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Pensioni ultime notizie inedite novità usuranti, quota 41 appena giunte tra novità mini pensioni, contributivo donna, quota 100

Ultimissime notizie su novità pensioni per chi ha iniziato a lavorare giovanissimo e chi svolge occupazioni faticose e pesanti: cosa prevedono e suscettibili ulteriori cambiamenti




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 18:40): Inutile far finta di nulla: l'accordo politico sulle novità per le pensioni non è stato ancora raggiunto. Mancano alcuni dettagli da limare che proprio secondari non sono e rappresentano questioni di sostanza, senza le quali sarà difficile raggiungere un'intesa tra la maggioranza e le forze sociali. Secondo le ultime e ultimissime notizie, le incertezze riguardano i lavoratori che hanno iniziato l'attività da giovani e la platea dei beneficiari delle mini pensioni.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 21:04): Se c'è un dossier che sta tenendo impegnata la maggioranza è quello dei lavoratori che hanno iniziato l'attività da giovanissimi ovvero che hanno iniziato a versare contributi prima dei diciotto anni o prima dei 1sedici anni. Stando alle ultime e ultimissime notizie, si potrebbe arrivare a stanziare fino a seicento milioni d euro ma riservando le novità per le pensioni a chi ha iniziato prima dei sedici anni, somma non trascurabile, ma le verifiche sono ancora in corso.

Arrivano nuove indicazioni sulle novità per le pensioni che potrebbero interessare usuranti e coloro che sono entrati giovanissimi nel mondo occupazionale in vista del prossimo confronto tra maggioranza e forze sociali. Due, in particolare, le ultime notizie che interessano chi ha iniziato a lavorare da giovanissimo, cioè a 14 o 15 anni, e chi è impegnato in attività pesanti e faticose. Nel primo caso dovrebbe arrivare la conferma del riconoscimento di contributi figurativi per chi ha iniziato a lavorare ad un’età inferiore ai 16 anni, ma resta da capire di quanto saranno questi contributi, se di tre o di quattro mesi, ma in ogni caso permetterebbero di raggiungere la famigerata quota 41, cioè 41 anni e 10 mesi di contributi, dal 2017, consentendo a questa categoria di lavoratori di andare finalmente in pensione. Questo provvedimento dovrebbe interessare circa 30mila lavoratori all’anno.

Per la misura dei quota 41, la maggioranza, secondo le ultime e ultimissime notizie, dovrebbe stanziare circa 600 milioni di quel miliardo che ha intenzione di destinare alle novità per le pensioni. L’altra novità riguarda chi è impegnato, o ha svolto, occupazioni usuranti: in questo caso, infatti, come riportano le ultime e ultimissime notizie, si rientrerebbe in questa categoria di lavoratori anche se nell’ultimo periodo non si è svolto tale tipo di occupazione. Basterà, infatti, essere stato un lavoratore usurante per almeno metà della propria vita lavorativa, per cui dovrebbe saltare la norma che obbligava ad aver svolto l’ultimo anno di lavoro impegnato in un’occupazione faticosa. Le novità in tal senso riguarderebbero anche la possibilità di cambiare le regole ora in vigore che richiedono l’aver svolto 7 anni su 10 di occupazione faticosa.

La nuova norma potrebbe essere quella che prevede una sorta di vita lavorativa divisa per metà da impiegato in un’occupazione faticose e per metà no, e anche in questo caso non sarebbe previsto l’obbligo di aver svolto l’occupazione faticosa nell’ultimo anno. L'ipotesi di cancellazione dell’obbligo di un ultimo anno impegnato in attività faticose e di considerare come usurante la metà del periodo lavorativo sarà una delle novità che si discuteranno con le forze sociali. Ma insieme a queste ultime novità per usurati e chi ha iniziato a lavorare giovanissimo, le forze sociali cercheranno dalla maggioranza ulteriori chiarimenti riguardanti la mini pensione e il contributivo donna.

Nel primo caso, infatti, restano ancora da definire entità di detrazioni fiscali e decurtazioni che dovrebbero interessare le categorie di lavoratori più svantaggiati, e loro calcolo; entità degli interessi che, come reso noto dalle ultime notizie, dovrebbero essere a carico dello Stato in riferimento sempre alle persone più svantaggiate e che percepiscono redditi fio ai 1.200 euro netti, e a carico del pensionato stesso per redditi superiori, ma ancora non si sa di che tipo di interessi si tratterà. E resta da capire anche chi pagherà l’assicurazione e se il budget stanziato per la mini pensione possa davvero essere sufficiente.

Ricordiamo, infine, che insieme a queste novità per le pensioni, tra le altre richieste di novità pensioni presentate dalle forze sociali c’erano anche cumulo gratuito di tutti i propri contributi previdenziali versati in diverse gestioni ed eliminazione degli oneri, anche oltre il 2017, per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare prestissimo, novità che, però, stando alle ultime notizie, dovrebbero essere in dirittura d’arrivo, così come l’ulteriore proroga del contributivo donna.
Le forse sociali hanno chiesto una data precisa in cui rendere note le risorse avanzanti da quel tesoretto di 2,5 miliardi di euro già stanziato lo scorso anno per la proroga per tutto questo anno in corso del contributivo donna per permettere alle lavoratrici di andare in pensione prima, a 57 anni per le statali, e a 58 per private e autonome, e si tratta di cifre che dovrebbero essere comunicate la prossima settimana o al massimo tra due settimane, ma che certamente ci saranno. E la richiesta, assoluta, sia delle forze sociali, sia del Comitato per le pensioni a Montecitorio, sia degli ormai noti gruppi online sempre più attivi nel dibattito previdenziale, è che i soldi rimanenti vengano riutilizzati sempre per prorogare ancora, e fino al 2018, il meccanismo del contributivo donna. Resta poi da chiudere la questione della richiesto di aumento delle pensioni inferiori.

Si tratterebbe, secondo le forze sociali, di una misura dovuta per riuscire a garantire a tutti i pensionati condizioni di vita dignitose, argomento cui la maggioranza ha aperto, ma mancano ulteriori dettagli e anche miglioramenti, considerando che gli aumenti attuali dovrebbero essere solo di qualche decina di euro, circa 40, 50, il che, chiaramente, fa ben capire come non sarà certo un aumento che determinerà migliori condizioni di vita del pensionato né tanto meno potrebbe sostenere il rilancio dei consumi, perché i soldi a disposizione sarebbero comunque pochi in più.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il