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Sblocco stipendi dipendenti pubblici, rinnovo contratti statali: incontro oggi mercoledì Governo Renzi-Sindacati riforma Pubblica

Nel nuovo pacchetto sulla riforma della pubblica amministrazione il rinnovo dei contratti degli statali.




Sono giorni caldi dalle parti di Palazzo Chigi per via dei fascicoli sul rinnovo dei contratti degli statali nell'ambito della riforma della pubblica amministrazione e delle novità per le pensioni. Le ultime notizie riferiscono come sia slittato il calendario degli incontri tra governo e parti sociali. Il 6 settembre rimane in programma la riunione tecnica sul lavoro, dopo l'accordo tra Confindustria e forze sociali di giovedì scorso sulle modifiche al Jobs Act e sugli ammortizzatori sociali. Il confronto tecnico sul sistema previdenziale, programmato per il 7, dovrebbe invece slittare al 12 settembre e quello politico, fissato inizialmente proprio il 12 settembre, dovrebbe tenersi il 21.

Per quanto riguarda il rinnovo del contratto degli statali, uno dei principi base che la Funzione pubblica vuole mettere sul tavolo della trattativa sul pubblico impiego con le forze sociali è che i ritocchi contrattuali siano inversamente proporzionali ai livelli di reddito percepiti annualmente. Una scelta resa anche necessaria dall'esiguità delle risorse disponibili, che ammontano a circa 300 milioni a cui ne vanno aggiunti altri 70 che Regioni ed enti locali devono stanziare autonomamente. Una somma che non permette aumenti ad ampio raggio, anche perché l'’inflazione del periodo da recuperare è stata praticamente piatta.

L'altro pilastro contenuto nell'atto di indirizzo che si sta preparando al Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione in vista del riavvio delle trattative è il rafforzamento in prospettiva della contrattazione di secondo livello. Per concretizzare questa opzione è però necessario un nuovo Testo unico che serva anche per delegificare alcuni parametri rigidi sulla produttività fissati nel 2009 ma mai entrati in vigore. Attualmente nel settore privato il contratto decentrato si distingue in contrattazione aziendale e contrattazione territoriale.

Il piatto forte del nuovo pacchetto sulla riforma della pubblica amministrazione è comunque di certo quello che cambia la vita agli oltre 36mila dirigenti pubblici e per tutti quelli che verranno. Si tratta di una riforma nella riforma e la gestazione non è stata facile. Si parte da alcuni punti cardine: un ruolo unico che ingloberà tutti (tranne presidi e medici), accesso per corso o concorso, conferma nel ruolo dopo tre anni di prova, incarichi di durata limitata, massimo quattro anni, e rinnovabili una sola volta, per due anni così da favorire la rotazione. Per ottenere un incarico bisognerà passare per una selezione, fanno eccezione solo le posizioni di vertice, come quelle di segretario generale ministeriale. Possibile, pur di evitare l'estromissione, optare per la retrocessione a funzionario.

A vigilare su tutto saranno alcune commissioni ad hoc, una per ogni livello (statale, regionale e locale), con una serie di poteri, tra cui la formulazione della rosa dei candidati alle posizioni apicali. Inoltre il decreto prevede che chi perde l'incarico a seguito di una revoca per mancato obiettivo (a riguardo le pagelle diventano più definite) ha un anno di tempo per procurarsi un nuovo mandato, dopo di che decade dal ruolo, cioè viene licenziato.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il