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Pensioni ultime notizie e prospettive novitÓ Scuola rappresentano i problemi novitÓ mini pensioni, quota 41

Il mondo dalla Scuola come simbolo di sbagli e necessitÓ di novitÓ per le pensioni e revisioni delle attuali norme previdenziali: la situazione




I docenti italiani sono i più anziani rispetto a quelli di tutti i Paesi Ocse e ciò che emerge dalle ultime notizie è che si registrano molti più insegnanti donne che uomini: da quanto emerge dalle ultimissime notizie, ben sei, sette professori su dieci sono ultracinquantenni (58% nella scuola primaria, 59% nelle Medie e 69% nelle Superiori) mentre otto su dieci sono di sesso femminile. Lo squilibrio di genere è molto meno spiccato a livello dirigenziale: anche, infatti, il 78% degli insegnanti della scuola secondaria di primo grado sia di sesso femminile, solo il 55% dei dirigenti scolastici è donna. Si tratta di una chiara situazione che evidenzia come sarebbero necessarie non solo quelle nuove misure che la maggioranza ha effettivamente varato per un nuovo piano di assunzioni che dovrebbe svecchiare il comparto insegnanti italiano, ma anche novità per le pensioni necessarie per permettere a chi è nella scuola ormai da decenni di lasciare il posto a insegnanti più giovani.

Mentre, infatti, i docenti più anziani sono stati bloccati nel loro percorso verso il pensionamento, dall’altra parte i sono i più giovani aspiranti insegnanti che vedono completamente bloccate le porte di ingresso in un mondo lavorativo sempre più vecchio. Servirebbero, dunque, modifiche che, come riportano le ultime notizie, potrebbero rappresentare una soluzione ai problemi non solo occupazionali del nostro Paese, ma anche di rilancio della produttività, del tutto appannaggio dei più giovani che, come detto, sono esclusi oggi dal mondo del lavoro.

Ma il comparto Scuola rappresenta non solo il simbolo di una necessità di novità per le pensioni per lasciare anzitempo la propria attività, mentre la maggioranza continua a discutere di mini pensione, di come attuare la quota 41 e rimanda la quota 100, ma anche il simbolo di disparità: nell’intero corpo docente, infatti, gli unici che sono stati inquadrati nella categoria di lavoratori che svolgono attività faticose e pesanti sono i docenti della scuola dell’infanzia. Ma non dovrebbe esserci una distinzione, considerando che ogni livello di insegnamento lamenta, come giustificato, stress psicofisici. Questa disparità però permetterebbe a determinati insegnanti di poter godere degli eventuali benefici riservati a chi svolge occupazioni faticose, a differenza degli altri docenti che invece non ne beneficerebbero.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il