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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 fermo tutto o in peggioramento pur con nuovi dati economia negativi

L’andamento dell’economia italiana continua a segnare dati negativi e sempre rilancio occupazione attraverso novità pensioni: tutto però è ancora fermo




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:32): Cala la fiducia delle persone, degli imprenditori e delle aziende fino ad arrivare alla gelata dell'andamento generale dell'econonomia. Ma non è finito in quanto sono diminuiti drasticamente dalle ultime notizie e ultimissime le nuove assunzioni. E nulla, non si fa ancora nulla per le novità per le pensioni che possano davvero almeno in parte sbloccare l'occupazione, pur come già detto parzialmente.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:17): Nell'aggiornamento al Documento di economia e finanza sarà indicato probabilmente un +0,9% quest'anno e, sulla base delle ultime e ultimissime notizie, forse un valore analogo o leggermente superiore tra 12 mesi. Si tratta di cifre troppo contenute per sperare che si possa andare al di là del progetto sulle novità per le pensioni prospettato dalla maggioranza e centrato sulle mini pensioni.

Dopo la revisione della stima, al ribasso, per il Pil, comunicata già dallo stesso ministro dell’Economia e nuove previsioni per nulla positive per la ripresa dell’economia italiana, le ultime notizie continuano ad essere decisamente deludenti: ancora bassa la fiducia di imprese e famiglie in tutti i settori, dai servizi di mercato, dove si registra, come confermano le ultime e ultimissime notizie, un aumento più considerevole, da 108,3 a 102,4; al commercio al dettaglio (da 101,3 a 97,1); alla manifattura (da 102,9 a 101,1); e alle costruzioni (da 126,2 a 123,5). Cala ancora la fiducia anche nei consumatori e continuano a peggiorare le aspettative su una ripresa dell’occupazione che, particolarmente altalenante negli ultimi mesi, continua a segnare numeri negativi. E’ vero che, secondo l’Istat, a giugno il numero degli occupati è salito di 71 mila unità rispetto al mese precedente, di 329 mila rispetto allo stesso mese del 2015 e che sono aumentati i lavoratori indipendenti (+78 mila) ma è rimasto stabile il numero di dipendenti permanenti (-4 mila sul mese, +207 mila sull'anno); sono diminuiti gli inattivi, coloro cioè che non hanno lavoro né lo cercano, contribuendo a far aumentare il tasso di disoccupazione, e continua ad essere particolarmente bassa l’occupazione tra coloro che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni. La fascia di persone che, al contrario, dovrebbe essere per cui dovrebbe registrarsi un picco di occupazione.

O quanto meno questo dovrebbe accadere in un Paese in crescita che si basa sulle competenze dei più giovani per dare impulso a produttività e competitività che rilanciano l’economia in generale. Ma si tratta di un meccanismo che nel nostro Paese è ancora un illustre sconosciuto, perché non è un Paese per giovani, ma è il Paese in cui i lavoratori sono costretti a rimanere a lavoro fino a 67 anni di età quasi, lasciando fuori i più giovani, con le loro competenze e le loro nuove iniziative. E questo obbligatorio aumento dell’età a lavoro è stato fissato dalle attuali norme pensionistiche che tanto si cerca di modificare ma per cui risulta sempre difficile mettere un punto. Troppo costosi risulterebbero al momento quelle novità per le pensioni come quota 100, quota 41, mini pensione per tutti, ottima soluzione, da sempre, per un rilancio dell’occupazione giovanile ma anche per recuperare nuovi risparmi, nel lungo periodo, derivanti dagli oneri imposti da ognuno di questi sistemi a carico dello stesso lavoratore.

Tutto però è ancora al palo dopo mesi, forse due anni ormai, di discussione sulle novità per le pensioni mentre le ultime notizie continuano a confermare una necessità di revisione delle attuali pensioni. Ora, infatti, le ultime notizie riportano anche dati decisamente negativi su assunzioni e ulteriore diffusione dei voucher. Per quanto riguarda le assunzioni stabili, in particolare, con il taglio degli sgravi contributivi, sono diminuite vertiginosamente del 33,7% e in sette mesi sono stati stipulati 76 mila contratti a tempo indeterminato, ben l'83,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2015. Allo stesso tempo, sono aumentati i licenziamenti e il ricorso ai voucher come sistema di pagamento per prestazioni lavorative occasionali o non continuative, un sistema che, come confermano le ultime notizie, non sostiene certamente i giovani e non prevede alcuna tutela contributiva nè alcuna garanzia, prospettando un futuro tanto lavorativo quanto pensionistico davvero nero.

Le ultime notizie si sono particolarmente concentrate su questo sistema di pagamento e sulle sue negatività ma pur riconoscendole non si sta facendo assolutamente nulla per bloccarne la diffusione. Sembra, dunque, che la strada da percorrere per arrivare ad una ripresa economica costante sia ancora decisamente lunga e per quanto riguarda in particolare le novità per le pensioni da attuare che potrebbero sostenere tale ripresa attraverso rilancio di occupazione e produttività potranno essere definite ancor meglio quando sarà presentata la nuova versione del documento di programmazione economica che riporterà in maniera specifica numeri e disponibilità economiche da poter impiegare nei diversi provvedimenti al vaglio, novità per le pensioni comprese.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il