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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 41 le cifre smentiscono tutte le strategie

Sono i numeri a non infondere ottimismo sulle prospettive in vista della previsione di novità per le pensioni.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:17): Partendo dalle cifre generali per poter coprire in qualche modo tutti gli argomenti anche nella maniera non ottimale (anzi...) servirebbero dai 35 ai 40 miliardi. Ora si parla di 30 miliardi nelle ultime notizie e ultimissime e già si dovranno fare i salti mortali per reperirli. Tornando, invece, solo alle novità per le pensioni e le relative cifre, l'eccellenza sarebbe stata tra gli 7-10 miliardi, ma detto che è impossibile, il necessario sarebbe stato intorno ai 4 miliardi. Ora a stento si arriva a due miliardi e si vorrebbe aggiungere anche ulteriori novità per le pensioni o collegate ad esse sulla bilancia con ovviamente lo stesso budget.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:03): Per trovare alcune certezze bisogna probabilmente utilizzare le cifre gli unici elementi delle ultime notizie e ultimissime che possono essere o almeno paiono essere oggettive. E le cifre non depongono certo bene per le novità per le pensioni. Sia che si tratti delle cifre in generale che per ogni singola novità per le pensioni o ulteriore argomento si vede che quanto finora riportato nelle ultime notizie e ultimissime non può essere vero a partire da tutte le strategie e novità per le pensioni finora illustrate.

Guerra di cifre sulle novità per le pensioni. Il balletto sugli stanziamenti per il capitolo previdenza continua senza soste, alimentato anche dall'incertezza sulla concessione di quell'extra budget da parte della Comunità che, almeno in via teorica, potrebbe allargare gli spazi di manovra. Il continuo cambiamento delle prospettive e la riscrittura della lista delle priorità portano alla scomparsa di certezze sulle novità per le pensioni ovvero a contraddizioni tra annunci e fatti concreti. Certo, la valutazione finale dell'attività della maggioranza potrà essere fatta solo alla fine dell'anno, ma arrivati a questo punto era lecito credere in qualche punto fermo.

Perfino il progetto sulle mini pensioni con cui consentire l'uscita un po' prima accettando penalità variabili nell'assegno previdenziale e interessi da corrispondere agli istituti di credito, è in via di ridimensionamento. La ragione è semplice: costerebbe troppo, specie per coprire i disoccupati. Ed ecco allora che la maggioranza prospetta adesso un budget di 500 milioni di euro che verosimilmente azzopperà le prospettive di successo. Ci sono incertezze anche in relazione alle misure in favore di chi ha iniziato l'attività in giovanissima età. Su tavolo del confronto c'è da tempo l'applicazione di quota 41 ovvero l'apertura delle porte del congedo con 41 anni di contribuzione versata, indipendentemente dall'età e con scivolo di 3-4 mesi all'anno. Il problema è l'esatta quantificazione di questo metodo per andare in pensione, ancora non disponibile.

E si parla anche di accrescere gli assegni più bassi, ma con soluzioni differenti, come un surplus dello stipendio aggiuntivo del reddito da pensione, l'allargamento della no tax area per mettere i pensionati al riparo dall'Irpef o un aumento netto per chi riceve pensioni da 500 euro. Eppure si tratta di uno snodo fondamentale alla luce del poco stanziamento che la maggioranza intende investire sulle novità per le pensioni. In linea di massima occorrerebbe tra i 4 e i 5 miliardi di euro per fare andare in porto tutti i provvedimenti prospettati per ciascuna categoria di pensionandi coinvolti, ma i tanti capitolo di spesa aperti rende impossibile prevedere questo budget.

Il punto è che il menu degli interventi sarà composto in buona parte da misure orientate a riattivare gli investimenti privati. Le stime dei tecnici già superano abbondantemente i due miliardi di euro. E sono ancora in corso simulazioni per stimare l'impatto di una versione estesa dell'aiuto alla crescita economica che premia la patrimonializzazione delle imprese. La scelta di rafforzare la produttività, per cui sarebbero previsti importanti stanziamenti anche a scapito delle novità per le pensioni, non sarebbe ostativa a una nuova proroga della decontribuzione sulle assunzioni stabili. Lo sgravio avrebbe però una portata ridotta, limitata a un solo anno, e potrebbe collocarsi, come entità, tra il 20%-40%. La versione light dell’intervento ancora allo studio costerebbe 7-800 milioni di euro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il