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Pensioni ultime notizie quota 41, quota 100, mini pensioni, pensioni inferiori strategia ingiusta eticamente oltre che economica

I primi passi da compiere per realizzare misure di rilancio dell’economia, strategie più vantaggiose e necessità novità per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 10:44: E su questa decisione di premiare le novità per le pensioni anche inferiori nascono i problemi di budget economici sottolineati dalla ultime notizie e ultimissime. Quali esattemente? Il primo che le mini pensioni ne gioverebbero solo chi dovrebbe andare due anni prima e non tre come si era detto. Ma non c'è solo questo.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:15): Non solo come detto la strategia è sbagliata, ma anche ingiusta perchè va con le novità per le pensioni dedicate ad alzare quelle inferiori delle ultime notizie e ultimissime, a "premiare" le persone che, spesso, non hanno svolto una occupazione o lo hanno fatto in nero mentre non sostiene per niente o quasi chi ha svolto occupazioni per tantissimo tempo come i quota 41 o faticose o semplicemente sono arrivati a 35 e oltre di attività e vorrebbero come da precedenti regole la loro giusta e meritata pensione.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): Riprendendo il quadro generale, le strategia sulle novità per le pensioni non beneficia come, invece, potrebbe la ripresa, con un aumento della domanda, la produttività e la crescita della fiducia che sarebbero dati in una spirale positivo da un aumento degli occupati per le persone che lascerebbe l'attività. Entrambe si riotrverebbero con una entrata garantita e aumenterebbe così sia la fiducia e la domanda interna trainando i consumi. Ed è chiara l'importanza dopo le tante negative ultime notizie e ultimissime sul quadro interno dal'occupazione alla crescita.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:01): La strategia è sbagliata almeno su due aspetti per le novità per le pensioni come si vogliono configurare nelle ultime notizie e ultimissime. E' sbagliata per i sistemi che si vogliono applicare che non aiutano il già difficile quadro generale ad aumentare la domanda e l'offerta. E' sbagliata perchè si vanno a privilegiare non chi si è impegnata in una occupazione per una vita, ma chi ha una pensione inferiore, spesso anche per non nobili motivi. E' brutto da dire, ma spesso, è la verità.

Un ritorno alle misure sociali, una sorta di trasformazione della mini pensione in assegno universale e aumenti per chi percepisce più basse piuttosto che attuazione delle novità per le pensioni come quota 100, quota 41 che permetterebbero ai lavoratori che lo desiderassero di andare in pensione anticipata rispetto agli attuali requisiti fissati, allo stesso tempo rilanciando occupazione giovanile, spinta alla produttività e rilancio dei consumi e dell’economia in generale. Un ritorno, dunque, ad una strategia decisamente sbagliata, meno conveniente e che potrebbe rappresentare un ennesimo spreco di soldi, piuttosto che un impegno per definire soluzioni pensionistiche universali per tutti e strutturali. Il chiaro errore che si compierebbe puntando ancora una volta su sostegni sociali piuttosto che su novità per le pensioni per permettere di lasciare in anticipo la propria attività deriverebbe innanzitutto dal fatto che non attiverebbero né quel meccanismo di ricambio generazionale per favorire il rilancio dell’occupazione giovanile, né un sistema di crescita di domanda e consumi, né servirebbero per recuperare la fiducia dei nuovi pensionati.

Eventuali aumenti delle pensioni più basse sarebbero infatti di qualche decina di euro in più, circa 40, 50, il che significa dare aumenti irrisori che certo non contribuirebbero né a migliorare chissà quanto le condizioni di coloro che percepiscono i trattamenti pensionistici inferiori né a rilanciare i consumi, perché i soldi in più a disposizione in realtà non ci sarebbero. Al contrario, questa novità per le pensioni potrebbe rappresentare solo un ennesimo spreco di soldi e un aumento a dismisure delle spese delle casse previdenziali. Come ben sappiamo, le spese di sostegni sociali vengono sostenute grazie ai pagamenti dei contributi previdenziali che versano regolarmente i lavoratori di oggi, gli stessi che sperano di mettersi da parte un buon salvadanaio per vivere in maniera dignitosa una volta collocatisi a riposo. Il problema è che i soldi dei contributi che vengono attualmente versati vengono usati non solo per pagare gli attuali assegno pensionistici ma anche per coprire spese come quelle di assegni di maternità,assegni sociali, sussidi di disoccupazione, coperture che, come riportano le ultime notizie, si chiede sempre più di spostare verso altre gestioni.

L’ingiustizia dell’annuncio del premier di voler, infatti, aumentare le pensioni più basse, magari di chi non ha mai fatto nulla, penalizzando chi invece ha sempre regolarmente versato, talvolta a fatica, i regolari contributi previsti, sta suscitando non poche polemiche e sta rilanciando la richiesta di una sempre più necessaria divisione tra spesa prettamente pensionistica e la spesa da sostenere per la copertura dei sostegni sociali, una spesa che, stando alle recenti stime, arriva a costare ben 67 miliardi di euro all’anno. Se il progetto di divisione di spesa per le pensioni e spesa per i sostegni diventasse davvero realtà, questi soldi appena citati sarebbero un risparmio per la previdenza che consentirebbe di dare il via a quelle novità per le pensioni positive per tutti, puntando ad un’equa redistribuzione delle risorse in modo da ristabilire innanzitutto equilibrio all’interno del nostro sistema previdenziale.

Il problema è che si parla di questo piano di divisione sin dallo scorso anno e dal vecchio piano di revisione della spesa pubblica, progetto particolarmente sostenuto dallo stesso commissario della revisione della spesa pubblica, appoggiato dal premier, ma anche al palo, così come bloccato è il riordino delle esenzioni fiscali e il taglio di alcune tipologie di pensioni, come quelle di invalidità, da cui servirebbero ulteriori soldi da poter risparmiare sempre per essere poi reinvestite in novità per le pensioni positive per tutti. Quando dunque diventerà davvero chiaro che serve partire da queste misure e dalla revisione reale e concreta della spesa pubblica per poter poi procedere all’attuazione di ulteriori misure importanti per il rilancio dell’economia del nostro Paese?  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il