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Tfa terzo ciclo: novità della settimana

Non decolla l'attivazione del Tfa terzo ciclo e arrivano nuovi rapporti negativi sulla scuola in Italia.




Ancora una settimana a vuoto sull'attivazione del Tfa terzo ciclo. Nonostante i tempi siano sempre più ristretti e lo stesso ministro dell'Istruzione abbia solo pochi giorni fa ribadito che il nuovo Tirocinio formativo attivo ci sarà, si registra un altro passaggio a vuoto. In discussione ci sono anche i posti assegnati, che sembravano l'unico punto saldo del Tfa ordinario: 16.436, di cui 11.328 comuni e 5.108 sul sostegno per l'abilitazione all'insegnamento nelle scuole medie e superiori. Volendo entrare nel dettaglio, 8.058 riguardano le superiore, 3.270 le medie. In merito ai posti sul sostegno, 392 sono destinati alla scuola dell'infanzia, 1.749 alla primaria, 1.932 alle medie e infine 1.035 alle superiori.

E non rappresenta di certo una buona notizia, per quanto dovrebbe rappresentare una spinta al cambiamento e allo scioglimento dei nodi più urgenti, come quello relativo al Tfa, il recente rapporto Ocse che descrive la scuola italiana come vecchia e con i prof malpagati. Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, assicura però che la richiesta di maggiori investimenti e maggiore attenzione a temi come quello dei Neet (le persone che non sono impegnate nello studio, né nel lavoro, né ne cercano uno) e della dispersione scolastica "ha già trovato una risposta nell'azione del governo, che ha finalmente invertito la rotta sulla scuola". Ma per la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi "è evidente che le misure messe in campo finora sono del tutto insufficienti".

La quota di giovani laureati fra i 25 e i 34 anni che riescono a trovare un lavoro è di oltre venti punti inferiore alla media dei paesi dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: 62% contro 83%. Tra i mali della scuola italiana anche stipendi bassi e docenti troppo in là con gli anni. Il corpo insegnante italiano è il più anziano rispetto a quello di tutti i Paesi Ocse: sei-sette professori su dieci sono ultracinquantenni mentre otto su dieci sono di sesso femminile. L'Ocse dà tuttavia atto al governo italiano di aver varato un piano di assunzioni che potrebbe ringiovanire il corpo insegnante.

Questa comunque è stata la settimana dell'inizio di un nuovo anno scolastico. Gli studenti delle scuole statali sono quest'anno 7.816.408, 370.597 le classi distribuite nelle 8.281 istituzioni scolastiche sul territorio per un totale di 41.163 sedi. Fra le regioni con più alunni iscritti, la Lombardia con 1.190.393, seguono Campania (909.010), Sicilia (754.438) e Lazio (737.940). Non poteva mancare il tradizionale saluto del ministro dell'Istruzione, che ha sottolineato come il nuovo anno di scuola sarà carico di sfide importanti e grandi responsabilità, da affrontare "con molti strumenti in più rispetto al passato, per fare della scuola il vero motore del cambiamento. Uno spazio da abitare non solo durante l'orario delle lezioni. Una scuola al centro di ogni comunità, aperta alle realtà che la circondano, alle famiglie, al territorio. Una nuova scuola, insieme".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il