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Tfa terzo ciclo 2016 nuovo: le motivazioni di tutte le parti chi dice che TFA sarà cancellato e chi bando Tfa uscirà

Sono di nuovo in discussione i posti assegnati. Sembravano l'unico punto sicuro del Tfa terzo ciclo.




Quale destino per il Tfa terzo ciclo? Le incertezze continuano a essere tante tra chi crede che sia farà e chi no. Proprio così: inizia a costituirsi il fronte degli scettici rispetto all'attivazione del nuovo Tirocinio e a farne parte ci sono anche gli atenei italiani, convinti che siamo ormai fuori tempo massimo rispetto a un'organizzazione efficiente delle procedure. Si ricorda che tutti si dicevano sicuri della pubblicazione del bando nel mese di luglio. E poi ci sono motivazioni pratiche, legate al concorso e alla mobilità che fanno dubitare sul futuro del Tfa. Secondo il sindacato, a distanza di 7 mesi dal bando, il concorso per insegnanti è ancora a un terzo del lavoro ovvero su un totale previsto di 1.484 graduatorie di merito sono state 704 quelle approvate.

Sono poi di nuovo in discussione i posti assegnati, che sembravano l'unico punto sicuro del Tfa terzo ciclo, anche perché potrebbero non riguardare tutte le classi di concorso: 16.436, di cui 11.328 comuni e 5.108 sul sostegno per l'abilitazione all'insegnamento nelle scuole medie e superiori. Volendo entrare nel dettaglio, 8.058 riguardano le superiore, 3.270 le medie. In merito ai posti sul sostegno, 392 sono destinati alla scuola dell'infanzia, 1.749 alla primaria, 1.932 alle medie e infine 1.035 alle superiori. A favore di chi crede che il Tfa ci sarà, ci sono le parole del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini a Repubblica TV: "L'attuazione di un altro ciclo sarà imprescindibile".

E poi c'è l'evidenza che l'aggiornamento delle graduatorie, e di conseguenza l'immissione in seconda fascia, è previsto per maggio 2017. C'è quindi un fatto di cronaca a dimostrare come la scuola stia attraversando un momento di confusione e difficoltà. Ci riferiamo a quello studente a cui era stata negata l'iscrizione alla prima media perché la classe era troppo affollata. Ma il Miur ha imposto al preside di inserire il ragazzo tra gli alunni della scuola. L'undicenne proveniva da un altro istituto, dove aveva frequentato le scuole elementari e la prima media, perdendo però l'anno.

Secondo il dirigente, come riportato dal legale della famiglia, "aggiungere un altro studente in una classe di 23, quando la circolare ministeriale ne prevede soltanto 20, potrebbe pregiudicare il rendimento di tutti gli alunni". Per questo l'iscrizione era stata negata. Alla riapertura delle lezioni, la madre aveva accompagnato lo stesso il figlio a scuola, ma il bambino era stato allontanato dopo le prime ore di lezione. Il ragazzino è poi arrivato accompagnato anche dall'avvocato, e di nuovo non l'hanno fatto entrare. Poi, in giornata, la madre gli ha comunicato la bella notizia.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il