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Pensioni ultime notizie senza fine novità morti, drammi, suicidi colpa in parte assenza novità mini pensioni, quota 41, quota 100

Continuano i drammi del lavoro e continuano ad essere sempre più urgenti novità per le pensioni come tutele: la situazione e cosa si potrebbe fare




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 19:52): Non si può dare tutta la colpa alle norme per le pensioni attuale o alla mancate novità per le pensioni tanto richieste, ma è un fatto che rileggendo tante delle ultime notizie e ultimissime di infortuni, morti durante l'occupazione spesso sono 55enni e più che si occupano di attività che sarebbe meglio evitassero. E come dimenticare i morti, i suicidi perchè senza più una prospettiva di pensione e di trovare una occupazione?

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:45): Le nuove vittime durante le attività hanno causato lo sdegno del capo dello Stato e la dura presa di posizione delle forze sociali non possono passare sotto silenzio. Evidentemente c'è qualcosa che non va anche per la mancanza di novità per le pensioni ovvero per un'assenza di armonizzazione delle regole tra occupazione e previdenza. E le ultime e ultimissime notizie non sono affatto confortanti.

Cambiare le attuali norme previdenziali per prevenire incidenti, suicidi e morti sul lavoro: le ultime notizie di questi giorni riportano ulteriori vicende di persone vittime del proprio lavoro, in un momento in cui vivere in Italia è diventato poco dignitoso per tanti lavoratori e per tanti pensionati. L’età pensionabile si è allungata per tutti costringendo tutti a restare a lavoro più a lungo, senza alcuna differenziazione di categorie di occupazioni, cosa che invece sarebbe necessaria visto che è impossibile paragonare il lavoro, i rischi e lo sforzo fisico di un operaio o di un metalmeccanico, con quello di un professore o un dirigente. Chi svolge, infatti, occupazioni faticose e pesanti dovrebbe godere di tutele oggi inesistenti per evitare che giorni e giorni si raccontino tragedie come quelle di quest’ultimo periodo e che non sono rare, basti pensare che dall’inizio di quest’anno e fino a fine aprile si sono già registrate 271 morti bianche sul lavoro , accompagnate da una serie di incidenti che hanno creato non pochi problemi ai lavoratori stessi, talvolta impossibilitati a rientrare a lavoro stesso, e situazioni di disperazioni che hanno spesso spinto a suicidi.

Ricordiamo e casi come quello di un muratore di 65 anni, della provincia di Lecce, caduto da un ponteggio del cantiere di 6 metri; quello di un operaio edile di 63 anni caduto da un’impalcatura da 8 metri mentre stava lavorando; o, ancora, quello di un operaio edile di 66 anni di Carini, sempre caduto da un ponteggio e morto sul colpo; e quello di un lavoratore che a 51 anni è rimasto senza occupazione costretto a vivere da come un senza tetto in uno Stato che non prevede tutele per chi non può più lavorare ma ha raggiunto un’età in cui risulta decisamente difficile trovare una nuova occupazione ma, contemporaneamente, non si può nemmeno andare in pensione perché decisamente lontani dal raggiungere i requisiti pensionistici attuali. E sono di questi ultimissimi giorni le ultime notizie di un giovane operaio morto all’Ilva di Taranto, di un uomo di 53 anni che è morto in un deposito dell’Atac a Roma, probabilmente folgorato mentre riparava un mezzo in un'officina nel deposito; e di un operaio di 53 anni che è stato investito e ucciso durante un presidio presso la sede della Gls, che si occupa di spedizioni.

Ad eccezione del caso che ha perso la vita all’Ilva, si tratta in tutti gli altri casi di persone grandi che, probabilmente, alla loro età, e perché avevano iniziato a lavorare prestissimo, con le vecchie regole sarebbero già stati in pensione, lontani da ogni rischio che un’attività pesante può comportare soprattutto ad una certa età. E invece queste stesse persone che avrebbero potuto godersi il loro meritato riposo dopo una vita di lavoro, hanno trovato la morte, a causa di un allungamento dell’età pensionabile che non ha tenuto conto della specificità e della particolarità della loro attività. E torna a farsi sempre più urgente la necessità di approvare novità per le pensioni che permettano a chi volesse di lasciare la propria occupazione anzitempo e non prevedano oneri a carico di queste particolari categorie di lavoratori che di lavoro ne hanno già svolto abbastanza e anche in condizioni critiche.

La richiesta di novità per le pensioni come quota 41, che permetterebbe a chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo di andare in pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica e senza alcun onere, non sarebbe un regalo ma un diritto che loro hanno acquisito dopo aver lavorato una vita e dopo un regolare versamento di contributi previdenziali per ben 40, 41 anni. Continuando a mantenere, obbligatoriamente, queste persone soprattutto, ma tutti i lavoratori, in attività significa mortificare il senso del lavoro stesso e degradare il diritto alla pensione che ognuno si è conquistato in un lungo tempo. Probabilmente novità per le pensioni come quota 100, quota 41, mini pensione non sarebbero la soluzione definitiva alle morti e agli incidenti sul lavoro ma certamente potrebbero rappresentare un passo in più verso quella scelta che poi toccherebbe ad ogni lavoratore di andare in pensione o meno prima. E si tratta di un meccanismo che se da una parte sosterebbe i prepensionamenti di chi non riesce a raggiungere i rigidi requisiti pensionistici attuali, dall’altra rappresenterebbe una nuova spinta al rilancio dell’occupazione giovanile, attraverso il ricambio generazionale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il