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Pensioni ultime notizie e prospettive novitÓ pasticcio mini pensioni, quota 41 quasi esclusa tra novitÓ pensioni

Ci sono diverse ipotesi per tentare di includere i lavoratori precoci tra i destinatari delle mini pensioni.




Tra le tante partite aperte sulle novità per le pensioni ce ne sono due che rischiano di provocare qualche mal di pancia di troppo. La prima è quella che riguarda i precoci ovvero coloro che hanno iniziato da giovanissimi la propria attività. La soluzione del bonus di 2-3 mesi di sconto per ogni anno lavorato durante la minore età viene considerata troppo limitata. La soluzione opposta, quella di applicare quota 41 anni di contributi senza naturalmente tenere conto dell'età anagrafica, è giudicata troppo impegnativa dal punto di vista economico. Calcolatrice alla mano, costerebbe, da sola, circa un miliardo di euro, rispetto a un budget complessivo di due miliardi di euro che il governo intende mettere sul piatto.

Da qui due ipotesi intermedie: o la previsione delle mini pensioni gratuite anche in questo caso o la limitazione del beneficio dei 41 anni per coloro che hanno cominciato tra i 14 e 16 anni. La seconda partita tocca direttamente le mini pensioni agevolate. Succede però che le organizzazioni sindacali stanno spingendo sia per allargare la platea dei beneficiari oltre i disoccupati anziani, i disabili e gli inabili e coloro che assistono familiari disabili. La richiesta più insistente, però, è per l'innalzamento del reddito che dà diritto all'azzeramento della rata delle mini pensioni. Tanto per fare un esempio, a quota 1.500 euro lordi rimarrebbero fuori migliaia di lavoratori del Nord. Insomma, le incertezze sono tante e il rischio che si metta in piedi un bel pasticcio è sotto gli occhi di tutti.

Dal punto di vista delle penalizzazioni previste con le mini pensioni, si va dal 4 al 25%, incluso il tasso di interesse e il premio assicurativo. La riduzione sale con il crescere del reddito e con la lontananza dai requisiti normativi fissati dalla legge a 66,7 anni di età. Nel caso di 20.000 euro di pensione annua e 1.540 euro mensili, il lavoratore che dovesse decidere di richiedere un anticipo di 2 anni con il 70% dell'importo riconosciuto dalla banca, dovrà restituire un capitale di 28.000 euro in 20 anni, con rate mensili di 108 euro e taglio della pensione del 7%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il