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Rinnovo contratti statali, sblocco stipendi: un nuovo modello completamente ridisegnato e fine contratti precari

Esecutivo e organizzazioni sindacali al lavoro per risolvere il rebus sui fondi dal destinare al capitolo rinnovo contratto pubblico impiego.




Non ci sono più spazi per rinviare l'appuntamento con il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici. Sbloccare gli stipendi degli statali è adesso una delle priorità della prossima legge di bilancio, da considerare come un tassello aggiuntivo nel puzzle della riforma della pubblica amministrazione. I sindacati insistono nel chiedere un aumento del budget, in linea con i contratti del settore privato e invocano uno stanziamento di 3,2 miliardi di euro. Il governo non solo intende ridurre questa cifra, ma vuole cambiare le modalità di erogazione degli aumenti ovvero legarli al merito. In buona sostanza significa creare un nuovo modello completamente nuovo.

In fin dei conti, le trattative, anche se a livello informale, sono in corso e si ragiona anche sull'orario di lavoro, con la possibilità di trasferire dalla legge agli accordi tra le parti le scelte in materia di turni. Tra le novità dell'ultim'ora c'è anche quella del possibile aumento della soglia, oggi fermo a 36 ore settimanali contro le 40 del privato. Ma l'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche), che rappresenta Palazzo Chigi nei negoziati, nega che la questione sia mai entrata nelle discussioni. Per ora le organizzazioni sindacali incassano l'apertura pubblica arrivata dal presidente del Consiglio sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici dopo sette anni

Tra le novità si segnala anche l'intervento di Angelino Alfano, vicepremier e ministro dell'Interno, proprio sul tema degli statali. A suo dire, la questione è che per far arrivare i soldi nelle loro tasche, oltre che del finanziamento nella prossima legge di bilancio, c'è bisogno di una cornice normativa, che superi la legge Brunetta. L'obiettivo resta comunque quello di premiare chi lavora meglio e di più. L'orientamento che si starebbe consolidando sta nel ridare alle parti libertà sull'organizzazione del lavoro, anche con il ricorso a forme flessibili con conseguenti impatti anche sull'orario. Non solo, ma a tal proposito, anche per gli statali si va verso la scomparsa del contratto di lavoro co.co.co. già dal prossimo anno.

Tuttavia, anche per via dell'impossibilità di trasformare un contratto di lavoro co.co.co prossimo alla scadenza in un nuovo contratto a tutele crescenti, per le organizzazioni sindacali una decisione di questo tipo non può che creare scompensi e difficoltà. Si va verso nuovi concorsi con cui rendere stabili i contratti come è avvenuto per i collaboratori co.co.co. dell'Inail? Ma prima occorre risolvere il rebus sui fondi dal destinare al capitolo rinnovi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il