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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 sono più giuste e più utili rispetto crescita pensioni più basse

Novità per le pensioni per andare in pensione anticipata molto più vantaggiose di aumenti delle pensioni più basse: ultime notizie e meccanismi per rilanciare la crescita economica




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:52): Aumentare le pensioni più basse è chiaramente tra le priorità di questa maggioranza o almeno di chi vi è capo. Ma tra le novità per le pensioni, con i pochi budget disponibili, questa è assolutamente inutile anche perchè per ragioni elettorali data o cercate di dare sempre a più persone. Molto più utile per il quado economico, ma anche più giusto sarebbe e sarebbero state novità per le pensioni come una mini pensioni (ma rivista), quota 41 e il meglio ovvero quota 100.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 23:40): Tutti i metodi e i sistemi per le novità per le pensioni per permettere di lasciare anzitempo l'attività sono migliori rispetto al volere dare una piccola crescita alle pensioni più basse almeno per due motivi sia economici che etici come confermano le ultime notizie e ultimissime

Approvare novità per le pensioni per garantire a tutti coloro che lo volessero di anticipare il periodo della propria pensione finale piuttosto che procedere ad aumenti delle pensioni più basse che potrebbero risultare ingiusti: queste le ultime posizioni di diversi esperti e studiosi in risposta alle ultime notizie che continuano a circolare sulle prossime mosse della maggioranza studiate per rivedere le attuali norme pensionistiche. La realtà dei fatti, come confermato dalle ultime notizie, è che le mosse della maggioranza sono in realtà ancora piuttosto incerte e confuse, si vorrebbero attuare novità per le pensioni di quota 100 e novità per le pensioni di quota 41 ma manca il budget necessario, si porta avanti invece un piano di mini pensione che continua ad essere criticato da tutti, non piace, è troppo limitato, eppure è al centro delle attuali discussioni previdenziali, così come si discute della possibilità di aumentare le pensioni più basse. Ad oggi, però, dopo un’attenta analisi, sembra che quest’ultima proposta possa risultare piuttosto ingiusta e rivelarsi, ancora una volta, un inutile spreco di soldi. Il motivo è presto spiegato: l’intenzione del premier sarebbe quella di aumentare le pensioni più basse che vengono erogate nella maggior parte dei casi a chi nella vita non ha mai fatto nulla, penalizzando, allo stesso tempo, chi invece in maniera regolare e trasparante ha sempre versato i contributi dovuti.  

Questi contributi, che dovrebbero rappresentare la garanzia di un futuro dignitoso una volta a riposo per chi oggi ancora è in attività, in realtà vengono utilizzati per il pagamento di assegni sociali, maternità, casse integrazioni, aiuti sociali che dovrebbero rappresentare una voce di spesa ben distinta da quella prettamente previdenziale. Secondo rendenti calcoli, infatti, la spesa per i sostegni sociali nel nostro Paese arriva a costare ben 67 miliardi di euro l’anno, una cifra esorbitante che potrebbe essere impiegata per realizzare concrete novità per le pensioni positive per tutti se solo fosse applicata, finalmente, una netta divisione tra spesa pensionistica e spesa per gli aiuti sociali, misura di cui già tempo fa si era parlato e da inserire nel piano di revisione della spesa pubblica, ancora mai arrivato.

E’ questa, secondo molti, sarebbe la priorità da cui dovrebbe partire il premier, valutando poi i maggiori vantaggi che deriverebbero da novità per le pensioni come quota 100 o quota 41, che non soltanto permetterebbero di risolvere le condizioni di disagi in cui si sono ritrovati lavoratori come chi svolge attività faticose e chi ha iniziato a lavorare da giovanissimo, ma contribuirebbero a rilanciare, contemporaneamente, occupazione giovanile, e quindi produttività, grazie al ricambio generazionale che si attiverebbe con i prepensionamenti dei lavoratori più anziani e le assunzioni dei più giovani nei posti lasciati liberi, dando anche nuova spinta a consumi ed economica in generale; e porterebbero vantaggi anche in termini di risparmi, seppur nel lungo periodo, derivanti dalle penalità imposte da ogni piano di prepensionamento.

Aumentare invece le pensioni più basse non avrebbe gli stessi benefici, nemmeno in termini di rilancio dei consumi, perché gli aumenti previsti, secondo le ultime notizie, sarebbero di appena qualche decina di euro, circa 40, 50, decisamente poco sia per modificare particolarmente le condizioni di vita dei lavoratori beneficiari di questa novità, giacchè irrisoria, sia per permettere una maggiore spesa da parte loro in grado di rilanciare i consumi in maniera così grande da dare nuova spinta alla ripresa economica. Ed è chiaro come se si agisse davvero su questa strada si andrebbe incontro effettivamente ad un ennesimo spreco di soldi che potrebbero essere investiti in modo decisamente migliore e più conveniente. Non resta, dunque, che attendere i prossimi giorni e le prossime settimane per capire quali saranno, o potrebbero essere, le decisioni della maggioranza da portare avanti in tema di novità per le pensioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il