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Pensioni ultime notizie timidi segnali novità volontà buona per novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Prosegue l'inasprimento delle norme per andare in pensioni, anche per chi svolge attività prevalentemente faticose o notturne ma c'è anche qualche novità positiva




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 13:04): Primi timidi segnali di buona volontà per quanto riguarda le novità per le pensioni seppur dopo tante ultime notizie e ultimissime tra conferme e smentite c'è molta disillusione e in tanti non credono più alle novità per le pensioni dette. Vi sono, come detto, alcuni segnali come quello di rivedere finalmente le aspettative di vita, se non subito, è stato ripetuto che sarà il tassello fondamentale nel secondo momento programmato. E rivedere le aspettative di vita è un vero passo per attuare delle profonde novità sulle pensioni.

Ci sono diverse ragioni per cui l'appuntamento con le novità per le pensioni appare non più rinviabile. Una di queste è proprio quell'aumento delle speranza di vita, uno dei punti cardine attorno a cui ruota l'attuale legge previdenziale, che si traduce nello spostamento di quattro mesi ogni due anni del traguardo del ritiro a vita privata. Naturalmente ci sono anche delle eccezioni rispetto a questo schema, ma si tratta comunque della regola generale, rispetto alla quale i tentativi di consentire l'uscita un po' prima a condizioni meno disincentivanti, sono inesorabilmente caduti nel vuoto. E la situazione diventa ancora più di stringente attualità nel caso dei lavoratori che svolgono attività prevalentemente faticose o notturne.

Stando all'attuale legge previdenziale, i lavoratori dipendenti che esercitano attività considerate faticose e pesanti, chi svolge lavoro notturno per almeno 78 giorni o per l'anno intero, può andare in pensione a 61 anni e 7 mesi a quota 97,6, da intendere come somma di età anagrafica e anni di contribuzione previdenziale. Gli autonomi nelle stesse condizioni lavorative possono farlo a 62 anni e 7 mesi a quota 98,6. Aumentano i requisiti per il lavoro notturno da 64 a 71 giorni lavorati l'anno: 63 anni e 7 mesi (quota 99,6) per i dipendenti; 64 anni e 7 mesi (quota 100,6) per gli autonomi. Infine, per il lavoro notturno da 72 a 77 giorni lavorati l'anno occorre un età di 62 anni e 7 mesi (quota 98,6) per i dipendenti ovvero 63 anni e 7 mesi (quota 99,6) per gli autonomi. Il tutto mentre è richiesta la maturazione di almeno 35 anni di contributi e le finestre mobile sono di 12 mesi per i dipendenti e di 18 mesi per gli autonomi.

Più in generale, quali sono le regole ufficiali per andare in pensione nel 2017, al netto di possibili modifiche nella prossima manovra? Quali sono i requisiti e i cambiamenti che entreranno in vigore? Cosa cambia? Per quanto riguarda le pensioni di vecchiaia, le lavoratrici del settore privato iscritte all'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive, l'età pensionabile è fissata a 65 anni e 7 mesi nel 2017 per poi salire a 66 anni e 7 mesi nel 2018. Le lavoratrici iscritte alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata potranno andare in pensione a 66 anni e 1 mese nel 2017 e a 66 anni e 7 mesi nel 2018.

Per i lavoratori iscritti all'assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive e esclusive così come per le lavoratrici dipendenti iscritte alle forme esclusive dell'Ago, infine, le porte del congedo dal lavoro si apriranno finalmente a 66 anni e 7 mesi fino al 2018. I lavoratori iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi e alla gestione separata potranno congedarsi a 66 anni e 7 mesi nel 2017 e nel 2018. In merito alla pensione anticipata, infine, il requisito contributivo fino al 2018 per gli uomini è fissato a 42 anni e 10 mesi, per le donne, sempre per lo stesso triennio, a 41 anni e 10 mesi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il