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Pensioni ultime notizie prospettive e novità Pil in ribasso negative novità quota 100, mini pensioni, quota 41

Nuove stime Pil in ribasso, conferme da ministro Economia e conseguenze su novità per le pensioni:la situazione attuale e prospettive




L'economia italiana non sta crescendo come dovrebbe e la maggioranza si prepara a rivedere al ribasso le stime sul Pil: a confermare queste ultime notizie è stato il ministro dell'Economia che ha chiaramente spiegato che le previsioni di crescita saranno riviste al ribasso. Si tratta di ultime notizie che chiaramente influenzeranno le decisioni della maggioranza sui provvedimenti da approvare entro la fine dell’anno e soprattutto la possibilità di introduzione di novità per le pensioni per cui, come ben si sa, il budget disponibile al momento è decisamente risicato. Ma si attende l’esito ufficiale delle trattative comunitarie e a questo punto ci si chiede: ci sarà effettivamente e quanto varrà il budget che la maggioranza ha davvero intenzione di stanziare per l’introduzione di novità per le pensioni?

E’ una domanda che oggi ci si pone all’indomani delle ultime notizie che riguardano le dichiarazioni del ministro dell’Economia che, annunciando diverse misure e sperando di poter attuarne altre, ancora una volta ha chiaramente lasciato intendere che sarà, se ci sarà, davvero minimo l’intervento sulle novità per le pensioni nella prossima finanziaria. In particolare, il responsabile del Dicastero del Tesoro ha specificato che il budget economico disponibile dovrebbe essere innanzitutto utilizzato per il piano di riduzione delle imposte, anche se questi tagli previsti potrebbero essere una tantum e non strutturali come il taglio dell'Ires.

Se, infatti, il taglio dell’Ires dovrebbe essere confermato, quello dell'Irpef non dovrebbe più essere anticipato dal prossimo anno, come tanto si era detto, ma arrivare solo dal prossimo 2018, mentre dovrebbe essere confermato il piano di superammortamenti a sostegno di investimenti, produttività e competitività. Il punto è che proprio per sostenere questi ultimi elementi, cioè produttività e competitività, servirebbero le novità per le pensioni di cui tanto si sta discutendo. E’ vero che il budget è limitato e i magrini di intervento sono piuttosto limitati, ma bisognerebbe concentrarsi sulle effettive priorità da attuare. Tra queste rientra innanzitutto lo sblocco dei contratti del pubblico impiego, per cui serve una cifra stimata di circa 7 miliardi di euro. Molto dipenderà dai conti che risulteranno nel prossimo documento economico programmatico, che sarà pronto entro la metà del mese di ottobre, nell’attesa della chiusura delle trattative europee sulla concessione dell’extra deficit richiesto dal nostro Paese.

Continua,dunque, ad essere prioritario, seppur circoscritto, il piano di riduzione delle imposte, secondo i tecnici dell’Economia che continuano a non rendersi conto di quanto, invece, privilegiare investimenti su novità per le pensioni, ben strutturate, possano rivelarsi molto più convenienti di altri misure, proprio nell’ottica di un rilancio dell’occupazione, della produttività e di quella economica che tutti vogliono vedere crescere in maniera costante. E insieme ai piani al vaglio per anticipare il tempo della pensione, tra ultime notizie su novità pensioni di quota 41 con riconoscimento dei contributi figurativi e su mini pensione rivista nella modulazione delle penalità, tra le novità per le pensioni in discussioni, e necessaria, c’è anche l’aumento delle pensioni più basse.
Ma le ultime notizie in merito chiariscono che le recentissime ipotesi di modifica al rialzo dei trattamenti pensionistici dovrebbero interessare non solo le pensioni più basse ma anche quelle che raggiungono fino a due volte il trattamento base, novità che potrebbe non essere poi vantaggiosa, anche se lo sembra, perché eventuali aumenti previsti sarebbero solo di qualche centinaia di euro, forze 50, il che chiaramente non permetterebbe di rendere chissà quanto migliore la vita dei pensionati che percepiscono redditi più bassi. E non servirebbe, di conseguenza, nemmeno per un rilancio dei consumi. Continuano ad essere dunque tante le difficoltà, considerando che per riuscire ad attuare novità per le pensioni importanti servirebbero almeno 4 o 5 miliardi di euro al massimo per la novità pensioni di quota 41, che potrebbero scendere al massimo a 200 milioni di euro con il sistema del riconoscimento dei contributi figurativi, il cui funzionamento deve ancora essere ben dettagliato eventualmente, e 500 milioni sarebbero destinati al momento alla mini pensione.

Ma si tratta di un lungo percorso e che sarà ancora pieno di ostacoli da superare, a partire da diversi esponenti della stessa maggioranza che sono ancora contrari all’attuazione di novità per le pensioni subito, per arrivare ai tecnici dell’Economia, da ministro Padoan, al viceministro Zanetti, così il viceministro Morando, che da tempo ribadiscono come la priorità degli interventi da attuare non debba essere data alle novità per le pensioni, da rimandare a quel 2018 che era stato indicato già come tempo delle novità per le pensioni nell’agenda degli impegni del premier.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il