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Pensioni ultime notizie diritti novità non sono doni, sono dovuti novità contributivo donna, quota 41, quota 100, mini pensioni

E’ necessario procedere finalmente ad una netta divisione tra spesa pensionistica e spesa per sostegni: effetti novità pensioni e nuove richieste




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:51): Si possono definire regali per aumentare il consenso le novità per le pensioni che non servono chiaramente a nulla come la crescita delle pensioni inferiori che tra l'altro poco o nulla non solo servono al quadro generale in deterioramente come le ultime notizie e ultimissime dimostrano, ma anche ai singoli che visto il budget risicato e la quantità dei beneficiari, che prioprio per ragioni di consenso, si vogliono continuamente ampliare, riceveranno somme irrisorie.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:48):  E' giusto sottolineare per non perdere la bussola tra le tante ultime notizie e ultimissime che praticamente tutte le novità per le pensioni che si stanno affrontando non sono regali, ma sono diritti acquisiti nel tempo da precedenti patti sociali che una normativa ha cambiato all'improvviso. E non si fa nessun regalo se si vuole ripristinare il giusto. Altri sono i doni come vedremo fatti con altri intenti.

Tra novità per le pensioni che possano consentire a tutti i lavoratori di lasciare in anticipo la propria attività, richieste di aumento degli assegni minimi e rivalutazione dei trattamenti pensionistici mensili, le discussioni sulla questione previdenziale sono sempre più aperte e mentre, a parole, forze politiche e sociali, e gruppi online continuano a dibattere su quali potrebbero essere le migliori soluzioni da attuare per modificare le attuali norme pensionistiche, soprattutto in base alla disponibilità di budget esistente, in realtà si va avanti ancora solo su poche strade e poco importanti stando alle ultime notizie: sembra, infatti, che sia calato il silenzio su novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41, quelle che fino a qualche tempo fa erano considerate le migliori novità per le pensioni da attuare, capaci di risolvere le situazioni più particolari in cui si erano ritrovate diverse categorie di lavoratori a causa delle norme attualmente in vigore; mentre si sta portando avanti una mini pensione che continua ad essere molto criticata perché, di base, per nulla vantaggiosa così come modulata ma anche secondo le ultime ipotesi di modifica che vorrebbero quasi trasformarla in un assegno universale.

Ciò di cui non ci si rende conto è che modificare le pensioni attuali, dando a tutti i lavoratori la possibilità di andare in pensione prima rispetto all’attuale soglia fissata, troppo elevata, e con penalità che non dovrebbero essere alte come si vorrebbe, e aumentando assegni mensili che sfiorano nella maggior parte dei casi i 500 euro, decisamente pochi per consentire alle persone di vivere in maniera dignitosa, non deve essere vista come concessione da parte della maggioranza né come regalo ma esclusivamente come una garanzia dei propri diritti. Partendo alle entità delle pensioni finali, risultati, stando a quanto previsto dalle attuali regole, del calcolo contributivo che valuta l’entità dei contributi realmente versati da ogni singolo lavoratore nel corso della sua attività, i contributi che i lavoratori di oggi, tra tante difficoltà, versano, non solo rappresentano il loro salvadanaio una volta a riposo, ma sono soldi che servono per pagare le attuali pensioni, pensioni sociali, maternità, cassa integrazione, spesso anche ai più furbetti, e che vanno a rappresentare un costo inutile che nulla a che fare con la previdenza vera e propria.

A questo punto, si potrebbe tornare a ribadire l'importanza di quell'iniziale progetto, di premier e commissario per la revisione della spesa pubblica, di divisione netta tra spesa prettamente pensionistica e spesa destinata ai sostegni sociali, perchè, come sottolineato da diversi esperti e studiosi, i contributi versati dai cittadini non possono esser usati per aiutare coloro che si ritrovano più in difficoltà, per cui dovrebbero essere messi a punti strumenti ad hoc. Se, infatti, si continuasse a mantenere questo meccanismo, si finirebbe con il danneggiare sempre più i futuri pensionati che stanno lavorando per riuscire a percepire, una volta a riposo, un assegno adeguato che rischia, invece, di non esserci. E non si tratta, in questo caso, di una richiesta assurda alla maggioranza, ma di una richiesta decisamente logico in un'ottica innanzitutto di non spreco dei soldi pubblici ma soprattutto necessaria per garantire quel diritto alla pensione, dignitosa, per cui ogni lavoratore paga nel corso dei suoi anni di attività professionale.

Sarebbe, dunque, ingiusto metter in atto quella proposta avanzata dal premier di aumentare le pensioni di chi non ha mai versato contributi penalizzando chi invece li ha sempre versati e sarebbe opportuno riflettere poi sulla considerevole cifra di ben 67 miliardi di euro all'anno di costo dell'assistenza sociale. Decisamente troppo. La cosa migliore sarebbe indirizzare tali cifre all'attuazione di novità per le pensioni positive per tutti, ad oggi bloccate proprio per mancanza di budget. Anche come riportato da diversi commenti, è dunque necessario che il premier si renda conto della necessità di procedere ad una reale divisione di spesa per le pensioni e spese per i sostegni sociali, per non danneggiare chi è stato sempre rispettoso delle regole versando regolarmente i contributi dovuti e premiando chi, al contrario, non ha mai fatto nulla e che nulla, o quanto meno nulla in più, dovrebbe percepire.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il