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Tfa terzo ciclo nuovo 2016: quali gravi conseguenze per insegnanti non ci saranno se non attivato

Ormai si ragiona apertamente a livello pubblico sulle possibili conseguenze della mancata attivazione del Tfa terzo ciclo.




Adesso che i timori sono diventati reali, cosa potrebbe succedere nel caso di mancata attivazione del Tfa terzo ciclo? Quella che sembrava un'ipotesi remota sta ora prendendo quota per via degli eccessivi ritardi nella pubblicazione del bando. Se la scadenza limite era stata individuata nel mese di luglio, adesso che mancano meno di 10 giorni a ottobre, appaiono giustificati i dubbi di chi crede che il nuovo Tfa ordinario non vedrà mai la luce. Non resta che attendere, tenendo presente che adesso sono messi in discussione sia l'attivazione per tutte le classi di concorso coinvolte e sia il numero dei posti assegnati agli eventuali partecipanti.

A ogni modo, stando a quanto dichiarato dall'ispettore scolastico Max Bruschi, "qualora la loro tempistica non fosse tale da consentire la spendibilità del titolo in tempo per il prossimo aggiornamento delle GI ciò aprirebbe inevitabilmente la III fascia a nuovi accessi, a prescindere dal dettato normativo. E renderebbe vana la giusta pretesa di concedere la parità scolastica solo ad istituzioni con docenti abilitati". Secondo il sindacato Anief, a distanza di 7 mesi dal bando, il concorso per insegnanti è ancora a un terzo del lavoro ovvero su un totale previsto di 1.484 graduatorie di merito sono state 704 quelle approvate. E sarebbe proprio questa una delle ragioni per cui il Tfa sta continuamente slittando.

La giornata di oggi è poi quella dell'audizione del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, sulla mobilità dei docenti e sull'inizio dell’anno scolastico e la riforma della maturità ancora sotto forma di bozza che suscita dubbi e perplessità. Non dispiace agli studenti, anche se, hanno spiegato, sono tanti i nodi da sciogliere, come ha spiegato ieri la Rete. Giammarco Manfreda, coordinatore Nazionale della Rete degli Studenti Medi, considera "positiva la valorizzazione del percorso scolastico e l'inserimento del curriculum dello studente ai fini della definizione del voto di maturità".

Da parte dei sindacati invece si è fatto notare come sia necessario avviare forme partecipate di riforma degli esami di maturità e della scuola dell'obbligo. È quanto chiede Domenico Pantaleo, segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil: "Ci chiediamo come sia possibile eliminare la terza prova per sostituirla con una prova Invalsi, che tante contestazioni ha sollevato. Questa iniziativa del Miur appare più come l'ennesimo ballon d'essai, che serve a capire come potrebbe reagire l'opinione pubblica dinanzi a questa o quella riforma".

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il