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Pensioni ultime notizie finora novitÓ certe o quasi completamente a rischio con novitÓ mini pensioni, quota 41, quota 100

Ecco come la maggioranza potrebbe realmente intervenire sulle novitÓ per le pensioni da qui a fine anno.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:45): Se fossero anche confermate le novità per le pensioni almeno quelle che sono apparentemente più sicure nelle ultime notizie e ultimissime come le mini pensioni sarebbero svuotate di significato con budget irrisori che delimitano fortamente i potenziali beneficiari. E quello che appariva sicuro o quasi come alcune altre novità per le pensioni come quota 41 sembrano perlomeno ritardate e le stesse mini pensioni sempre dalle ultime notizie e ultimissime anche a causa del budget sembrano cambiare rispetto a prima addirittura in negativo nonostante già i tanti giudizi negativi ricevuti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:03): Il continuo assottigliamento del budget destinato alla novità per le pensioni ha due conseguenze ben precise. La prima è la scomparsa dal ventaglio dei provvedimenti possibili di alcune tra le ipotesi più interessanti. La seconda è il ridimensionamento dei pochi metodi che potrebbero vedere la luce. In ogni caso, stando alle ultime e ultimissime notizie, almeno una versione ridotta delle mini pensioni dovrebbe andare in porto.

Sono almeno due i provvedimenti che la maggioranza vuole portare a casa in vista delle cruciali decisioni economiche, sociali e sulle novità per le pensioni da approvare entro la fine dell'anno. La prima riguarda il cumulo gratis dei contributi versati in diverse gestioni previdenziali. L'intenzione è di riconoscerli anche per chi intende uscire un po' prima e non più solo per la vecchiaia. Come al solito c'è da fare i conti sia con la quantificazione della platea degli interessati e sia con l'impegno economico richiesto alle casse statali. Stando al fascicolo sul tavolo della maggioranza, questa soluzioni potrebbe interessare 70-80.000 lavoratori l'anno per una maggiore spesa per circa 50 milioni di euro l'anno fino ad arrivare a 380-390 milioni di euro strutturali dal 2027 in poi. Da considerare che l'assegno guadagnato per questa via sarebbe un proquota valorizzato con le regole contributive di ogni gestione.

Buone notizie anche per chi ha iniziato a lavorare in giovane età, rispetto a cui si dovrebbe andare verso la cancellazione delle penalità per chi intende congedarsi, ma sempre e solo con 41 o 42 anni e 10 mesi di contribuzione versata. Ci sono invece troppi punti interrogativi sull'ipotesi del riconoscimento di uno scivolo contributivo maggiorato. Quei 60.000 beneficiari l'anno sono considerati troppi dal punto di vista del budget dai tecnici che si stanno occupando del dossier sulle novità per le pensioni. Per restringere la platea si punterebbe a includere in questa categoria solo chi ha 52 o 104 settimane di contributi in età minorile. A cui sarebbe garantito un surplus di contribuzione figurativa extra di 4 o 6 mesi per ogni anno di lavoro.

All'orizzonte rimane sempre la possibilità di introdurre quell'assegno universale di cui si parla da tempo ma senza risultati concreti. Il provvedimento, invocato tra l'altro dal ministro dell'Economia ma in un ambito comunitario, si inserirebbe in un progetto più vasto sulle novità per le pensioni per il sostengo al reddito dei più bisognosi. In questa scia si è da tempo inserito il presidente dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Il punto è che per il pacchetto di interventi in cantiere sulle novità per le pensioni, fonti di maggioranza hanno fatto circolare l'ipotesi di un finanziamento di circa due miliardi di euro.

Anche se non si sa se si tratta di una dote al netto o al lordo degli effetti fiscali, appare comunque una cifra insufficiente rispetto alle tante richieste e alle numerose proposte sul tavolo del confronto. Occorre infatti considerare come, su spinta dello stesso presidente del Consiglio, si ragiona anche sull'amento degli assegni più bassi. La maggioranza potrebbe però anche archiviare le due opzioni sulla quattordicesima scegliendo un'altra strada: estendere la no tax area. L'esenzione totale è attualmente riconosciuta per i redditi fino a circa 8.000 euro per gli over 75 e circa 7.500 per gli altri pensionati. L'ultimo innalzamento della no tax area ha però determinato oneri fiscali per 146 milioni di euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il