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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 Governo Renzi deve riscrivere per la quarta volta il DEF

Ci si prepara a nuova riscrittura del Def: conseguenze crescita rivista al ribasso ed effetti su possibilità di attuazione delle novità per le pensioni




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:20): Ancora una volta il Governo Renzi, dovrebbe essere la quarta, ma probilmente ci siamo persi nelle stesure, viste le ultime notizie e ultimissime, dovrà rivedere ancora una volta il DEF e stavolta riscrivendolo in uno dei suoi paramentri base ovvero il Pil sui cui molto si basa. E tutto può essere di nuovo messo in discussione come disponibuilità, comprese le novià per le pensioni in attesa di capire le intenzioni sull'extra budget.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:06): Per sapere quale sarà il gettone che la maggioranza punterà sulle novità per le pensioni non resta che attendere la nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza. Tra pochi giorni le idee diventeranno più chiare, ma secondo le ultime e ultimissime notizie, l'entusiasmo è smorzato per via del taglio delle stime di crescita, anche se l'Istat rivela che la produzione industriale è in crescita.

Il Def, documento economico programmatico, necessario per la definizione delle nove misure di cambiamento che dovranno essere approvate entro la fine dell’anno, in base alle disponibilità economiche reali esistenti, dovrà certamente essere riscritto, alla luce delle ultime notizie su andamento dell’economia, sulle nuove stime al ribasso del Pil, confermate anche dal ministro dell’Economia, dei provvedimenti urgenti che è obbligatorio attuare, e del budget effettivamente disponibile, comunque nell’attesa che si concludano le trattative comunitarie per la concessione dell’extra budget. E per riscriverlo c’è poco tempo, considerando che deve essere presentato entro il prossimo 27 settembre. Ci sono però ancora tanti problemi da affrontare e risolvere e tra incertezze, dubbi, speranze, si è arrivati alla terza riscrittura. L’ostacolo più grande da superare per poter pianificare tutti i provvedimenti che si vorrebbero, comprese le novità per le pensioni, o quanto meno quelli più importanti ma in base a determinate modulazioni, è la mancanza del budget necessario.

La crescita dell’economia, decisamente lenta, e che sarà ufficialmente rivista al ribasso per il prossimo anno, non soltanto contribuirà ad aumentare il rapporto deficit-Pil che porterà il nostro Paese a dover ritrattare sull’impegno dell’obiettivo dell’1,8% da raggiungere, che, tra l’altro, era già stato rivisto considerando che inizialmente si era fissata la soglia dell1,1%, e per cui già l’Italia ha ottenuta la concessione di 14 miliardi di euro in più, ma ridurrà anche la possibilità di intervento sulle novità per le pensioni, proprio perché il Pil non cresce come dovrebbe o come auspicato e si è sempre detto, confermato anche dagli stessi tecnici dell’Economia, che l’attuazione di novità per le pensioni sarebbe stata molto più semplice e fattibile in una condizione di crescita economica continua e costante, condizione che, però, non si sta assolutamente realizzando. Tutt’altro: l’Italia continua a soffrire e la ‘battaglia’ sulla concessione dell’ulteriore extra budget è decisamente aperta, tra il nostro Paese che ansiosamente attende, alcuni Stati membri che aprono a tale concessione per dare all’Italia nuovi margini di intervento su misure volte a sostenere crescita e rilancio dell’occupazione, e altri Stati che invece dicono no e vorrebbero il rispetto delle regole, seppur sempre austere, della Comunità.

Considerando, dunque, che le risorse sono davvero esigue e che c’è chi punta su altre priorità rispetto alla novità per le pensioni, come piano di riduzione delle imposte o misure imposte dalla stessa Comunità, quanto effettivamente si potrà fare per cambiare le attuali norme previdenziali? Quanto sarà possibile trasformare davvero in realtà le ultime novità per le pensioni annunciate, tra mini pensione, novità pensioni di quota 41 con contributi figurativi, o aumento delle pensioni più basse, o cumulo gratis, o cancellazione delle penalità anche oltre il 2017 per chi va in pensione prima dei 62 anni di età dopo aver svolto un’occupazione faticosa?

Assodato ormai che nulla si farà per la quota 100, decisamente troppo costosa per le attuali disponibilità (con un costo compreso tra i 7 e i 10 miliardi di euro anche se sarebbe la migliore soluzione per tutti), la maggioranza, stando alle ultime notizie, sarebbe disposta a stanziare per realizzare le novità per le pensioni fino a due miliardi di euro, di cui 500 milioni dovrebbero essere destinati alla mini pensione, ma che continuerebbe ad essere, da come trapelato dalle ultime notizie, molto limitata e poco conveniente, per nulla vantaggiosa dal punto di vista del rilancio dell’occupazionale giovanile; e la somma restante dovrebbe essere destinata all’aumento delle pensioni più basse ma fino al doppio della base.

La domanda che ora ci si pone è: Dove sono i soldi per attuare la novità per le pensioni di quota 100? E dove saranno recuperate  le coperture per tutti gli altri provvedimenti di cui finora si è tanto discusso, dal taglio dell’Irpef, che dopo tanto parlare è stato nuovamente rimandato al prossimo 2018, alle altre misure volte a ridurre la pressione fiscale, ai 7 miliardi di euro necessari per sbloccare i contratti del pubblico impiego? Per capire quali saranno le risposte concrete che la maggioranza fornirà bisognerà aspettare ancora qualche giorno.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il