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Azioni, obbligazioni, cambio euro/dollaro 2016: previsioni analisti con decisione tassi Usa settembre e Banca Giapponese

Sorprende la decisione della Banca del Giappone, ma non si aspettano colpi di scena all'esito di quella della Federal Reserve.




Quella di oggi è una giornata fondamentale per le economie mondiali e di conseguenza anche per le scelte di investimenti in azioni e obbligazioni. La Fed (Federal Reserve System, la banca centrale degli Stati Uniti) e Bank of Japan (Boj) sono chiamate ad assumere decisioni importanti su tassi e politica monetaria. La seconda delle due ha lanciato un nua nuova fase del cosiddetto Quantitative and qualitative monetary easing ovvero l'allentamento quantitativo e qualitativo con l'acquisto di titoli di Stato, confermando il tasso di riferimento al -0,1%, la politica espansiva per portare l'inflazione al 2%. Come spiegato a Bloomberg da Mansoor Mohi-uddin, strategist di Rbs da Singapore, con la nuova cornice d'azione, la Banca del Giappone "potrà permettersi nuovi tagli dei tassi in futuro, ma mitigare l'effetto negativo sui profitti delle istituzioni finanziarie".

Se la decisione di Tokyo ha sorpreso, non ci si aspettano colpi di teatro all'esito di quella della Federal Reserve. I riflettori sono infatti puntati sulla riunione del Fomc, il comitato monetario della Federal Reserve chiamato a decidere sui tassi di interessi a stelle e strisce. L'economia americana procede, anche se a passo moderato, il mercato del lavoro migliora, i rischi internazionali ci sono, ma non sembrano almeno per il momento avere un impatto significativo sugli Stati Uniti, l’inflazione è bassa, ma potrà risalire. Tutti fattori che potrebbero giustificare un nuovo aumento dei tassi di interesse statunitensi, saliti a dicembre in un intervallo tra lo 0,25 e lo 0,50%, dopo essere rimasti fermi ai minimi storici dal 2008 (mentre per il precedente aumento bisognava andare indietro fino al 2006).

Eppure all'interno della Fed, che durante le riunioni di quest'anno ha sempre preferito il nulla di fatto, i dubbi sono molti e le divisioni forti: nelle scorse settimane i governatori della Banca centrale americana avevano più volte aperto alla possibilità di un giro di vite durante il meeting del Fomc, il comitato monetario della Fed, ma l’ultimo segnale, quello arrivato da Lael Brainard, membro del Board Fed, prima dello stop ai discorsi in vista della riunione, è stato un invito alla prudenza con toni dovish, da colomba.

E poi c'è la questione dei mercati, che per il momento tengono sotto controllo la volatilità, ma che verosimilmente andrebbero incontro a forti turbolenze in caso di rialzo. Il momento della verità arriverà oggi, alle 14 americane, le 20 in Italia, quando sarà diffuso il comunicato finale del Fomc con la decisione sui tassi.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il