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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 resoconto trattative extra deficit

Come si chiuderanno le trattative sulla concessione dell’extra budget all’Italia, posizioni opposte della stessa Comunità e conseguenze novità pensioni




Occhi puntati sull’esito delle trattative comunitarie per la concessione dell’extra deficit, misura che servirebbe all’Italia per avere ulteriori margini di intervento per misure da approvare entro la fine dell’anno. Come da tempo ormai si dice, si tratta di un extra budget che si vorrebbe utilizzare per realizzare quelle novità per le pensioni che servirebbero tanto da un punto di vista sociale, per ristabilire equilibrio all’interno del nostro sistema previdenziale; tanto da un punto di vista economico, perchè contribuirebbero a rilanciare l’occupazione giovanile, e quindi la produttività, spinta alla crescita; tanto in termini di risparmi, seppur nel lungo periodo, derivanti dalle penalità che ogni sistema di prepensionamento impone a carico di ogni lavoratore. Ma, molto probabilmente, secondo le ultime notizie, la concessione dell’extra deficit difficilmente sarà impiegato nella realizzazione di novità per le pensioni, considerando provvedimenti prioritari in una’azione da 30, 40 miliardi e le condizioni di concessione dell’extra budget di impiego per la ricostruzione delle zone terremotate del Centro Italia, misura che non riguarda chiaramente le pensioni ma che comunque potrebbe essere positiva perché darebbe nuova spinta al comparto dell’edilizia, cruciale nel percorso di ripresa dell’economia italiana.

Per chiarire eventuali somme che sarebbero necessarie per la realizzazione concreta di novità per le pensioni, i costi che implicherebbe la quota 100 sarebbero troppo alti, compresi tra i 7 e i 10 miliardi di euro; qualcosa in meno per la quota 41, con previsione di uscita per tutti con 41 anni di contributi senza penalità e indipendentemente dall’età anagrafica, cifra compresa tra i 4 e i 5 miliardi; cui aggiungere una somma di circa 2 miliardi di euro per l’aumento delle pensioni più basse insieme ad una nuova eventuale detassazione per i pensionati. E si tratta solo di cifra da riferire alle novità per le pensioni, somma che lieviterebbe considerando, per esempio, i 7 miliardi di euro necessari per sbloccare i contratti del pubblico impiego, che sono un impegno dovuto. Poi si apre il capitolo mini pensione: il Dicastero dell’Occupazione ha dichiarato la possibilità di stanziare fino a 1,5 miliardi di euro per questo sistema di prepensionamento, in modo da renderlo più conveniente e per coinvolgere più beneficiari. Poi le ultime notizie, che hanno riferito di un nuovo eventuale progetto di mini pensione da trasformare quasi in assegno universale, cioè da concedere ai più indigenti sulla base del valore del quoziente familiare e non della situazione del singolo, per cui basterebbero 500 milioni di euro, considerando che la platea di beneficiari in questo modo si ridurrebbe notevolmente.  

Poi ancora, le ultimissime notizie di revisione della mini pensione, valida per tutti, compresi commercianti, artigiani e lavoratori autonomi con partita Iva, con penalità comprese tra il 5 e il 10%, con possibilità di arrivare al 15% ma in caso di redditi pensionistici davvero elevati. Per riuscire, dunque, a fare qualcosa di concreto e importante per le pensioni servirebbe una cifra compresa tra gli 8 e i 10 miliardi, mentre la maggioranza al momento può destinare alle pensioni un budget di ‘appena’ due miliardi, per cui è ben chiaro che devono essere definite le priorità. E mentre il presidente della commissione europea Juncker sembra aver mostrato apertura nei confronti della concessione dell’extra budget all’Italia, con l’intenzione che venga destinato a misure per rilancio di crescita, occupazione e produttività, che nel nostro Paese sappiamo che sono obiettivi che non possono prescindere dall’attuazione di novità per andare in pensione prima, decisamente diversa è stata la posizione resa nota dal commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, secondo cui l'Italia ha già avuto fin troppe concessioni ed è arrivato il momento che si impegni nel pieno rispetto delle regole.

E' scontro, dunque, all'interno della stessa Comunità sulla questione concessione dell'extra deficit al nostro Paese, così come è scontro tra i Paesi membri della stessa Comunità tra coloro che, come la Francia, sostengono che sia arrivato il momento di porre a fine a politiche di austerità e chi, come la Germania appoggiata da Polonia e Ungheria tra gli altri, ritiene sia preferibile restare sul rigore. E si tratta di una posizione che la stessa Germania ha già dimostrato proprio in occasione dell’ultimo appuntamento tre Italia-Germania-Francia, proprio sulla questione extra budget da dare all’Italia, cui la Francia si è mostrata aperta ma la Germania per nulla possibilista. Non resta, dunque, da capire come si chiuderà questa discussione su concessione sì o concessione no, di certo c’è che non bisognerà aspettare ancora molto, considerando che entro la metà del mese di ottobre è attesa anche la presentazione del nuovo documento economico programmatico, che potrebbe rappresenta l’elemento cruciale per la decisione della Comunità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il