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Sblocco stipendi, aumento dipendenti pubblici, contratti statali rinnovo: novità della settimana

Non solo lo sblocco degli stipendi degli statali, in settimana è scoppiata la grana dei co.co.co nella pubblica amministrazione.




Succede che il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici prosegue a rilento anche per via della difficoltà a trovare un accordo con i sindacati. E con il voto costituzionale che si avvicina settimana dopo settimana, difficilmente l'esecutivo farà saltare il banco. Ma oltre alla questione degli stipendi c'è un altro tema che in settimana ha fatto discutere. Niente più co.co.co nella pubblica amministrazione. Lo prevede il Jobs Act, che allo Stato ha anche concesso una riserva di tempo: il divieto nel pubblico impiego scatterà il primo gennaio 2017, un anno più tardi rispetto alla stretta impressa nel privato. In ballo ci sono 40.000 contratti di collaborazione, ricorda la Cgil, che suona il campanello di allarme: "Che fine fanno queste persone?".

Per il responsabile Settori Pubblici della Cgil, Michele Gentile, infatti, "è molto probabile immaginare che i contratti che finiranno tra tre mesi siano tantissimi. Bisogna trovare una soluzione". Posto che nel pubblico non può valere la regola della trasformazione del contratto da collaborazione a posto fisso. Per gli statali servirebbe il concorso. Gentile sottolinea che una sorta di misura-ponte è stata trovata per i co.co.co dell'Inail, che da sola ne ha 490, con il passaggio a contratto a tempo determinato della durata di un anno. La risposta dovrebbe essere inserita nel Testo Unico del pubblico impiego, che limiterà le forme di lavoro flessibili. Le nuove regole però saranno presentate a febbraio e impiegheranno alcuni mesi prima di entrare in vigore.

In settimana ha fatto sentire la sua voce anche il procuratore Francesco Paolo Giordano in merito all'indagine a Siracusa dove sono stati trovati altri 29 furbetti del cartellino: "Prosegue da parte della Procura e della Guardia di Finanza l'attività di controllo della legalità nella pubblica amministrazione. I dipendenti infedeli saranno deferiti oltreché all'amministrazione di appartenenza per i profili disciplinari, compreso il possibile licenziamento, in base alla nuova normativa, anche alla procura regionale presso la Corte dei Conti. L'indagine ha messo in rilievo anche l'assenza completa di controlli interni".

Una sottolineatura che non ha lasciato indifferente l'attuale commissario dell'ex Provincia di Siracusa, Giovanni Arnone, che ha assicurato l'adozione di provvedimenti disciplinari. La Guardia di Finanza ha svolto le indagini oltre che con l'ausilio delle telecamere, anche con pedinamenti condotti con l'impiego di Gps che erano stati posizionati sulle auto degli indagati. Alcuni colleghi timbravano il badge di altri per attestarne la presenza in ufficio, consentendo loro di raggiungere in netto ritardo l'ufficio e di allontanarsene in largo anticipo o addirittura di assentarsi per l'intero turno.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il