Immigrati in Italia: in crescita del 10% su base annua. Provenienza, lavoro, tipologia di permessi

Il 1 gennaio di quest'anno, gli stranieri residenti in Italia erano 2.938.922 con un incremento, rispetto allo scorso anno, del 10,1%



Il 1 gennaio di quest'anno, gli stranieri residenti in Italia erano 2.938.922 con un incremento, rispetto allo scorso anno, del 10,1%. La crescita della popolazione è dovuta essenzialmente ai nuovi nati, figli di stranieri residenti in Italia, che nello scorso anno sono stati 57.765. E' quanto rileva l'Istat sottolineando che sono sempre più numerosi gli immigrati che diventano italiani "per acquisizione di cittadinanza": nel 2006 sono stati registrati 35.266 nuovi cittadini italiani, circa il 23% in più rispetto al 2005.

La maggior parte delle acquisizioni di cittadinanza italiana avviene ancora oggi per matrimonio: poiché i matrimoni misti si celebrano prevalentemente fra donne straniere e uomini italiani, tra i nuovi cittadini italiani sono più numerose le donne.

In crescita i cittadini stranieri residenti provenienti dall'Europa centro-orientale che si localizzano prevalentemente nelle regioni del Centro-Nord; nel Mezzogiorno risiede soltanto l'11,6% della popolazione straniera, la parte restante è suddivisa fra il Nord-Ovest (36,3%), il Nord-Est (27,3%) e il Centro (24,8%). Un quarto degli stranieri residenti in Italia (il 24,8%) è in Lombardia e - in particolare - nella provincia di Milano dove si concentra il 10,8% del totale degli stranieri residenti in Italia.

Attraverso la lettura dei dati sui permessi di soggiorno al 1° gennaio 2007, elaborati dall'Istat sulle informazioni fornite dal Ministero dell'interno, è possibile cogliere i diversi motivi della presenza degli stranieri in Italia. Il lavoro è la causa prevalente (1.463.058 permessi), soprattutto tra gli uomini (circa il 78%), mentre per le donne la quota scende al 44%.

Negli ultimi anni cresce il numero dei permessi per motivi familiari (763.744), anche per effetto della regolarizzazione del 2002 che ha fortemente accresciuto il numero di coloro che si sono potuti avvalere della facoltà di ricostituire in Italia il proprio nucleo familiare. Soprattutto le donne sono presenti in Italia cono un permesso di questo tipo (in oltre il 48% dei casi), ma i permessi per ricongiungimento familiare sono aumentati anche per gli uomini, grazie all'azione di richiamo dei congiunti da parte delle donne che hanno fatto il loro ingresso in Italia per motivi di lavoro.

Al 1° gennaio 2007 le due tipologie di permessi, lavoro e famiglia, considerate insieme, rappresentano ormai oltre il 90% dei motivi di presenza. Tra gli altri motivi si segnalano oltre 51 mila permessi per studio che interessano in larga misura albanesi, seguiti a distanza da nordamericani, cinesi e rumeni. Quasi il 60% dei permessi per residenza elettiva (44.847) è intestato a tedeschi, inglesi, francesi, svizzeri e nordamericani: mentre i permessi per motivi religiosi (32.081) sono maggiormente diffusi tra spagnoli, polacchi e tra le donne indiane e filippine.

I permessi per asilo politico (16.079) e ragioni umanitarie (circa 13 mila, inclusi in "Altro"),
sono riferiti soprattutto a individui provenienti dall'Eritrea e dal Kosovo (quasi il 30% dei casi). Tra i
restanti motivi si annotano, infine, oltre 3.700 permessi per adozione, in gran parte bambini provenienti dalla Russia, dall'Ucraina, dall'Etiopia, dal Brasile e dalla Colombia, mentre oltre la metà dei 3.500 permessi per affidamento è stato rilasciato ad albanesi e marocchini.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il