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Rinnovo contratti statali, dipendenti pubblici: si entra nella fase del DEF. Tanti i dubbi per chi, quanto, quando

Il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione continua a ripetere che l'aumento degli stipendi non sarà a pioggia.




La partita del rinnovo del contratto degli statali prosegue lungo due binari che solo per il momento sono paralleli. Il primo è quello dell'incontro tra le organizzazioni sindacali e l'Aran, l'agenzia che rappresenta l'esecutivo nelle trattative, rispetto a cui quella di domani è una giornata che potrebbe offrire le prime indicazioni importanti. Il secondo è quello della nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, con cui dovrebbero finalmente diventare più chiare le reali intenzioni economiche. I dubbi coinvolgono non sono lo stanziamento, con i sindacati che chiedono un aumento in busta paga di almeno 80 euro, ma anche sulle modalità di erogazione delle somme.

Il Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione continua a ripetere che l'aumento degli stipendi non sarà a pioggia, per tutti, ma legato a merito e produttività, oltre che l livello degli stipendi. Il tutto mentre la questione del rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici si incrocia con il cantiere degli esuberi per il settore bancario, impegnato nei prossimi anni a ripensare il suo modello commerciale basato su prestiti a famiglie e imprese e su una rete capillare di sportelli. La Banca d0Italia chiede così un nuovo taglio di costi, anche del personale, e il governo apre a un sostegno per favorire gli esuberi.

E così il capo della vigilanza della Banca d'Italia, Carmelo Barbagallo, ribadisce il concetto dopo che già il governatore Ignazio Visco aveva posto l'accento proprio sulla necessità di continuare a ridurre gli sportelli e i dipendenti. Non solo i crediti in sofferenza quindi, che sono triplicati con la crisi ma ora si stanno ridimensionando. Per lasciarsi alle spalle gli anni della crisi e rendersi attrattivi nel raccogliere capitale, le banche devono agire anche sulla redditività che resta ancora troppo debole. Per questo c'è bisogno di andare avanti con una profonda riorganizzazione e un energico taglio dei costi che, inevitabilmente, passa per una riduzione anche del costo del personale.

La sfida della redditività, ha spiegato Barbagallo, va affrontata su più piani, dagli investimenti per adeguarsi alle innovazioni tecnologia alla diversificazione delle fonti di reddito visto che gli istituti italiani sono legati ancora a modelli di banca commerciale oramai fuori mercato con una rete capillare di filiali. In più dovrà proseguire la politica di contenimento dei costi già messa in campo in questi anni, per la quale, oltre a un ripensamento della presenza sul territorio, "non possono essere esclusi interventi sul costo del personale". Il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, ha garantito la disponibilità dell'esecutivo per trovare risorse per sostenere gli istituti che dovessero trovarsi davanti a una tornata di esuberi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il