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Sblocco aumento stipendi, rinnovo dipendenti pubblici, contratti statali: per chi aumento stipendio, di quanto e come Renzi-Madia

Anche il presidente del Consiglio rassicura sullo sblocco degli stipendi dei dipendenti pubblici, ma non spiega di quanto e come.




Un altro capitolo cardine della manovra che sarà approvato da qui alla fine dell'anno è quello del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Ad assicurarlo è stato lo stesso presidente del Consiglio che ieri, ospite della puntata inaugurale della nuova stagione di Porta a Porta condotto come al solito da Bruno Vespa, ha ricordato che da sette anni gli statali hanno il contratto bloccato e che il governo sta lavorando perché sia sbloccato il loro adeguamento salariale. Adeguamento che potrebbe valere fino a circa due miliardi di euro a regime, che però andrà legato anche a incentivi di merito, "con un cambio di mentalità molto complicato, ma ci stiamo arrivando".

Non sarà comunque semplice riuscire ad accontentare tutti perché le organizzazioni sindacali spingono per aumenti veri e sostanziosi che vanno al di là di un semplice sblocco che potrebbe portare adeguamenti in busta paga di circa 10 euro al mese. Il problema è dunque si sviluppa su due piani differenti. Da una parte c'è quello relativo al budget che Palazzo Chigi intende stanziare e dall'altro quello sul come intende distribuire gli aumenti di stipendio che, in ogni caso, non saranno a pioggia. Proprio questo è il punto di partenza di ogni ragionamento tra il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione e le forze sociali.

E per dimostrare che fa sul serio, il ministro tira in ballo la riforma della dirigenza statale che cambierà la vita a oltre 36.000 dirigenti. Secondo la riforma della dirigenza pubblica, non ci saranno più dirigenti a vita. Verranno istituiti 4 ruoli unici: Stato, Regioni, enti locali, autorità indipendenti. Gli incarichi dirigenziali dureranno 4 anni prorogabili di 2, al termine del quale si rientrerà nel ruolo di appartenenza accompagnati dalle valutazioni ricevute, in attesa di essere chiamati per un nuovo incarico. Chi resterà senza perderà la parte accessoria del salario e dopo sei anni potrà essere licenziato se non accetterà di retrocedere a funzionario

I dirigenti generali (fascia di vertice della dirigenza) avranno, fino a esaurimento dei posti, un diritto di preferenza nell'assegnazione degli incarichi presso l'amministrazione dove hanno prestato finora servizio, sempre che non abbiano riportato valutazioni negative sul lavoro svolto. A tutti i dirigenti attuali dovrebbe essere garantito di restare in carica fino alla scadenza del loro incarico. Poi finiranno nel ruolo unico di appartenenza. Gli incarichi saranno attribuiti da Commissioni indipendenti di esperti.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il