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Nel nuovo meccanismo delle mini pensioni potrebbero rientrare anche coloro che hanno iniziato l'attività da giovanissimi.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:33): E poi, sempre per tutte le novità per le pensioni, fondamentale ancora di più e sempre di più c'è la questione budget. Spunta infatti tra le ultime notizie e ultimissime il raddoppio delle pensioni più basse o meglio chi dovrebbe avere un miglioramento saranno quelli che hanno fino al doppio rispetto a quello base. A quetso punto il budget per le novità delle mini pensioni e quota 41 già risicato rischia di diventarlo ancora di più. E questa è un ombra, un limite molto, molto evidenti e con chiari fini elettorali


Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): E continuano ad arrivare dettagli e chiarimenti sulle novità per le pensioni seppur non sono quelli ancora definitivi ma provengono da ultime notizie e ultimissime ufficiali. Le mini pensioni, le novità per le pensioni centrale, peggiorano rispetto ai 1500 euro senza oneri portandoli a milleduento ma dovrebbero migliorare rispetto ai mille euro che erano spuntati fuori all'improvviso. Quota 41 sembra che si faccia, ma la questione su chi, quando e come è tuttora aperta e dovrebbe essere rivolta solo a chi ha iniziato da giovanissimo. Quota 100 nulla

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Si delineano i contorni sulle novità per le pensioni anche se non ancora del tutto seppur si possono avere delle certezze o quasi dalle ultime notizie e ultimissime:

- pensioni novità con quota 100 ci sarà, forse, un ultimo tentativo per questa novità ma sembra che il no ormai sia assoluto
- pensioni novità quota 41 incertezza massima
- pensioni novità mini pensioni si farà, ma tanti dettagli continuano ad arrivare nelle ultime notizie e ultimissime sia di miglioramento ma anche di stallo o peggiorative
- pensioni novità per le pensioni più basse si farà, ma occorrerà vedere con quali meccanismi

Continua a essere al centro dell'attenzione la posizione di chi ha iniziato a lavorare in giovane età, prima dei diciotto anni, per cui non sono previste condizioni speciali di pensionamento. Nel pacchetto delle novità per le pensioni entra ed esce l'ipotesi di quota 41, da intendersi come la possibilità di congedarsi con 41 anni di contributi versati, senza tendere conto dell'età anagrafica. Così com'è, al di là delle penalità, l'impegno economico per lo Stato sarebbe troppo ingente. Considerando Presupponendo una carriera lavorativa senza interruzioni, la strada più conveniente dovrebbe essere la pensione che attualmente si consegue a 42 anni e 10 mesi di contributi e senza vincoli di età anagrafica.

Succede però che per le pensioni conseguite con un'età inferiore a 62 anni, le norme attuali sulla previdenza prevedono un taglio dell'1% per ognuno dei primi due anni di uscita prima, e del 2% per ogni anno supplementare. In buona sostanza, che fa un passo indietro dopo tanti anni di occupazione non riceve un surplus, ma una penalità. Per cercare si sanare questa situazione e contemporaneamente di mantenere in ordine i conti pubblici, la maggioranza sta cercando di trovare il mondo di inserire provvedimenti per questa categoria di lavoratori nel progetto delle mini pensioni, il meccanismo che consente di andare in pensione tre anni prima del previsto ai lavoratori nati tra il 1951 e il 1953.

In che modo? Innanzitutto prevedendo una base comune ovvero un taglio dell'assegno del 5% per ogni anno di uscita prima, al lordo delle tasse per chi sceglie le mini pensioni su base volontaria e non rientra nelle categorie tutelate. Tra quest'ultime, per cui il taglio potrebbe annullarsi o ridursi al minimo, rientrerebbero appunto coloro che hanno iniziato l'attività da giovanissimi, i lavoratori con mansioni prevalentemente faticose, ma anche i lavoratori con disabilità e chi ha un familiare disabile a carico, perfino gli operai dell'edilizia, gli infermieri, i macchinisti dei treni e gli autisti di bus e tram. Maggioranza e forze sociali stanno ragionando per trovare un accordo.

Il problema principale è naturalmente di carattere economico perché con i 500 milioni di euro prospettati dalla maggioranza, la platea dei beneficiari non può che essere ridotta. Per quanto riguarda i lavoratori alle prese con mansioni prevalentemente faticose, è evidente che gli adeguamenti legati alla speranza di vita, così come l'applicazione della finestra mobile rende l'uscita un po' prima rispetto a quella di anzianità con il sistema delle quote, di scarso interesse per la platea dei destinatari. Senza considerare che risulta complicato reperire la documentazione necessaria per accedere l'agevolazione, se non si ha avuta l'accortezza di averla conservata durante la vita lavorativa. Da qui l'intenzione del consigliere economico del capo della maggioranza e sottosegretario del presidente del Consiglio di procedere a una nuova e razionale ricognizione in ottica novità per le pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il