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Pensioni ultime notizie sindacati iniziano ad opporsi ad Ape universale, no quota 41 e minacciano sciopero

C'è chi ironizza sulle novità per le pensioni e riferisce che i precoci sono i primi a iniziare a lavorare gli ultimi a poter lasciare.




Il governo ha gettato le basi delle novità per le pensioni. In particolare nell'ultimo faccia a faccia con le organizzazioni sindacali ha annunciato i costi dell'Ape per i pensionandi. Avranno un impatto variabile sulla base dell'ammontare dell'assegno previdenziale e della durata dell'anticipo. Più esattamente si va dal 4-5% fino al 25%). La rata di ammortamento si muoverà invece tra i 50 e i 60 euro al mese per venti anni per tutti gli altri anticipi di un anno, e salirà a 150-200 euro al mese se l'anticipo sarà invece di 3 anni. Ma soprattutto è stato tra l'altro affrontato il problema dei lavoratori precoci, rispetto a cui è stata ribadita l'improponibilità dell'applicazione di quota 41 per i cisti troppi alti a carico dello Stato.

La strada indicata dall'esecutivo è quella dell'inglobamento nella sperimentazione biennale dell'Ape, ma si tratta di una prospettiva che, come argomentato dalle stesse organizzazioni sindacali oltre che dagli stessi lavoratori interessati, finisce per non riconoscere la peculiarità della loro posizione. E non bastano tutte le accortezze che il governo è pronto a mettere nero su bianco sul progetto dell'Ape che, si ricorda, intende includere nella prossima legge di bilancio. Addirittura c'è chi ironizza (poi neanche tanto) e scrive che i precoci sono i primi a iniziare a lavorare gli ultimi a poter lasciare. Le organizzazioni sindacali sono coscienti della situazione, spiegano che la partita delle pensioni è ancora aperta a non escludono di scendere in piazza.

I sindacati hanno inoltre riferito che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, ha espresso una posizione positiva sulla quattordicesima e sull'equiparazione della no tax area per le pensioni dei lavoratori dipendenti. Secondo quanto emerso, le risorse per l'Ape stanziate per il 2017 saranno pari a circa 400 milioni. Per la quattordicesima si spenderanno in più circa 600 milioni, mentre altri 250 milioni saranno destinati all'ampliamento della no tax area. Circa 100 milioni sono previsti per rendere le ricongiunzioni tra diversi periodi assicurativi non onerose, mentre altri 100 milioni circa serviranno per allargare le maglie delle attività usuranti. Di fronte a questi numeri, a rimanere delusi saranno proprio i lavoratori precoci.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il