BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 cosa ha detto Renzi stesso e il suo Governo

Le posizioni contraddittoria di premier Renzi e suo governo sulle novità per le pensioni da attuare: annunci e passi indietro. E il caos continua




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:01): Se si vuole partire dall'inizio quando il Governo Renzi non era che un obiettivo per Renzi e i suoi all'interno della Leopolda già si parlava di novità per le pensioni all'interno delle cose da fare criticando anche l'attuale norma. E si parlava di cambiare diverse tipologie di pensioni e rinnovare e dividere pensioni e sostegni tutte cose che nelle ultime notizie e ultimissime nonostante alcune parole sono pian piano scomparse

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): E' interessante rileggere tutto quello che si è detto per le novità per le pensioni dai vari esponenti del Governo Renzi e dallo stesso Renzi nel corso del tempo e capire cosa si è concluso davvero o cosa si sta portando avanti realmente con probabilità di portarlo a termine dopo tante ultime notizie e ultimissime ininterrotte

Mancano ormai solo pochi mesi alla fine di quest’anno e tornando indietro nel tempo sembra di essere rimasti fermi ad un anno fa, forse anche due, se si pensa alle discussioni sulle novità per le pensioni che continuano a susseguirsi senza mai arrivare alla definizione di concrete modifiche delle attuali norme previdenziali. In questi due annidi governo Renzi, sono state diverse le promesse di cambiamento e gli annunci di novità per le pensioni che fino ad oggi sono rimasti ancora parole. Nulla, infatti, di profondo e importante si è trasformato in realtà e le prospettiva di modifiche pensionistiche entro la fine di questo altro anno, guardando alle ultime notizie su andamento economico del nostro Paese e dibattiti in corso, non lasciano sperare nulla di buono, ancora una volta. Tra novità per le pensioni di quota 100, novità pensioni di quota 41, mini pensione, part time, aumenti delle pensioni più basse, cumulo gratuito, rivalutazione dei trattamenti pensionistici, sono diverse le questioni ancora aperte ma che difficilmente si riusciranno a chiudere nel breve periodo, le stesse misure su cui aveva annunciato di voler impegnarsi il consigliere economico di Palazzo Chigi Nannicini.

Ha sempre ribadito nel corso dei mesi la sua volontà di voler modificare le attuali norme pensionistiche soprattutto per iniziare a ristabilire equità all’interno di un sistema previdenziale che ormai sembra aver dimenticato il concetto di equilibrio, collocandosi, così, sulla stessa scia della posizione del presidente dell’Istituto di Previdenza. Ma dopo aver per più tempo annunciato cambiamenti in tal senso, dopo incontro susseguitisi anche con gli esponenti dello stesso gruppo dei quota 41, assicurando loro che qualcosa si sarebbe fatto per sostenere queste categorie di lavoratori, al momento nelle sue intenzioni vi sarebbe solo la mini pensione, esattamente come riportato dalle ultime notizie. Nulla dunque su quota 100 o quota 41 ma solo un’apertura a quella mini pensione per lasciare in anticipo la propria attività, concedendola innanzitutto alle categorie di lavoratori svantaggiati, come i disoccupati, ma con la necessità di definire meglio il suo funzionamento, soprattutto alla luce delle ultime notizie che vorrebbero nuovi progetti di revisione di questo meccanismo.

Confusione e impossibilità di arrivare alla definizione di novità per le pensioni universali e condivise da tutti dipendono tanto dalla mancanza del budget necessario per attuare tutti i provvedimenti che sono al momento al vaglio della maggioranza, quanto dalle diverse posizioni sostenuta dagli stessi membri della maggioranza, tra chi ritiene, come abbiamo già spiegato, che le novità per le pensioni non rappresentino una priorità e chi, al contrario, vorrebbe partire proprio da queste novità per le pensioni per intraprendere un concreto percorso di rilancio dell’occupazione e dell’economia in generale. Ma la mini pensione non rappresenterebbe la soluzione migliore per raggiungere questo obiettivo: rispetto alle novità per le pensioni di quota 100 e quota 41, su cui da tempo si rilancia, su cui si sono susseguite promesse, e per cui lo stesso Comitato ristretto per le pensioni a Montecitorio aveva annunciato la presentazione di un nuovo testo unico in questo periodo soprattutto per la quota 100, che garantirebbero effettivamente un ricambio generazionale tale da sostenere un rilancio dell’occupazione giovanile grazie al prepensionamento dei lavoratori più anziani, la mini pensione non porterebbe gli stessi vantaggi.

Per la sua approvazione sono stati stanziati 500 milioni di euro che il Dicastero dell’Occupazione ha annunciato, qualche tempo fa, di voler aumentare a un miliardo, massimo un miliardo e mezzo, stando a quanto riportato dalle ultime notizie. Ma viste le critiche mosse nei confronti di questo sistema, dei suoi limiti e delle sue elevate penalità e vista la nuova posizione dell’Istituto di Previdenza che teme che questa novità per le pensioni, proprio perché poco conveniente, diventi un nuovo rischio di inutile spreco di budget, le cose potrebbero cambiare ancora. Per diventare effettivamente utile, il nuovo progetto riguarda l’ipotesi di trasformare la mini pensione in una sorta di assegno universale da concedere innanzitutto a chi si ritrova più in difficoltà e sulla base del quoziente familiare e non della situazione economica del singolo e solo così potrebbe essere utile, perché altrimenti rischierebbe di diventare un flop.

Difficilmente, infatti, la mini pensione, con le alte penalità che prevede, verrebbe richiesta da chi percepisce redditi pensionistici più elevati solo per andare in pensione qualche anno prima. Per non sprecare fondi, dunque, sarebbe meglio programmarla innanzitutto per i più indigenti, meccanismo che, tra l’altro, non richiederebbe nemmeno un aumento dei 500 milioni di euro previsti. Da sempre chiuso a novità per le pensioni, soprattutto di anticipo della pensione finale, è sempre stato invece il ministro dell’Economia Padoan che solo dopo qualche mese di discussioni ha mostrato le prime aperture a possibili modifiche, prima verso l’assegno universale per tutti, sostenuto però solo per adeguamento al modello europeo, visto che si tratta, come abbiamo più volte spiegato, di un aiuto sociale che è già in vigore in quasi tutti gli altri Paesi europei, ma cui poi non ha fatto alcun altro riferimento; poi verso altre novità per le pensioni che siano collegate all’occupazione.

Ma è stato lo stesso Ministero dell’Economia a chiudere a qualsiasi novità per le pensioni solo poco tempo fa, ritenendo che sia prioritario agire innanzitutto su misure come piano di riduzione delle imposte, nuovi incentivi per sviluppo e imprese e sblocco della contrattazione pubblica, con le nuove dichiarazioni dello stesso ministro Padoan sulla necessità di revisione delle esenzioni e dalle ultime notizie sembrerebbe che abbia già iniziato a lavorare nel senso di una revisione della spesa aggiuntiva da inserire nella nuova Finanziaria. E contestualmente all’annuncio di questo piano è stata ribadita la mancanza del budget da usare per le novità per le pensioni.

A queste voci piuttosto discordanti si aggiunge anche una posizione piuttosto contraddittoria dello stesso premier Renzi che sin dall’inizio del suo incarico ha annunciato l’intenzione di voler rivedere le attuali pensioni, sottolineando di voler solo modificare quelle norme che hanno creato ingiustizie sociali, senza, dunque, stravolgere del tutto l’impianto attuale. Modifiche minime che però non ci sono state. Finora, infatti, di volta in volta sono state approvate esclusivamente misure tampone e temporanee. E solo un anno fa aveva affermato l’intenzione di permettere l’anticipo dell’età pensionabile perché, aveva detto, è giusto permettere ai nonni di godersi i propri nipoti, sempre, però, a fronte di lievi penalità. Piccole entità che, però, viste le ultime notizie, non è proprio tale, considerando che la mini pensione che la maggioranza sta portando pur se tra tante critiche prevede penalità fino ad un massimo del 15% della pensione finale.  

A distanza di un anno da tale annuncio, qualche sera fa, lo stesso premier ha dichiarato che nella prossima Finanziaria dovrebbero essere presenti solo due novità per le pensioni, vale a dire un aumento una tantum delle pensioni inferiori ai 750 euro al mese, che dovrebbe essere di 40-50 euro in più al mese, cifra irrisoria che certamente non migliorerebbe le condizioni di vita degli interessati né rilancerebbe i consumi, visto che i soldi in più sono comunque pochi; e la definizione di uno scivolo di accompagnamento alla pensione destinato a coloro cui mancano due o tre anni al raggiungimento dei requisiti attualmente fissati, e sempre con penalità.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il