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Rinnovo statali, sblocco stipendi dipendenti pubblici contratti: novitÓ settimana Madia-Renzi riforma pubblica amministrazione

Sul rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici, il Ministero non ha ancora fissato il tetto di spesa.




Da qui alla fine del mese il Ministero della Funzione Pubblica dovrà fare i conti con i sindacati e allora si capiranno le reali intenzioni sul rinnovo dei contratti nel pubblico impiego. I rappresentanti dei lavoratori non vogliono un aumento simbolico, sono disposti a considerare l'ipotesi di concedere aumenti a pioggia, ma chiedono almeno 80 euro in più in busta paga. Per il Ministero, la questione è diventata una priorità, ma gli aumenti continuano a essere rimandati quindi per gli stipendi più pesanti, con un tetto di spesa tutto da definire.

Il punto è che il governo è all'opera per mettere a punto la prossima legge di bilancio che punterà, secondo quanto annunciato più volte dal ministro dell'Economia su investimenti, produttività, competitività. Sono questi i tre pilastri della manovra 2017, che continuerà a muoversi, nelle intenzioni dell'esecutivo, sulla direttrice del taglio delle tasse. E in base alle scelte che saranno fatte, il budget sul rinnovo del contratto degli statali potrebbe ridursi. Le risorse sono scarse, ha ammesso il titolare del Tesoro, ma l'obiettivo di ridurre la pressione fiscale rimane prioritario. Per rilanciare la produttività, il governo pensa quindi soprattutto a rafforzare gli incentivi fiscali ai premi di risultato, mentre per investimenti e produttività sarà il piano Industria a mettere a punto le misure a favore delle imprese.

Il ministro dell'Economia non ha fatto alcun riferimento allo sblocco degli stipendi dei dipendenti pubblici ma non ha mai nascosto che ad ispirare la legge di bilancio sarà anche il principio dell'equità. E il governo pensa anche al welfare, al lavoro e alla lotta alla povertà. Il capitolo previdenza ha come perno le mini pensioni che potrebbe essere di tre anni e sette mesi e sarà sdoppiato: gratis per le categorie in difficoltà costoso per il resto dei lavoratori. Resta però il nodo dell'uscita dei lavoratori che hanno iniziato da giovani l'attività che, se applicata integralmente, avrebbe costi elevati. Il punto è proprio questo: per via dei tanti tagli, a rimetterci potrebbero essere quelle misure tante per certo, come il rinnovo del contratto degli statali.

Quel che è certo è la scarsa velocità con cui si sta procedendo su questo comparto, al contrario di altri aspetti della riforma della pubblica amministrazione. Secondo la riforma della dirigenza pubblica, ad esempio, che ha già ottenuto il semaforo verde, non ci saranno più dirigenti a vita. Verranno istituiti 4 ruoli unici: Stato, Regioni, enti locali, autorità indipendenti. Gli incarichi dirigenziali dureranno 4 anni prorogabili di 2, al termine del quale si rientrerà nel ruolo di appartenenza accompagnati dalle valutazioni ricevute, in attesa di essere chiamati per un nuovo incarico. Chi resterà senza perderà la parte accessoria del salario e dopo sei anni potrà essere licenziato se non accetterà di retrocedere a funzionario.

I dirigenti generali avranno, fino a esaurimento dei posti, un diritto di preferenza nell'assegnazione degli incarichi presso l'amministrazione dove hanno prestato finora servizio, sempre che non abbiano riportato valutazioni negative sul lavoro svolto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il