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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 analisi e rapporti da studiosi ed esperti

La posizione di esperti e studiosi su novitÓ per le pensioni da attuare, le migliori e pi¨ convenienti e quelle necessarie e urgenti




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:27): Altro punto oltre l'urgenza è quello di dare dei benefici non tanto sul fronte del valore delle pensioni, ma occuparsi sulle novità per le pensioni che permettano maggiori assunzioni e prodottività con un aumento della domanda che in realtà latita fortemente da tutti i dati delle ultime notizie e ultimissime. Il tappo creato dalle pensioni, dagli errori connessi è ormai sempre più evidente

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:01): Dalle ricerche e studi più recenti delle ultime notizie e ultimissime si capisce che le novità per le pensioni hanno un elemento in comune che sembra essere piuttosto scontato, ma che in realtà non lo è affatto vedendo come vanno e procedono le cose. Ovvero l'urgenza. Le novità per le pensioni sono urgenti per diversi motivi e spiegazioni per tutti e non solo per chi è vicino e la sta attendendo maggioramente

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:15): Da leggere con attenzione le ricerche e le analisi degli studiosi per le novità per le pensioni che sia analizzano i sistemi e i metodi che sono stati presentati nelle ultime notizie e ultimissime, sia vanno oltre spiegando quali dovrebbero essere gli obiettivi principali e i metodi con cui attuarli al di là delle ultime notizie e ultimissime

La maggioranza è sempre più impegnata nel processo di cambiamento delle attuali norme previdenziali che, alla luce delle ultime notizie sull'andamento della disoccupazione, si stanno rendendo sempre più necessarie. E non è la prima volta che viene ribadito l'urgenza di introduzione di novità per le pensioni che permettano ai lavoratori che lo volessero di andare in pensione prima rispetto agli attuali requisiti richiesti, pur se a fronte di penalità. Spesso infatti nel corso di questi mesi, in tanti, tra esperi, forze politiche e sociali, studiosi e analisti hanno sottolineato quanto fosse importante rivedere le regole pensionistiche oggi in vigore con novità che avrebbero portato, e porterebbero, vantaggi sia da un punto di vista occupazionale sia in termini di risparmi e di rilancio dell’economia reale. Ora la necessità di novità per le pensioni viene ribadita ancora da esperti e studiosi, a partire dalla Fondazione Bertelsmann che ha sonoramente bocciato le nostre pensioni ponendo l’Italia al 32esimo posto rispetto agli altri Paesi appartenenti Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Stando alle ultime notizie rese note dalla Fondazione Bertelsmann, il nostro Paese non se la passerebbe affatto bene a causa dell’indigenza troppo elevata, dello scarso valore delle pensioni e del futuro decisamente nero che si prospetta per i giovani di oggi, letteralmente esclusi dal mercato occupazionale. Si tratta, come ben chiaro, di ultime notizie che non possono far sorridere e che impongono una necessaria riflessione sulla comprovata urgenza di approvare novità per le pensioni sia di uscita prima, che permetterebbero di avviare concretamente una ripresa economica dando vita ad un circolo economico che partirebbe dal rilancio dell’occupazione giovanile, passando dalla nuova spinta alla produttività, fino ad arrivare ad una ripresa dei consumi.

Tra le novità per le pensioni più vantaggiose,però, non sembra esserci la mini pensione, che secondo alcuni esperti non sarebbe affatto conveniente. L’economista Carlo Mazzaferro ha spiegato come i giovani siano stati fortemente penalizzati dall’entrata in vigore delle attuali norme previdenziali sia perché sono rimasti fuori dal mondo del lavoro, ormai popolato da lavoratori sempre più anziani costretti a rimanere in attività per raggiungere la soglia stabilita di uscita dal lavoro, sia perché devono sostenere gran parte dei costi e si tratta di situazioni negative che potrebbero essere risolte solo attraverso il ricambio generazionale a lavoro che, però, secondo Mazzaferro non sarebbe certo sostenuto dalla mini pensione. E i motivi sono vari: innanzitutto perché varrebbe per una ristretta platea di beneficiari quindi non potrebbe creare grande nuova occupazione, quindi perché richiederebbe un budget limitato per cui bisognerebbe ben definire come e per approvarla, e, infine, perché sarebbe molto penalizzante per cui certamente sarebbero in pochi a ricorrervi e questo non permetterebbe di creare nuovi posti di lavoro.

Nonostante sia la novità per le pensioni più fattibile perché la meno costosa, secondo Mazzeferro nessuno sceglierebbe di andare in pensione due o tre anni prima rispetto alla naturale soglia, con le elevate penalità imposte e accettando un piano di restituzione 20ennale di quanto percepito per andare in pensione prima. L'attenzione della ricercatrice Ilaria De Virgiliis si è invece concentrata su quella categoria di lavoratori fortemente penalizzati dalle attuali norme previdenziali che sono coloro che svolgono occupazioni faticose e pesanti. Si tratta di una categoria di lavoratori per cui in Italia si discute di soluzioni necessarie e norme ad hoc ma che in altri Paesi sono giù tutelati. Il punto, secondo la De Virgiilis, sarebbe però quello del presupposto da considerare: non soluzioni cioè per alcune persone che svolgono attività pesanti piuttosto che altre ma la necessità di un generale miglioramento delle condizioni lavorative.

Per l’esperto di previdenza Brambilla, invece, a causa della scarsa disponibilità di budget, le novità per le pensioni non sarebbero prioritarie rispetto ad altre misure come taglio del cuneo fiscale e incentivi per la crescita. L'idea rilanciata da Brambilla sarebbe, dunque, quella di investire quanto disponibile in provvedimenti di sviluppo, che contribuirebbero a creare anche nuovi posti di lavoro, e riduzione fiscale, che permettere di far tirare un sospiro di sollievo a imprese e famiglie. Anche la posizione di Giuliano Cazzola è quella di contrarietà a novità per le pensioni che non riguardino unicamente la mini pensione che la maggioranza sta portando avanti, perché non pensare a ulteriori novità per le pensioni come quota 41 o quota 100 non significa non volerle attuare ma non avere al momento le disponibilità economiche che permetterebbero di farlo. Inutile, dunque, per Cazzola, continuare ad illudere alcune categorie di lavoratori in attesa di novità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il