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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 urgente spostarsi da una elettorale a una concreta manovra

La strategia del premier in vista della doppia sfida di voto costituzionale e nuove misure ufficiali entro la fine dell’anno: le novità per le pensioni e non solo




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 11:47):  Al momento se non si può fare nulla per le novità per le pensioni sarebbe meglio non fare nulla, piuttosto che cercare di inserire tutti, quota 41 compresa, nelle novità per le pensioni rappresentate dalle mini pensioni. Ma visto che di budget in più ce ne sarebbe contando l'altra novità per le pensioni che si vuole perseguire ovvero il crescere delle pensioni inferiori, perchè non riallocare questo budget (che è il maggiore tra l'altro) sulle mini pensioni? O meglio ancora su un altro sistema, anche sperimentale come il vecchio quaota 41 o un contributivo maschile?

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:22): Bisogna andare al di là della semplice ricerca del consenso e le novità per le pensioni sono tra i primi argomenti per cercarlo come dalle ultime notizie e ultimissime.  E sulle novità per le pensioni si vede chiaramente un intento, un obiettivo primario di far contenti tutti, di una ricerca del consenso ma che alla fine si tramuta in una serie di novità per le pensioni spezzattino per tutti che non portano nessun giovamento nè per il quadro generale nè per i singoli soprattutto nel lungo termine.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:30):  Non è solo il discorso pensioni, occorre ed è sempre più necessario che si passi, che sia abbia come obbietivo una manovra non solo e semplicemente per aumentare il consenso ma per riuscire a risolvere le necessità concrete. E tra queste vi sono le novità per le pensioni sempre più sentite anche per l'occupazione come da ultime notizie e ultimissime

Dalla strategia di riconquista di consensi ed elettori in vista del voto costituzionale d'autunno sempre più vicino, che secondo molti potrebbe rivelarsi espressione di consenso o meno a quanto fatto finora dalla maggioranza, alla definizione delle misure ufficiali che dovranno essere approvate entro la fine dell'anno. Cambia il percorso della maggioranza che si trova davanti all’arduo compito di dover mettere a punto misure necessarie per riportare ancora una volta l’Italia sulla strada delle crescita, soprattutto dopo le ultime e ultimissime notizie di una previsione di crescita dell’economia italiana rivista al ribasso. Non si tratta, infatti, di una stima positiva per l’attuazione di quelle novità per le pensioni che, come si era detto mesi fa, sarebbe stato più semplice attuare se l’andamento dell’economia italiano si fosse mantenuto su livelli costanti di crescita. Così non è stato: si lamentano ancora moltissime difficoltà, l’occupazione stenta a risalire, soprattutto quelle giovanile di persone di età compresa tra i 25 e i 34 anni, e i consumi sono in stallo.

Si tratta di situazioni che hanno necessità di una spinta per essere rilanciate ma la domanda che ci si pone è: cosa e come fare? Se in questi ultimi mesi, l’obiettivo era quello di mettere a punto misure capaci di far riconquistare voti alla maggioranza per il voto costituzionale, la situazione negativa di questo preciso momento potrebbe spingere il premier a rimandare ogni mossa elettorale alla finanziaria di fine anno, pianificando ulteriori provvedimenti da annunciare ora e mettere in pratica solo nel 2018, quando cioè è in programma l’appuntamento con le nuove elezioni. E uno spiraglio di questo progetto, sotteso a ciò che in realtà si sta facendo, potrebbe essere stato l’aver rimandato al 2018 il taglio del’Irpef che tanto si era detto di voler anticipare al prossimo 2017 senza attendere ulteriormente; e potrebbero essere anche le ultime e ultimissime notizie svelate dal ministero dell’Occupazione di rinvio della novità per le pensioni di quota 41, perché al momento non sarebbero disponibili i soldi necessari per la sua realizzazione, insieme, dunque, alla novità per le pensioni di quota 100.

Misure minime ora, dunque, tra mini pensione, aumento delle pensioni inferiori, cumulo gratis, per cercare di ‘accontentare’ quanto più possibile in base al budget disponibile per poi arrivare alle grandi misure come strategia elettorale per le prossime elezioni. Ma quanto sarebbero effettivamente positive le misure da definire entro la fine dell’anno? Probabilmente molto poco, secondo presidente dell’Istituto di Previdenza, perché tra mini pensione come attualmente modulata e con quel budget troppo basso previsto (circa 500 milioni di euro), aumenti delle pensioni inferiori, che non porterebbero alcun vantaggio, visti i minimi aumenti di solo qualche decina di euro, e ulteriore cancellazione delle penalità anche oltre il 2017 per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni di età, non c’è alcuna modifica strutturale alle attuali norme previdenziali che sia in grado di modificare in maniera organica quanto oggi previsto.

Si tratta ancora, una volta, dunque, si misure tampone che oltre che rappresentare un ennesimo spreco di budget altro non sono. Ma considerando le disponibilità economiche attuali, d’altro canto, sembrano le uniche possibili novità per le pensioni che al momento possono essere messe in atto. La strategia del premier di fronte alla doppia sfida di voto costituzionale e nuova finanziaria oltre alle eventuali novità per le pensioni prevede ulteriori provvedimenti per dipendenti pubblici, a partire dallo sblocco di quella contrattazione pubblica ferma ormai da sette anni, per lavoratori autonomi, con modifiche, novità e tutele per le partite Iva, per sviluppo, ricerca e imprese. Ma il nodo da sciogliere resta sempre quello relativo alla disponibilità di soldi. E in tal senso lo scenario non si prospetta dei migliori, mentre si resta in attesa delle ultime notizie che dovrebbero essere rese note a breve dalla Comunità sulla decisione di concessione, o meno, dell’extra budget richiesto dall’Italia, questione che sta creando divisioni all’interno della stessa Comunità, tra chi ne è favorevole, perché attraverso mezzi in più il nostro Paese avrebbe materialmente la possibilità di rilancio di misure per la crescita, e chi invece ritiene che l’Italia non debba avere ulteriori concessioni dopo quelle già avute e che sia arrivato il momento che rispetti le regole, seppur strette.  

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il