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Pensioni ultime notizie significative novità non dette Governo Renzi su novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Ancora dubbi e perplessità su novità pensioni con mini pensione e con quota 41: le risposte attese e l'urgenza di chiarire tutto. Quando arriveranno notizie ufficiali




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:05): Uno dei punti più importanti è sicuramente quello dei tassi di interesse per le novità per le pensioni principali. Non si capisce ancora quale sarà nella somma totale la cifra corrispondente ai tassi da dare. Gli Istituti di Credito non vogliono tassi bassi e il Governo Renzi non può pagare cifre alte con soli 500 milioni stanziati e dall'altra non si possono far pagare tassi alti ai cittadini. Ma già pagare un tasso su una somma che con le vecchie regole che tu avevi quanto iniziavi la tua occupazione e sono cambiate "in corso" non è così facilmente accettabili. E il rischio reale è che non siano solo simbolici.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:06) Vi sono una serie di dettagli e spiegazioni che per le novità per le pensioni nessuno ha ancora spiegato da parte del Governo Renzi che mancano totalmente nelle ultime notizie e ultimissime tra le quali:

- pensioni novità con mini pensioni che tassi di interesse ci saranno? Nessuno lo ha ancora detto
- pensioni novità attraverso mini pensioni che ruolo gioca il reddito ovvero se fai parte di uan cosidetta fascia particolare conta anche che il reddito sia inferiore alla fascia
- pensioni novità con mini pensioni, l'assicurazione chi la deve pagare non è stato ancora definito o perlomeno detto.

Nonostante gli ultimi giorni siano stati davvero importanti per l’evoluzione delle discussioni sulle novità per le pensioni e siano stati forniti ulteriori dettagli sulle novità per le pensioni che la maggioranza sarebbe effettivamente intenzionata a trasformare in realtà, vale a dire mini pensione e novità pensioni di quota 41,  sono ancora tanti i dubbi da sciogliere e sono ancora tante le perplessità dei cittadini che continuano a porre domande su come dovrebbero funzionare queste novità per le pensioni, chiedendo informazioni che il governo Renzi non fornisce. Forse per impossibilità, ancora, o forse per volontà. La novità con mini pensione continua a non piacere e, soprattutto, a non convincere: troppo bassa la cifra stanziata per la sua applicazione, appena 500 milioni di euro rispetto al quel miliardo e mezzo che il Dicastero dell’Occupazione si era detto pronto a voler investire per questo sistema, per cui il budget limitato, e che certamente si esaurirebbe presto, potrebbe scatenare una corsa alle richieste di mini pensione, e ancora troppe questioni aperte.

Dalle ultime notizie è emerso che questa mini pensione dovrebbe prevedere penalità comprese tra il 5 e il 10%, da applicare chiaramente in base al valore del reddito pensionistico percepito da ogni singolo lavoratore, con possibilità di aumenti fino al 15%. E si tratta di penalità che, soprattutto nei casi di determinate categorie di persone più svantaggiate, come disabili o chi è impiegato in occupazioni faticose e pesanti, potrebbero, o forse dovrebbero, anche azzerarsi.

Questo azzeramento sarebbe il risultato dell’applicazione di esenzioni fiscali di cui beneficeranno solo queste categorie di persone appena citate. Ma qui sorge già il primo dubbio: di che entità saranno queste detrazioni? Quali sono i trattamenti che saranno riservati ai disoccupati che, per esempio, avrebbero un reddito elevato? Nel caso delle detrazioni fiscali, saranno applicate anche ai disoccupati quindi calcolando in un primo momento la penalità prevista per l’anticipo di pensione e poi azzerata tramite le detrazioni? Altro dubbio, che è stato posto da diversi lettori, è quello relativo agli interessi che saranno applicati alla mini pensione che verrà erogata a coloro che decideranno di andare in pensione prima di tre anni. Chi li pagherà ufficialmente e quale sarà il loro valore? Anche questa questione è ancora piuttosto irrisolta: si sa, infatti, che a pagare gli interessi applicati alla mini pensione sarà lo Stato ma non ne si conosce ancora l’entità. Stando ad alcune notizie, dovrebbe trattarsi di interessi proporzionati a reddito e penalità applicate e se così fosse sui redditi più bassi, con penalità più basse, gli interessi sarebbero altrettanto bassi ed è una ipotesi che agli istituti di bancari, che erogano le somme per anticipare la pensione con mini pensione, non piace, perché da bassi interessi il loro guadagno sarebbe minimo.

A queste domande si affianca anche quella relativa all’assicurazione che dovrebbe essere contemplata con la mini pensione: chi pagherà la sua copertura? Inizialmente l’assicurazione avrebbe dovuto essere il Tfr di ogni singolo lavoratore, poi su questa ipotesi si è fatto un passo indietro, preferendo il coinvolgimento, ancora una volta, dello Stato. Ma con quali soli lo Stato dovrebbe coprire tale assicurazione? Attesa di risposte, dunque, sia per quanto riguarda entità delle esenzioni fiscali da applicare e a chi, e sia per quanto riguarda entità degli interessi da applicare alla mini pensione. Ma non solo: sono diversi i dubbi relativi anche alla novità per le pensioni di quota 41 per chi è entrato giovanissimo nel mondo occupazionale, vale a dire a 14, 15 anni.

Per questa categoria di lavoratori che è stata fortemente penalizzata dall’entrata in vigore delle attuali regole pensionistiche, è da oltre un anno che si rilancia la proposta di quota 41 che nella versione a tutti nota chiede la possibilità per tutti di andare in pensione avendo maturato 41 anni di contributi, senza l’applicazione di alcuna penalità e senza necessità di dover raggiungere obbligatoriamente alcuna soglia anagrafica. Le ultime notizie hanno apposto qualche modifica a questa versione, parlando di un calcolo del requisito con riconoscimento dei contributi figurativi che contribuirebbero ad agevolare questi lavoratori nel raggiungere prima la pensione. Stando alle ultime notizie, questi contributi figurativi dovrebbero essere di 3 o 4 mesi (ancora non si sa) da calcolare dal momento dell’ingresso nel mondo del lavoro, cioè da 14 o 15 anni e fino al compimento del 18esimo anno di età.

Secondo le ultime e ultimissime notizie, però, lo soglia potrebbe alzarsi anche fino a 19 anni. Ma in merito al riconoscimento di questi contributi figurativi ci si chiede: saranno calcolati per ogni anno o una tantum? E qual è l’entità del budget economico che dovrebbe essere destinato all’attuazione di questa novità per le pensioni cui non si è fatto alcun riferimento preciso e puntuale? Sarà davvero una novità per le pensioni pronta ad essere approvata nel breve tempo o è solo un annuncio, elettorale, in vista del prossimo voto costituzionale sempre più vicino?

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il