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Pensioni ultime notizie su mini pensioni, quota 41, quota 100 Landini, Dini, Maestri

Le ultime affermazioni e posizioni di Maestri, Landini, Dini su recenti novitÓ per le pensioni e novitÓ per le pensioni invece urgenti e necessarie




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:22): Si continua a cercare di migliorare le novità per le pensioni non sottovalutando alcuni argomenti importanti come ha fatto anche in sede istituzionale Patrizia Maestri della maggioranza come da ultime notizie e ultimissime le quali, però, sono le stesse che mostrano margini molto stretti

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:32): I consigli e i pareri sulle novità per le pensioni possono essere numerosi, ma senza coperture non si va da nessuna parte. Ma oltre a questo, proprio perchè le coperture sono scarse, bisogna cercare il metodo migliore e nelle ultime notizie e ultimissime non sembra affatto che ci si muova versa questa direzione.

Per Patrizia Maestri, tra gli esponenti della maggioranza, è arrivato il momento di mettere a punto soluzioni definitive per chi è impegnato in attività faticose e pesanti, riconoscendo loro particolari criteri di pensionamento ed estendendoli anche ai cosiddetti Ooss, operatori socio-sanitari. Secondo la Maestri è necessaria una revisione del meccanismo della speranza di vita da collegare alla tipologia di occupazione che si svolge; è necessario differenziare e capire le diversità di ogni occupazione, in modo da stabilire i giusti criteri di pensionamento per tutti. E nella categoria di occupazione pesanti, secondo la Maestri, dovrebbe essere inserita anche quella della figura dell'operatore socio-sanitario, impegnati in attività che richiedono tanto uno sforzo fisico quanto uno sforzo, ed anche profondo, soprattutto psicologico, per la concentrazione mentale e l'adattamento ai turni di lavoro cui sono sottoposti. Ma ci si chiede quale possa essere la migliore novità per le pensioni per permettere tutele e possibilità di lasciare anzitempo la propria occupazione? Il dibattito intorno a questa questione è ancora decisamente e, forse, ben lontano dal concludersi in maniera definitiva, e strutturale, come vorrebbe la Maestri. Ma non solo.

La questione di un’urgenza di novità per le pensioni per coloro che svolgono attività pesanti e faticose è stata ripresa con prepotenza in questi ultimi giorni anche da Maurizio Landini della Fiom che, con le sue parole, non fa che confermare le ultime e ultimissime notizie relative alle tragedie, tra incidenti e morti, che si stanno verificando sui diversi posti di lavoro, soprattutto a determinate persone, cioè chi svolge occupazioni faticose, che avrebbero dovuto raggiungere già le pensione ma che sono stati bloccati nel loro percorso verso il pensionamento dall’entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche. Landini ha detto chiaramente che ci sono lavoratori, e cita gli esempi di camionisti e facchini alla luce delle ultime notizie dell'operazioni 53enne morto investito da un camion mentre faceva un presidio davanti alla Seam, azienda di logistica in appalto della Gls di Piacenza, per cui dovrebbero assolutamente cambiare tanto le modalità di occupazione tanto quelle di pensionamento.

E sulla scia di quanto le forze sociali stanno portando avanti da mesi ormai, si torna a ribadire l’urgenza di una soluzione pensionistica, come la novità per le pensioni di quota 41 che permetta a questi lavoratori, e a chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo, cioè all’età di 14 o 15 anni, di andare in pensione con 41 anni di contributi, senza alcun onere e senza necessità di dover raggiungere una determinata soglia di età anagrafica. Che il nostro sistema previdenziale debba essere rivisto, questo sembra ormai un dato certo, è necessario non solo per la tutela di determinate categorie di lavoratori ma anche per un rilancio dell’occupazione giovanile che dovrebbe essere determinato da quel ricambio generazionale possibile attraverso l’alternanza di giovani e meno giovani a lavoro, attraverso cioè quei piani come quota 100, quota 41 o una mini pensione, ma per tutti, che permettano ai lavoratori più anziani di andare in pensione prima, anche a fronte di decurtazioni sulla pensione finale purchè non siano eccessive, lasciando, così, posti di lavoro libero in cui poter impiegare i più giovani.

E questo meccanismo contribuirebbe ad un rilancio della produttività e, di conseguenza, dell’economia in generale. A sostenere la necessità di modifiche del sistema pensionistico italiano è stato anche Lamberto Dini. Stando alle ultime notizie, infatti, per Dini bisognerebbe rivedere le norme in vigore anche per ridare equità al nostro sistema sociale, Secondo Dini, molti vedono negli ultimi annunci relativi alle novità per le pensioni, una sorta di mossa elettorale in vista del voto costituzionale, ma è necessario mettere a punto sistemi di prepensionamento frutto di conti fatti come si deve che non pesino sullo Stato ma che non siano nemmeno insostenibili per i lavoratori stessi che aspirano alla pensione in anticipo. L'equità sociale andrebbe perseguita, secondo Dini, anche in riferimento all'aumento delle pensioni inferiori, una misura che piace ma che dovrebbe essere ben modulata, considerando che tra coloro che percepiscono tali trattamenti ci sono coloro che hanno versato contributi bassi ma anche coloro che non ne hanno mai versati ma che in un certo senso vengono messi sullo stesso livello, cosa che in realtà non è, perchè chi non ha mai versato contributi previdenziali diventerebbe un costo alto per lo Stato.  

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il