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Pensioni ultime notizie convergenza novitÓ tra autoritÓ assai diverse per novitÓ mini pensioni, quota 41, quota 100

Inedita convergenza su questione previdenziali, novitÓ per le pensioni al vaglio e novitÓ per le pensioni che invece dovrebbe essere messe a punto




Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01):  Se da una parte c'è una buona parte di diversi importanti Dicasteri che, sinceramente, farebbero meno delle novità per le pensioni, dall'altra, invece, c'è chi vorrebbe un rilancio importante e lo affermano partendo non solo da ruoli differenti, ma da posizioni differenti proprio sulle novità per le pensioni che hanno dimostrato a lungo tenere nelle ultime notizie e ultimissime ma che ora, invece, proprio le ultime notizie e ultimissime mostrano una convergenza importante, anche strana e curiosa ma che in realtà ha delle basi importanti.

Pensioni ultime notizie e ultime, ultimissime notizie e pensioni novità (AGGIORNAMENTO ore 22:01): Se c'è una buona notizia sulle novità per le pensioni è la convergenza su cosa bisogna fare, almeno a livello teorico, da autorità seppur tra loro tanto differenti che, però, su queste novità sono d'accordo perchè urgentie imprescindibili. C'è ad esempio quella fondamentale sulla necessità di ammorbidire le norme che regolano il pensionamento di chi esercita un'attività faticosa e di dare risposte a tutti perchè non si può andare oltre ad una certa soglie di età sia per gli attuali occupati che per i giovani. In una parola occorre rivedere con novità per le pensioni vere e profonde se non tutto, una buona parte, grandissima parte.

Un lungo confronto tra l’ex ministro dell’Occupazione e il leader della Fiom ha fatto emergere una curiosa convergenza di opinioni in merito alle attuali regole pensionistiche e alle novità per le pensioni che di dovrebbero attuare tra i due protagonisti del dibattito, ma solo. Confrontando infatti le loro posizioni con quelle che nel corso di questi mesi sono state dichiarate dal presidente dell’Istituto di Previdenza e dal consigliere economico di Palazzo Chigi, sono tante altre le posizioni di accordo che si notano, nonostante nel corso del tempo ci si sia sempre ‘battuti’ su diversi fronti della questione previdenziale e l’ex ministro sia stata la stessa fautrice di quelle norme oggi tanto contestate. E’ stata proprio lei a mettere in discussione durante il confronto le sue stesse norme, ribadendo ancora una volta che si tratta di regole messe a punto in tempi brevi e in una situazione di particolare crisi, che necessitava di risposte immediate, consapevole di aver commesso un errore nell’aver equiparato tutte le occupazioni stabilendo un aumento dell’età pensionabile per tutti, indistintamente.

E affrontando, più nel dettaglio, la questione pensioni, ha rivolto particolare attenzione sia a coloro che svolgono attività pesanti e faticose e che, giustamente, meritano un trattamento diverso rispetto a quello riservato, per esempio, ai manager, e per cui si stanno mettendo a punto al momento particolari tutele, facendo dunque riferimento al riconoscimento dei contributi figurativi per chi ha iniziato a lavorare a 14 o 15 anni, senza far riferimento però alla quota 41; sia a coloro che sono entrati da giovanissimi nel mondo occupazionale e per cui è ben consapevole che gli attuali requisiti possano risultare davvero impossibili da raggiungere, in alcuni casi. Per quanto riguarda poi la mini pensione come attualmente portata avanti dalla maggioranza, per l’ex ministro non si tratta di una vera e propria novità per le pensioni ma si prospetta più come un ennesimo aiuto sociale, cosa che è stata ribadita già da molti, ma che se fatta nel mondo giusto non dovrebbe rappresentare nemmeno, così come riportano le ultime notizie, un sistema di arricchimento per gli istituti di credito.

D’accordo sulla mini pensione come sistema che non può essere visto come una vera e propria novità per le pensioni e che per i cosiddetti quota 41, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare giovanissimi, rappresenterebbe una ‘follia’ il leader della Fiom, secondo cui un lavoratore, dopo aver versato per una vita regolarmente i propri contributi previdenziali, non può davvero andare in pensione prima lasciando parte del suo futuro guadagno e ricorrendo ad una mini pensione che lo obbligherebbe a stipulare una sorta di mutuo per la restituzione in 20 anni di quanto percepito in anticipo. Tutto questo è ingiusto, perché è giusto che un qualsiasi lavoratore dopo aver trascorso una vita a lavoro si goda il frutto del suo impegno senza dover rinunciare a nulla.

Sempre in merito alla mini pensione, secondo la Fornero, si tratterebbe di novità per le pensioni che potrebbe comportare anche rischi importanti da valutare, perché con i costi che gravano sui pensionati stessi, è possibile che aumenti il debito o aumenti la pressione fiscale, rivelandosi dunque un ennesimo spreco di soldi investiti male, stesso discorso che da tempo sta portando avanti il presidente dell’Istituto di Previdenza che continua a ribadire come la mini pensione non rappresenti la giusta soluzione pensionistica ai problemi causati dalle attuali norme previdenziali, e rischia, esattamente come sostenuto dall’ex ministro, di rivelarsi un ennesimo spreco come accaduto già con quel part time che non ha assolutamente portato i risultati sperati. Serve, invece, un cambiamento profondo che certo non è la mini pensione, anche se al momento, come sottolineato anche dal consigliere economico di Palazzo Chigi, resta l’unica novità per le pensioni possibili a causa della mancanza di quel budget necessario per poter attuare altre misure.

In merito alla necessità di novità per le pensioni per creare alternanza a lavoro tra più anziani e più giovani, l’ex ministro ha spiegato che più che essere un meccanismo da innescare attraverso prepensionamenti dei lavoratori più anziani e conseguente ingresso nel mondo occupazionale dei più giovani, dovrebbe essere sostenuto da politiche inclusive che sappiamo aprire il mondo occupazionale tanto ai giovani quanto ai più grandi e non ad uno o all’altro. E questo è un punto su cui si dice d’accordo anche il leader della Fiom, che però ha anche spiegato come le ultime notizie su andamento di economica ed occupazione nel nostro Paese siano anche il risultato delle attuali norme previdenziali che hanno allungato l’età pensionabile per tutti costringendo i lavoratori già impiegati a rimanere a lavoro sempre più a lungo. Le posizioni di convergenza risultano, dunque, tanto nelle relative critiche alla mini pensione che non si prospetterebbe come soluzione pensionistica per tutti, quanto negli errori risultati dalle attuale norme e ammessi dallo stesso ex ministro.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il