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Pensioni Ape, come funziona per uscire prima prestito pensionistico per tutti, statali, partite iva, disoccupati. Esempi,calcolo

Ecco alcuni esempi di come le mini pensioni impatteranno sui lavoratori che decideranno di uscire un po' prima.




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:57): E' interessante notare come l'APE il cosidetto prestito pensionistico è stato aperto a tutti al momento e dalle ultime notizie e ultimissime si vorrebbe aprire anche a nuove fasce. Il problema è che nonostante su queta novità per le pensioni si possono già fare esempi e calcoli, mancano dei dettagli e dei meccanismi da chiarire ancora fondamentali

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 20:47): Nuovi esempi sulla principale delle novità per le pensioni che la maggioranza vuole portare a termine. C'è il caso di 20.000 euro di pensione annua e 1.540 euro mensili, come riferito dalle ultime e ultimissime notizie: il lavoratore che dovesse decidere di richiedere un anticipo di 2 anni con il 70% dell'importo riconosciuto dalla banca, dovrà restituire un capitale di 28.000 euro in 20 anni, con rate mensili di 108 euro e taglio della pensione del 7%

Sono le mini pensioni il cuore del pacchetto sulle novità per le pensioni che la maggioranza è pronta a varare. Si tratta del risultato di un mediazione con le forze sociali e prevede la possibilità di ritirarsi fino a 3,7 anni prima grazie alla somma finanziata dagli istituto di credito e restituita dall'interessato in 20 anni a rate. In questo modo l'operazione impatterà in modo contenuto sui conti dello Stato ovvero per circa 500 milioni di euro. Il taglio sulla pensione determinato dalla rata da restituire dovrebbe essere ammorbidito tramite detrazioni per le persone più in difficoltà, in particolare i disoccupati, e dovrebbe essere a carico delle aziende in caso di pensionamenti per ristrutturazione.

Entrando nel dettaglio, le mini pensioni possono essere chieste, da 2017, dai dipendenti privati e pubblici, a partire dai 63 anni di età, quindi fino a 3 anni e 7 mesi prima del raggiungimento della pensione di vecchiaia nel caso degli uomini. Le donne la raggiungono ancora l'anno prossimo a 65 anni e 7 mesi. Stando ai primi calcoli e simulazioni, si tratta di un provvedimento conveniente per le categorie disagiate, come coloro che a pochi anni dalla pensione hanno perso il lavoro ed esaurito tutti gli ammortizzatori sociali, ma potrebbe essere molto costosa, fino al 25% dell'assegno mensile, per coloro che volontariamente decidono di lasciare il lavoro e non appartengono a nessuna delle categorie che la maggioranza deciderà di proteggere.

Si tratta appunto i disoccupati e forse coloro che hanno iniziato da giovanissimi l'attività (rispetto ai quali è in discussione anche il metodo quota 41) e i lavoratori impegnati in attività faticose. La sperimentazione delle mini pensioni (perché di questo si tratta) dovrebbe durare due anni, ovvero nel 2017 e 2018. La stima sulla rata di restituzione fino al 25% dell'importo della pensione deriva dal calcolo sulla restituzione netta, oltre il 16% in caso di tre anni di anticipo, maggiorata del tasso di interesse e del premio assicurativo. La percentuale può arrivare fino al 25% dell'importo dell'assegno se si considera una uscita anticipata fino a tre anni e sette mesi.

Un'operaia nata nel 1953, in cassa integrazione in scadenza, dovrebbe andare in pensione a luglio 2019 ma può congedarsi al luglio 2017 ovvero due anni prima. Come disoccupata senza protezione rientra tra le categorie tutelate ma la sua pensione da 1.700 euro lordi al mese supera di poco la soglia dei 1.500 al di sotto della quale non ci sono tagli. Perderà l'1% per anno: l'assegno scende a 1.666 euro lordi al mese. Nel caso di un dipendente che, nato nel 1951, dovrebbe andare in pensione a novembre del 2018 e decide di uscire un anno prima anche perché ha un figlio disabile in casa di cui prendersi cura, si parla di categorie tutelate. La sua pensione sarebbe di 1.400 euro lordi al mese, al di sotto della soglia che non prevede tagli in caso di uscita un po' prima. La sua pensione non cambia e resta di 1.400 euro lordi al mese.

Chi è nato nel 1953 e ha uno stipendio di 50.000 euro lordi l'anno, intorno ai 3.500 euro lordi al mese, dovrebbe andare in pensione a settembre 2020, ma può lasciare il lavoro a settembre del 2017 con le mini pensioni. La sua è una uscita su base volontaria e non rientra nelle categorie tutelate: avrà una penalizzazione sull'assegno lordo del 15%. La sua pensione di 2.500 euro lordi al mese scenderà a 2.125 euro lordi al mese.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il