BusinessOnline - Il portale per i decision maker






Pensioni ultime notizie quota 100, mini pensioni, quota 41 domani Governo Renzi-Sindacati Barbagallo, Camusso, Landini, Proietti

Tutto pronto per il confronto di domani tra governo e sindacati che potrebbe rivelarsi decisivo per novità per le pensioni: richieste e situazione




Potrebbe essere il confronto decisivo quello che in programma domani tra governo Renzi e sindacati: al centro delle discussioni ulteriori dettagli, informazioni e richieste sulle novità per le pensioni di cui si sta tanto discutendo, alla ricerca di un compromesso per la definizione di una soluzione pensionistica che soddisfi tutti, non sia troppo penalizzante per i lavoratori e sia in grado di dare nuova spinta all’occupazione giovanile attraverso il ricambio generazionale. I sindacati sono da tempo fermi sulle loro richieste di novità pensioni al governo, tra mini pensione da definire meglio e allargare, per renderla conveniente e un buon sistema per permettere a chi lo volesse di anticipare la propria età pensionabile consentendo la creazione di nuovi posti di lavoro, ma che non diventi un’ulteriore fonte di guadagno per gli istituti di credito e un ulteriore motivo per accrescere quelle diseguaglianze sociali oggi già fin troppo esistenti.

Insieme alla mini pensione, tra governo e sindacati sono aperte anche le questioni relative a quelle categorie di persone che sono state fortemente penalizzate dall'entrata in vigore delle attuali norme pensionistiche, vale a dire coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale, cioè a 14 o 15 anni, e coloro che sono impegnati in attività pesanti e faticose, categorie che con le vecchie norme sarebbero già in pensione ma che ora sono costretti a rimanere a lavoro fino al raggiungimento del requisito anagrafico attualmente fissato, cioè 66 anni e sette mesi. Per loro i sindacati rilanciano da sempre la quota 41, che permetterebbe di andare in pensione con 41 anni di contributi e indipendentemente dall'età anagrafica, con conseguente richiesta di cancellazione di ogni onere a loro carico. Nessuna decurtazione, dunque, sulla pensione finale nel caso di pensione anticipata.

Stando alle ultime notizie, è possibile che queste categorie di lavoratori possano vedersi azzerate le penalità con la stessa mini pensione ma il funzionamento di questo meccanismo deve essere ancora del tutto definito, perché mancano i dettagli. Al momento sono solo ipotesi: le ultime notizie, infatti, riportano che a chi ha iniziato a lavorare giovanissimo ed è stato impiegato in attività faticose potranno essere riconosciuti contributi figurativi di 3 o 4 mesi dall’anno di ingresso nel mondo del lavoro, cioè a 14 o 15 anni e fino al compimento del 18esimo anno di età. Molto dipenderà dalla disponibilità del budget: il governo ha già detto per le novità per le pensioni stanzierà due miliardi di euro, che dovrebbero essere impiegati per mini pensione e per aumentare le pensioni inferiori, ma secondo i sindacati, come ribadito dalle ultime notizie, l’investimento per l’attuazione di novità per le pensioni dovrebbe essere portato a 2, 5 miliardi di euro.

Tra le richieste dei sindacati al governo per novità per le pensioni non ci sarebbero solo definizioni della mini pensione e quota 41 per chiudere definitivamente le questioni dei lavoratori più penalizzati, ma anche proroga del contributivo donna, per cui sarebbe già disponibile il budget necessario come riportato dalle ultime e ultimissime notizie; aumento delle pensioni inferiori, ma anche cumulo gratuito di tutti i propri contributi previdenziali; e abolizione degli oneri, anche oltre il 2017, per coloro che hanno iniziato a lavorare giovanissimi e decidono di andare in pensione prima dei 62 anni di età. Continua a chiedere un aumento di budget per le novità per le pensioni Carmelo Barbagallo, leader Uil, da portare, come detto, a 2,5 miliardi di euro Ponendo come priorità i sistemi di anticipo dell'età pensionabile, con particolare riferimento sempre alla quota 41, ma sostenendo anche la necessità di aumenti per i pensionati che percepiscono pensioni inferiori, Barbagallo ha dichiarato apertura e dialogo alla maggioranza nel caso di proposte interessanti.

Continua ad essere critica nei confronti della mini pensione la leader della Cgil Susanna Camusso, che ribadisce la necessità di aumentare le risorse per l’attuazione di novità per le pensioni che potendo contare attualmente su una somma bassa potrebbero rivelarsi decisamente inutili e per nulla vantaggiose, rischiando di diventare un ennesimo spreco. Sarebbe, dunque, necessario, stando alle ultime notizie, aumentare il budget per la mini pensione in modo da renderla un adeguato sistema di anticipo dell'età pensionabile, seppur sempre ristretto.

Anche Maurizio Landini è tra coloro che rilanciano sulla necessità della novità per le pensioni di quota 41 per permettere a chi ha iniziato a lavorare sin da giovanissimo, cioè all’età di 14 o 15 anni, di andare in pensione con 41 anni di contributi, senza alcun onere e senza necessità di dover raggiungere una determinata età anagrafica, ma anche sull’approvazione di ulteriori sistemi che permettano di lasciare anzitempo la propria attività in modo da consentire un rilancio dell’occupazione giovanile che potrebbe rappresentare il vero traino per una spinta all’economia in generale attraverso nuovo impulso alla produttività.

Novità pensioni di quota 41 ma anche aumento delle pensioni inferiori sono le richieste di novità per le pensioni rilanciate anche da Domenico Proietti in questi ultimi giorni è invece tornato a ribadire la necessità di aumentare le pensioni più basse: in entrambe i casi, secondo Proietti, si tratterebbe di novità interessanti per iniziare a ristabilire equità sociale all’interno del sistema previdenziale ma anche della società in generale, contribuendo a risolvere un grossolano errore creato dalle attuali norme previdenziali, da una parte, e a rendere di nuovo dignitosa la vita di chi al momento è costretto a vivere in condizioni davvero difficili, dall’altra, perché è chiaro che quei milioni di pensionati costretti a vivere con 500 euro al mese circa non riescono certamente a condurre una vita dignitosa. E questa è una grossa ingiustizia, soprattutto per coloro che hanno lavorato una intera vita.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il