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Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 cambio doppio Governo Renzi strategia

Niente pi¨ sgravi contributivi per le assunzioni stabili e novitÓ mini pensione come unica modifica attuali norme: le ultime notizie su ulteriore cambio strategia del governo




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:03): Il problema è che se da una parte le ultime notizie e ultimissime certificano che i sistemi per favorire le assunzioni non vanno più bene (ma sono mai andati bene?) e che le stesse ultime notizie mostrano la volontà del Governo Renzi di non adottarli e cambiare, la strategia che si presenta legate anche alle novità per le pensioni con un doppio cambiamento, non convince.  Il primo punto è che le novità per le pensioni non sono ancora considerate nel giusto modo per far saltare una parte del tappo dei non occupati, ma si continua a pensare alle novità per le pensioni più come aiuto e sostegno in una logica di assistenza.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:45): Sistemi per accrescere l'occupazione e novità per le pensioni sono strettamente legate. E così la maggioranza sta ora decidendo se andare avanti con gli sconti sul lavoro stabile oppure concentrare tutte le risorse sulla produttività. Anche se il rebus resta ancora da sciogliere, stando alle ultime e ultimissime notizie, si stanno ripensando agli sgravi sulle assunzioni che non hanno poi funzionato così ma che avranno importanti ripercussioni umane e di budget sulle novità per le pensioni.

Dopo aver speso ben 14 miliardi di euro per misure occupazionali che non hanno permesso di raggiungere i risultati sperati, secondo le ultimissime notizie, il governo starebbe pensando di fare un passo indietro sugli sgravi contributivi per le imprese che assumono a tempo indeterminato. Si tratta di una decisione che potrebbe derivare dalle ultime notizie sull’andamento della disoccupazione italiana, in generale calata ma per i ‘più grandi, over 50, restando comunque elevata proprio tra quella fascia di età di compresa tra i 24 e i 35 anni che era proprio quella che il governo stesso puntava invece ad inserire nel mondo occupazionale. Gli sgravi contributivi, dopo i primi mesi di successo che hanno portato a moltiplicare effettivamente le assunzioni stabili, non sono quasi più serviti a nulla ed ora che il governo ne è consapevole potrebbe decidere di bloccarli, dando priorità, invece, a misure a sostegno della produttività, dei contratti aziendali, e delle agevolazioni fiscali legate alla produttività aziendale in un’ottica di risultati certi da raggiungere per la crescita.

La decisione finale però si saprà solo quando sarà messa definitivamente a punto la prossima Manovra, ma il nuovo cambio di strategia del governo sembrerebbe essere stato confermato proprio in questi giorni anche dalle parole dello stesso premier che ha sottolineato come le priorità siano diventate riduzione delle imposte, da Ires a Iri, e misure a sostegno di famiglie e pensionati. Altro cambio di strategia del governo si focalizzerebbe, come riportano le ultime notizie, sulla questione specifica delle novità per le pensioni: dalle articolate novità che prevedevano novità pensioni di quota 100, novità pensioni di quota 41, novità pensioni con mini pensione per tutti, al momento, in vista delle discussioni vere e proprie degli interventi da inserire nella nuova Manovra, gli orientamenti della maggioranza sembrano essere nuovi.

Due in particolare le novità: una quota 41 con contributi figurativi non per tutti e una tantum e una mini pensione che, secondo i nuovi progetti dell’Istituto di Previdenza, potrebbe trasformarsi quasi in una sorta di assegno universale. Questo meccanismo di uscita prima rispetto alla formulazione della maggioranza, che comunque non piace perché troppo limitato e penalizzante, rischia di diventare ancor più simbolico e rappresentare un mero aumento delle pensioni. Il motivo è presto spiegato: considerando il fatto che, secondo l’Istituto di Previdenza, questa mini pensione, essendo particolarmente penalizzante, rischia di non essere richiesta da tanti, per evitare che rappresenti l’ennesimo spreco di soldi, sarebbe bene decidere di darne accesso solo a coloro che si ritrovano in condizioni di grande difficoltà economica, valutando non la situazione del singolo ma il quoziente familiare, in modo da avere una certa distribuzione delle risorse tra chi effettivamente ne avrebbe bisogno.

Così facendo sarebbe come erogare un aiuto ai più indigenti piuttosto che dar loro la possibilità di andare in pensione prime e cambiandola in tal modo la mini pensione sarebbe ancor più limitata. Dalle ultime notizie, emergerebbe, dunque, una particolare certezza di inserimento delle novità per le pensioni nella prossima Manovra ma il dubbio riguarda le misure specifiche che vi saranno inserite, perché sarà necessario valutarne tanto l’impatto in termini economici quanto i benefici che porterebbero soprattutto in vista del voto costituzionale d’autunno che si preannuncia come un momento importante per la maggioranza che per allora avrà necessariamente bisogno di recuperare elettori e fiducia e le novità per le pensioni potrebbero rappresentare, se affrontate in un determinato modo, la strategia vincente per riconquistare i cittadini.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il