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Pensioni ultime notizie mini pensioni, quota 41, quota 100 cambiano le posizioni nel Governo Renzi

Come cambiano le posizioni sulle novità per le pensioni all’interno del governo e possibili cambiamenti al momento fattibili




Cambiano le posizioni all’interno del governo Renzi sulle novità per le pensioni da portare avanti e sulle loro modalità: se fino a qualche tempo fa, infatti, ministro dell’Occupazione Poletti e presidente dell’Istituto di Previdenza Boeri erano uniti nel voler cambiare l’attuale sistema previdenziali, affiancati e mediati dal consigliere economico di Palazzo Chigi Nannicini, da sempre amico e anche collega di Boeri, che sulle novità per le pensioni ha sempre appoggiano piano e misure proposte dal’Istituto, mentre prima il ministro Poletti rilanciava solo sulla mini pensione come unica novità per le pensioni davvero fattibile, soprattutto perché sostenibile da un punto di vista economia, poi allargandosi a sostenere anche novità pensioni di sostegno per i non occupati, ora le posizioni sembra cambiare e divergere. Ministro Poletti e consigliere Nannicini continuano a sostenere la fattibilità della mini pensione come unica novità per le pensioni da poter attuare nel breve periodo, alla luce delle scarse disponibilità economiche da poter investire in altre novità per le pensioni, come quota 100 o quota 41, il presidente dell’Istituto di Previdenza, invece, ritiene che la mini pensione rischia di rivelarsi l’ennesimo errore della maggioranza in fatto di novità per le pensioni.

Secondo Boeri, infatti, considerando che non si tratta di una vera e propria novità per le pensioni universale per tutti e strutturale, considerando il fatto che è troppo limitata e penalizzante, si va incontro al rischio che siano in pochissimi a farne richiesta, esattamente come accaduto con il fallimentare part time, e questo porterebbe a considerare la mini pensione solo uno spreco di soldi per l’attuazione di una misura inutile e inefficace. Divergenze e cambio di posizioni anche in merito alla revisione delle pensioni più elevate. Boeri continua a sostenere che bisognerebbe ricalcolare le pensioni più ricche con il sistema contributivo, che oggi vale per il calcolo pensionistico di tutti, e fino a poco prima della pausa estiva Nannicini sosteneva questa operazione.

Anzi, aveva anche specificato che tale revisione dovesse essere applicata sui redditi pensionistici sui 100mila euro. Poi il passo indietro e ora Poletti e Nannini convergono nel dire che le pensioni più alte non possono essere riviste perché, secondo lo stesso Nannicini, il rischio sarebbe quello di andare a toccare pensioni che non dovrebbero essere riviste. Sostiene, dunque, come riportano le ultime e ultimissime notizie, che sia meglio non fa nulla in questo senso, andando, però, contro il progetto di Boeri di voler ristabilire equità proprio attraverso un’equa distribuzione delle risorse tra tutti.

Si tratta di posizioni chiaramente divergenti tra due amici, anche se Nanncini durante l’ultimo confronto tenutosi con il Gruppo Facebook dei Quota 41 ha mostrato particolare interesse nei confronti di problemi e richieste presentate, spiegando, però, che si le novità per le pensioni più importanti e profonde saranno affrontate solo in un secondo momento, e in maniera più strutturale, percorso che si potrà compiere, come confermato dalle ultime notizie, solo quando sarà disponibile l’intero budget necessario.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il