BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie su quota 100, quota 41, mini pensioni da Dombrovskis, Draghi, Perotti

Le ultime posizioni e affermazioni di Perotti, Draghi, Dombrovskis su necessari cambiamenti da attuare e novità per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:45): E non vi è solo il problema della revisione della spesa, ma anche dell'extra deficit che ci deve essere concesso dalla Comunità di cui uno dei decisori sarà Dombrovskis ma che pare dalle sua affermazioni molto difficile da ottenere rispetto anche alle ultime notizie e ultimissime. E se pur dato, ma la strada è molto in salita, dovrebbe essere vincolato per degli usi concordati con la stessa Comunità ed è difficile che apra nuove possibilità alle novità per le pensioni

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Ed è proprio Perotti che ha lasciato l'incarico a puntare il dito contro la mancata revisione della spesa che doveva rilanciare anche le novità per le pensioni e in parte anche rivedere alcune tipologie stesse di pensioni per fare un riordino importante. Ma appena si era abbozzato, e non solo, per le novità per le pensioni, si è subito stati bloccati come racconta lo stesso Perotti nelle ultime notizie e ultimissime che documentano, inoltre, come molte degli sprechi in fase di eliminazione sono stati poi delegittimati da decisioni dei tribunali e tutto è tornato al proprio posto.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Tra appelli inascoltati, cifre che non tornano e scelte discutibili, il rebus delle novità per le pensioni non appare di difficile soluzione. A suscitare dubbi e perplessità c'è ancora quella partita aperta della revisione della spesa, anche delle esenzioni che dovevano essere riordinate, che come riferiscono le ultime e ultimissime notizie non è mai stata portata fino in fondo.

Attuare una revisione della spesa pubblica reale, che permetta di recuperare davvero quel budget che potrebbe servire per l'attuazione di ulteriori provvedimenti che sarebbero fondamentali per un rilancio della crescita, comprese le novità per le pensioni: è questa la posizione recentemente dichiarata dall'ex commissario per la revisione della spesa pubblica Roberto Perotti. Lui che ha chiaramente spiegato come siano stati effettuati realmente tagli per ben 25 miliardi ma con un aumento delle spese per un costo parti a quanto tagliato, e che ha puntato invece il dito contro le spese della politica che continuano ad essere decisamente elevate e che dovrebbero essere assolutamente tagliate. Per Perotti, infatti, la somma investita per il sostegno alla cultura dei giovani 18enni o per aumenti delle spese militari, rappresenta uno spreco e sarebbe stato meglio investirlo in altre misure che, però, a suo parere non sarebbero nemmeno aumento delle pensioni più basse o quel sostegno alla fertilità di cui si sta tanto discutendo.

Si tratta, infatti, secondo Perotti, di provvedimenti che più che rivelarsi socialmente davvero utili, rappresentano una sorta di mossa elettorale, soprattutto in vista del prossimo voto costituzionale d’autunno. Il punto è che, come confermano le ultime notizie, per recuperare disponibilità economiche necessarie per provvedere a mettere a punto provvedimenti importanti per una ripresa che sia costante, bisognerebbe provvedere a tagli perché il controllo della spesa è apparso spesso inutile e la misura fondamentale darebbe proprio quella di tagliare la spesa pubblica anche per provvedere a quel piano di riduzione delle imposte che così facendo potrebbe rivelarsi piuttosto semplice da attuare e anche vantaggioso per tutti.

Perotti sostiene poi la novità per le pensioni che la maggioranza sta portando avanti con la mini pensione, ritenendo che sia il sistema che, rispetto ai tanti annunci del passato, potrebbe diventare reale. Il problema è che, comunque, come ormai ben visto, non rappresenterebbe una soluzione universale e strutturale delle attuali norme pensionistiche. E, inoltre, stando alle ultime notizie, potrebbe rappresentare un costo in più per la maggioranza senza alcun vantaggio particolare contestuale., a causa del rischio che pochi potrebbero ricorrevi visti i suoi limiti e le penalità previste. Se, dunque, la revisione della spesa pubblica per Perotti, ma non solo, sarebbe il punto di partenza per impegnarsi su altre novità da rendere concrete, le ultime notizie confermano la posizione ormai nota del presidente della Bce Mario Draghi, e mentre si prospetta la possibilità di estendere il Quantitative easing oltre il prossimo marzo 2017, scadenza attualmente fissata, Draghi continua a parlare di una necessità di attuare cambiamenti in breve tempo, ma sempre lasciando trasparire dubbi sulla possibilità di attuazione di novità per le pensioni.

La questione è piuttosto semplice da comprendere più difficile da interpretare: il presidente Draghi ha chiesto ancora una volta sia all’Italia che ad altri Paesi di andare avanti con misure che permettano di rilanciare l’occupazione, soprattutto giovanile, punto cardine, secondo Draghi, ma anche stando alle ultimissime notizie sul tasso di disoccupazione giovanile, per una ripresa economica che sia sempre costante, grazie ad un contemporaneo rilancio della produttività che i giovani assicurerebbero. Ben sappiamo noi che un rilancio dell’occupazione giovanile non può prescindere dall’approvazione di novità per le pensioni di uscita prima, ma con particolare riferimento a questa questione, si è sempre capito che Draghi non ne fosse poi così d’accordo, come del resto la Comunità stessa.  

Per il commissario Ue Valdis Dombrovskis i margini di intervento per tutti i provvedimenti al vaglio della maggioranza italiana sono strettissimi, e qualche concessione sarà data esclusivamente per sostenere le spese d’emergenza come quelle necessarie all’indomani del terribile sisma che ha colpito il Centro Italia e per cui è urgente avviare progetti di ricostruzione, e considerando i margini decisamente stretti, è necessario 'scegliere' su quale misura puntare per il rilancio, in base alle disponibilità esistenti che, per le novità per le pensioni in particolare, sarebbero decisamente poche rispetto a quelle miliardarie stimate, dai circa 5 miliardi di euro necessari per la quota 41, ai 7, al massimo 10, miliardi per la quota 100, mentre per mini pensione e altre novità pensioni in discussioni al momento, come aumento delle pensioni più basse e cumulo gratuito di tutti i contributi previdenziali, senza dimenticare l’estensione della detassazione per i pensionati, i fondi stanziati dovrebbero essere di 2 miliardi di euro, somma che chiaramente, come dimostrate dalle stesse ultime notizie, potrebbe non bastare. E questo è il motivo per cui in questi ultimissimi giorni si sta parlando di una ennesima revisione della mini pensione che potrebbe tornare ad abbattere i costi portandoli a 500 milioni di euro, ma definendola una sorta di misura sociale per i meno abbienti.
 

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il