità per le pensioni

Disastro italiano sul sistema della pensioni. Tra i Paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico l'Italia si trova nei posti più bassi della graduatoria in relazione a pensioni e assistenza alle famiglie: 32esima su 41. Secondo quanto si legge nello studio della Fondazione Bertelsmann il costante aumento dell'età della pensioni non può che prevedere prospettive poco positive per i giovani. Il rapporto è molto semplice: la precarietà e l'iper flessibilità di oggi non può che tradursi in povertà domani. Da qui l'inevitabile grido di allarme per l'introduzione di novità per le pensioni. La soluzione indicata è anche quella di investire di più in istruzione e ricerca.

L'analisi di Carlo Mazzaferro, professore associato di Scienza delle Finanze presso il Dipartimento di Scienze Economiche dell'Università di Bologna, sulle mini pensioni sul tavolo della maggioranza parte da una domanda di fondo: chi è disposto ad accendere una sorta di mutuo per andare in pensione? Lo studio pubblicato su lavoce.info, sito indipendente di analisi svela che il punto debole di questa prospettiva è l'accettazione di pensioni più basse e debiti da ripagare per molti anni. Solo la crescita economica più sostenuta avrebbe probabilmente reso meno forte il rapporto negativo tra occupazione dei lavoratori anziani e giovani, ma gli ultimi dati Istat hanno svelato come sia ancorata a zero.

A detta della ricercatrice Ilaria De Virgiliis, esperta di lavoratori che svolgono attività prevalentemente faticose, per ripristinare una vera equità, sia sociale che di trattamento, si dovrebbe identificare l'età di accesso alla pensione un po' prima in modo che il periodo di pensionamento possa essere il più possibile equiparabile a quello calcolato per le attività "normali". Ferma restando la necessità di un requisito contributivo di 35 anni. Partendo da questo dato - argomenta - si può intraprendere un vera cambiamento del sistema immaginando anche una maggiorazione dell'anzianità contributiva per determinate mansioni e prevedendo eventuali integrazioni del montante contributivo a carico del datore

A proporre un cambio di prospettiva ovvero incardinare le novità per le pensioni in un più ampio disegno di cambiamento che includa anche l'occupazione ci pensa Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi Itinerari Previdenziali, favorevole a investire parte del budget sulle politiche di sviluppo e sulla riduzione del cuneo fiscale. La sua fotografia è chiara: se i lavoratori attivi sono pochi e pagano pochi contributi e pagano poca Irpef che finanzia una parte non piccola dell'assistenza sociale è evidente che si pone un problema. Le conseguenze saranno tutte per le nuove generazione, "a cui lasciamo solo un debito enorme".

Cauto sulle novità per le pensioni è Giuliano Cazzola, vicepresidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, piuttosto scettico sui cambiamenti e favorevole alle mini pensioni perché, a differenza di altre ipotesi, l'impatto economico per lo Stato è limitato.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il